Decifrazione in sintesi di 1-2 Samuel e 1-2 Re alla deportazione 2°

La Bibbia contiene diversi livelli di decifrazione; ciò che presento qui è soltanto un quadro sintetico. Il Primo Libro di Samuele inizia con le due mogli di Elcana: la prima, fertile, rappresenta la comunicazione verbale; la seconda, sterile, simboleggia la comunicazione mentale ancora da compiere. Attraverso la preghiera, che significa annullamento dell’Io e offerta del figlio a Dio-Satana, anche la sterile diventa fertile. Mogli, figli e figure familiari vanno intesi come funzioni del progetto: il figlio rappresenta la comunicazione mentale che deve realizzarsi.

Eli e Samuele sono gli ultimi due giudici di Israele, con ruoli opposti. Eli, sommo sacerdote e giudice, rappresenta il progetto degli alleati, mentre Samuele è giudice, sacerdote e profeta che inaugura la monarchia. Il Primo Libro di Samuele narra così il declino della guida con Eli e l’ascesa di Samuele come figura di transizione tra giudici e re.

I Giudici sono figure simboliche del “giusto” inteso come “presente in sospeso”, collegate al ciclo di apertura del portale e di passaggio avanti. Il numero 6 richiama la materia e i sei milioni, mentre termini come zaddiq, zedeq e agape si legano a hayah, cioè Yahweh “colui che è presente”.

Giudici e re indicano la sequenza del progetto: Nel codice, “giudici” indica il presente, mentre “regno” tramite trasformazione semantica diventa “reale”, cioè l’esistenza del progetto. ovvero “  la sua realizzazione.

Il progetto comprende andata e ritorno: l’andata, allegoricamente definita “impura”, e il ritorno, “puro”. Eli, il cui nome significa “atto di salire”, rappresenta il progetto di andata da trasmettere agli altri, mentre Samuele, “ascoltato da Dio”, rappresenta il ritorno.

Il “Cantico di Anna” si trova in 1 Samuele 2:1-10 e descrive la presenza del progetto Anna, il cui nome tramite trasformazione semantica significa “graziosa”, rimanda a “grazia”, che nel codice indica la presenza del progetto.

I nomi dei luoghi in cui avvengono gli episodi hanno un valore simbolico. Efraim significa “doppia fertilità” e rimanda al numero 2, che indica separazione; Silo invece può riferirsi alla città che ospitò l’Arca dell’Alleanza, a un titolo messianico di Gesù (“Colui che verrà”, cioè il progetto destinato a compiersi) o all’Arca stessa. Questi nomi descrivono la sequenza del progetto legata alla fertilità e alla sua trasmissione: l’Arca, simbolo del progetto di andata, collocata nel tempio inteso come talamo, trova il suo compimento nella Pasqua di Gesù.

La vicenda dei “figli scellerati di Eli” riguarda Offni e Fineas, che profanarono i riti sacri a Silo, provocando la punizione di Dio satana, Israele venne sconfitto dai Filistei in battaglia, e l’Arca dell’Alleanza fu catturata dai nemici.

la sconfitta di Israele e la morte del padre Eli,  questo indica che i filistei che  rappresentano i nati per conto proprio, prendendo l’arca ricevono il progetto di Dio satana

In base al codice, la presa dell’Arca — che attraverso la trasformazione semantica da arca diventa arco e poi cerchio — rappresenta la sequenza che va dall’angolo nullo all’angolo piatto, fino all’angolo giro, simbolo del compimento con l’invenzione del falso globo.

In 1 Samuele 5, l’Arca catturata dai Filistei viene posta nel tempio di Dagon, che viene ritrovato a terra con testa e mani mozzate: questo indica che, attraverso le mani, il progetto di andata rimane superficiale e non interno, mentre la statua a terra mostra che il progetto è ormai entrato.

In Giosuè 6:1 si racconta la prima volta in cui l’Arca dell’Alleanza fu portata intorno alle mura di Gerico. Gerico, “città delle palme”, è collegata alla Domenica delle Palme e alla figura di Tamar: questo passaggio segna l’inizio del progetto, poiché la città, legata al simbolo della palma, riflette l’evoluzione che va da Palmira fenicia-aramea fino a greci e romani, indicando l’avvio del ciclo progettuale.

Saul presso Samuele a Rama” (1 Samuele 9:1) segna l’inizio del cammino di Saul e la sua scelta come primo re d’Israele. Con questo episodio prende avvio la sequenza del progetto verso il compimento: Saul rappresenta il progetto, Davide il mezzo che lo riflette e, attraverso Salomone e la sua discendenza fino a Gesù, si realizza il compimento.

Il fatto avviene a Rama, termine ebraico che significa “altura” o “luogo elevato”, a indicare che il progetto non è ancora interno ma rimane superficiale. Il testo lo descrive come “bello”, non in senso estetico, ma come trasformazione semantica: “bello” indica “presente”, cioè che il progetto è già attivo.

Nel Primo Libro di Samuele 9–10, la ricerca delle asine di Chis porta Saul a incontrare Samuele e ad avviare la sua consacrazione come re d’Israele. Nel codice, l’asino è collegato all’ippocampo e al talamo, terminale della coscienza. Questo indica che Saul inizia a portare avanti il progetto della comunicazione verbale.

In 1 Samuele 11:1-15 Saul vince sugli Ammoniti e viene riconosciuto come re, ma la sua successiva disobbedienza porterà alla destituzione. Nel codice, Saul rappresenta il progetto verbale degli alleati che entra nei nati per conto proprio. La sua caduta apre al progetto della comunicazione mentale, che si compie con Davide e la sua discendenza fino a Gesù.

Saul, nella guerra contro Amalec, disobbedisce all’ordine di Dio-Satana di sterminare gli Amaleciti: trattiene il bottino e viene rimproverato da Samuele. Amalec rappresenta simbolicamente il numero 6, ossia i sei lati del cubo che simboleggiano la struttura della materia e il compimento dei sei milioni tra alleati e nati per conto proprio. Il fatto che Saul non li stermini tutti è un’allegoria: indica che il suo progetto è ancora di tipo verbale, poiché la rete di coscienza non è ancora compiuta e Dio-Satana non possiede la capacità di manipolare la percezione della materia. Questo avverrà invece con Davide, la sua discendenza e il compimento nella Pasqua di Gesù.

In 1 Samuele 14:1, Gionatan e il suo scudiero sconfiggono i Filistei, mostrando fede e coraggio e portando vittoria a Israele. Nel codice, questo episodio collega Saul e Davide attraverso il legame tra Davide e Gionatan. Saul rappresenta il progetto, Davide il mezzo prossimo, e il passaggio avviene tramite la sua discendenza.

In 1 Samuele 16:1-13 Davide è scelto e consacrato come futuro re, segno che il progetto diventa “mezzo”. Gli episodi con Saul mostrano il passaggio: Davide riceve il progetto di andata ma solo temporaneamente. Le sue vicende matrimoniali culminano con la moglie di un Ittita, collegata alla tomba dei patriarchi, simbolo del progetto sospeso in attesa della sepoltura compiuta con Gesù.

Poi la storia di Nabal. In 1 Samuele 25 Nabal, rifiuta i viveri a Davide, ma la saggia Abigail interviene e salva la sua famiglia, contrapponendo la sua intelligenza alla stoltezza del marito.

Nabal possedeva a Carmel un giardino, una vigna o frutteto, con tremila pecore e mille capre, e si trovava lì per la tosatura delle greggi. Questo numero indica il 30, cioè il progetto e uno il mezzo. La tosatura delle pecore simboleggia la mutazione, mentre la morte di Nabal rappresenta l’inizio del progetto: sposando Abigail, Davide prende con sé la funzione che lei incarna.

Il significato simbolico della circoncisione.

La circoncisione, secondo il codice biblico, non indica un’operazione fisica, ma rappresenta il patto che consiste nella separazione. Infatti, avviene l’ottavo giorno, che ha lo stesso valore numerico della parola ebraica Kadesh, che significa “separato”, cioè messo da parte per Dio. Questo simbolismo è legato anche all’apertura del portale del 53º anno, i cui eventi corrispondono a 5 + 3 = 8, in attesa del compimento che si realizza nel 182º anno. La circoncisione rappresenta il patto e l’iniziazione simbolica di Dio Satana.

È rivolta anche agli stranieri, i Gher, che indicano un progetto preesistente. Lo “straniero in terra straniera” rappresenta infatti un progetto che precede I nati per conto proprio.

Il termine NeKar indica i nati per conto proprio, ovvero non ancora circoncisi, cioè coloro che si trovano all’inizio della sequenza.

I Filistei non circoncisi: simbolo del passaggio di coscienza. Il fatto che i Filistei non siano circoncisi non è casuale: nel codice biblico rappresentano una fase ben precisa nel ciclo della coscienza. All’inizio, gli alleati, circoncisi secondo la carne, ricevono mentalmente il progetto degenerato di Dio Satana dalla preesistenza. Essi trasmettono verbalmente tale progetto ai nati per conto proprio. In questo caso, la circoncisione della carne simboleggia la trasmissione verbale del patto.

 Col tempo, tuttavia, il progetto deve ritornare indietro: Dio Satana ora chiede ai nati per conto proprio di diventare ricettori mentali del progetto. Questo passaggio è definito “circoncisione del cuore”, dove il cuore indica la mente. Questo momento di transizione avviene nella fase del passaggio avanti e si compie simbolicamente alla Pasqua del 182º anno del ciclo. È il momento in cui la rete di coscienza si compie e il potere passa dal trasmettitore al mezzo ricevente.

Abimelek e l’alleanza con Abramo e Isacco.

I Filistei, attraverso le figure di Abimelek, entrano simbolicamente in alleanza con Abramo e Isacco. Questa alleanza permette loro di abitare le terre, che nel codice indicano la mente, ovvero il territorio mentale del progetto.

È importante notare che, nel codice, l’Egitto rappresenta il talamo, cioè il luogo in cui si riceve il progetto. Come tutto nella Bibbia, anche l’Egitto ha una duplice funzione. Quando il termine si conclude con Phe, rappresenta gli Alleati: nella sequenza iniziale, al 53º anno (apertura del portale e comunicazione verbale), si colloca il primo tempo del progetto, in cui gli Alleati trasmettono il progetto ai nati per conto proprio. Quando invece si conclude con Samekh, rappresenta il passaggio avanti, cioè la comunicazione mentale, al 182º anno: in questo secondo tempo del progetto, i nati per conto proprio restituiscono simbolicamente il progetto agli Alleati. 

Questo è il secondo tempo del progetto. Significa che la rete di coscienza è compiuta e che Dio-Satana può iniziare a comunicare  mentalmente con tutti, tramite canali ricettivi, e trasmissivi solo  con i suoi alleati e con coloro di cui ha preso la coscienza. Questi ultimi diventano a loro volta trasmettitori, capaci di diffondere la falsificazione della percezione della realtà. Infine, nel codice simbolico, l’Egitto è definito il padre dei Filistei, ossia la loro origine mentale.

Phe e Samekh sono intercambiabili, poiché la loro forma e il loro uso dipendono dalle traduzioni e dalle successive evoluzioni dei testi aramaici. Ad esempio, la lettera Phe, da angolo, diventa una bocca, mentre la Samekh, da palo con tre travi, si trasforma in un cerchio. Con l’introduzione delle sofit e l’aggiunta delle vocali, queste variazioni si sono consolidate nelle diverse versioni.

Il primo tempo segna l’inizio dell’era degli alleati Nefilim, i “giganti” di Dio-Satana. Non si tratta di giganti in senso fisico, ma di esseri sovrumani, capaci di sollevare massi e di manipolare la pietra sia fisicamente che mentalmente. Questa era dei giganti dura 129 anni, dal 53º al 182º anno. Successivamente ha inizio l’era della trasmissione del sistema solare. Questo passaggio rappresenta la sospensione e il ritorno simbolico del progetto, che rientra agli Alleati. Ciò avviene istantaneamente, poiché Alleati e nati per conto proprio sono uniti fin dall’inizio. Da questa dinamica nasce la falsificazione della percezione della realtà: Una simulazione che si estende dall’atomo e dal DNA fino all’universo, al falso globo, alla gravità, al magnetismo, ecc.

Davide e i Filistei: la doppia funzione del progetto.

Nella Bibbia, Davide ha un ruolo ambivalente nei confronti dei Filistei, che riflette perfettamente la logica ciclica dell’apertura del portale e del passaggio avanti. In alcuni episodi, Davide combatte i Filistei: simbolicamente rappresenta il momento in cui gli alleati trasmettono il progetto ai nati per conto proprio, perché il progetto è in fase di trasmissione verbale. In altri episodi, Davide è alleato dei Filistei o riceve protezione presso di loro: ciò indica che il progetto è ritornato e ora si manifesta nel mezzo, ovvero nei nati per conto proprio. Questa doppia funzione di Davide riflette il ciclo: il progetto passa dagli alleati ai nati per conto proprio e poi ritorna, generando una nuova coscienza.

Cheretei e Peletei: le guardie del re Davide. Nella Bibbia, i Cheretei (Cretei) e i Peletei sono le guardie personali di Davide, ma non si tratta di ruoli militari. I termini sono associati ai Filistei, il popolo che si stabilì sulla costa della Palestina.

Questo non è casuale: indica che Davide si circonda di nati per conto proprio trasformati, che hanno ricevuto e custodito il progetto, pur non essendo originariamente alleati. I Cretei e i Peletei rappresentano la mescolanza finale dei sei milioni tra nati per conto proprio e alleati. Sono Filistei integrati nella rete coscienziale del re, segno che la trasmissione mentale è avvenuta.

In sintesi, Davide agisce nel codice come figura centrale di trasformazione del potere. Combatte, allea e unisce nati per conto proprio e alleati, a seconda del punto in cui si trova nel ciclo dell’apertura del portale e del passaggio avanti. I suoi soldati filistei ne sono la prova simbolica.

I Filistei e il codice del taglione: nati per conto proprio e trasmissione del progetto.

I Filistei, nella Bibbia, rappresentano i nati per conto proprio. Il taglio della testa, come nel celebre episodio tra Davide e Golia, simboleggia la presa del progetto e la sua trasmissione. Uccidere, nel codice biblico, non significa eliminare fisicamente qualcuno, ma rappresenta la legge del taglione, ovvero il passaggio del progetto da un soggetto a un altro.

Quando Davide taglia la testa a Golia, questo gesto indica che i Filistei, cioè i nati per conto proprio, ricevono il progetto e, con esso, la separazione; allo stesso tempo rappresenta anche il ritorno agli Alleati. Il taglio della testa è simbolo della circoncisione: dapprima secondo la carne, cioè la comunicazione verbale; in seguito secondo il cuore, cioè la comunicazione mentale, indicata come circoncisione interiore.

È un processo in cui la mente viene separata e predisposta per accogliere o restituire il progetto. In sintesi, il taglio — cioè la circoncisione — è un passaggio coscienziale.

La morte di Golia rappresenta il momento in cui il progetto verbale entra nella persona, sospeso in attesa del compimento, quando diventa comunicazione mentale, segnando un punto chiave nel ciclo dell’apertura del portale e del passaggio avanti.

Golia, filisteo di statura straordinaria e colossale, in realtà non era un gigante e queste persone non sono mai esistite storicamente, ma rappresentano il concetto dei Filistei, che simboleggiano i “nati per conto proprio”.

La sua altezza, di 6 cubiti e un palmo, indica il numero 6, simbolo dell’apertura del portale. Questo 6 rappresenta i 6 milioni di nascite necessari per il passaggio avanti al 182° anno.

Infatti, nella Settanta greca, in linea con la sequenza del progetto di andata e ritorno, l’altezza si riduce a quattro cubiti, indicando le 22 ossa della testa.

Lo stesso concetto vale per i 40 giorni, che rappresentano il numero 4, collegato alla testa e alle 22 ossa del cranio, indicando l’inizio del progetto.

Un palmo indica il numero uno, il progetto che poi si divide in due tempi per poi tornare di nuovo a uno, segnalando la presa dell’Io e il cambio di coscienza.

Le contraddizioni nell’uccisione del fratello di Golia, di nome Lacmi (o Lahmi), che fu ucciso da Elcanan figlio di Iair.

Nel Primo Libro delle Cronache 20:5 si legge che, in un’altra guerra contro i Filistei, durante il regno di Davide, Elhanan, figlio di Iair, uccise Lacmi, fratello di Golia il Ghittita, la cui lancia aveva un’asta “come un subbio da tessitore”, come quella di Golia.

La stessa descrizione si trova in 2 Samuele 21:19, dove il testo ebraico dice che Elhanan, figlio di Jair, uccise “Golia il Ghittita”, ma non menziona il fratello (pur usando la stessa descrizione della lancia).

Questi non sono errori, ma contraddizioni intenzionali per dimostrare che il progetto è composto da andata e ritorno.

Come detto, quando Davide uccide Golia, tagliando la testa, indica la separazione iniziale dei Filistei, cioè l’entrata del progetto verbale nei nati per conto proprio, simile a una circoncisione secondo la carne.

In un secondo momento, l’uccisione da parte di Elhanan rappresenta la morte coscienziale dei nati per conto proprio e la  comunicazione mentale da parte di Dio-Satana. Questo è collegato a quanto indicato nelle Cronache, dove il fratello simboleggia lo scambio di primogenitura tra i due fratelli, cioè il fratello di Golia e Golia stesso.

In sostanza, questo indica che il progetto diventa mezzo di Dio-Satana per trasmettere la falsificazione  della percezione della realtà.

Il riferimento alla spada e l’espressione “come un subbio da tessitore” devono essere decifrati simbolicamente: il progetto subbio da tessitore indica il filare, ovvero l’azione di filare la lana, collegata al concetto della parola “pensiero”.

Pertanto, indica il cambio di coscienza indotto da Dio-Satana e non si riferisce a spade o persone fisiche.

Davide, Saul e la doppia funzione del progetto nella Bibbia.

Nella Bibbia non esistono personaggi fisici, ma funzioni simboliche che esprimono il movimento del progetto tra gli alleati, che ricevono mentalmente da Dio Satana, e i nati per conto proprio, che riflettono e ritrasmettono il progetto.

Davide e il cambio di primogenitura con Saul.

Saul rappresenta la prima funzione regale, cioè il progetto in fase iniziale. Davide entra nel codice come figura di transizione. Riceve l’anima di Gionata, figlio di Saul, e simbolicamente scambia posizione con lui, diventando erede del progetto. Questo scambio d’anima non è un gesto emotivo, ma rappresenta il passaggio del potere coscienziale. Davide diventa il figlio spirituale di Saul, mentre Gionata diventa il tramite della trasmissione.

Davide segue la logica della doppia funzione del testo intrecciato. Dopo la morte di Saul, Davide rappresenta gli Alleati che diventano i nati per conto proprio; non a caso, la sua storia è segnata da numerosi intrecci e vicende con i Filistei.

Salomone: il figlio che è il padre.

Salomone, nella logica del codice, non è un figlio biologico, ma una funzione. Davide è il padre, colui che trasmette il progetto. Salomone è il figlio, colui che riceve e manifesta la costruzione del tempio, simbolo della rete mentale. Questo mostra che “padre” e “figlio” non indicano genealogia, ma fasi diverse dello stesso ciclo. I valori numerici di Davide – 14, che passa a 15 nei libri di 1 e 2 Cronache – e di Salomone – 15 – non sono semplici numeri: sono codici del ciclo spirituale, dal padre al figlio, dal seme al compimento.

Il fatto che Davide assuma il valore 15 indica che rappresenta anche Salomone: il padre e il figlio si fondono come un’unica funzione nel progetto. Rafforzano ulteriormente il codice dell’apertura del portale e del passaggio avanti, e la trasmissione della primogenitura, progetto verbale tra gli alleati e i nati per conto proprio.

Israele e Giuda: la separazione del ciclo. Dopo Salomone, il regno si divide in Israele e Giuda, ma anche questa è una divisione funzionale. Israele rappresenta il progetto di andata, disperso tra le nazioni. Giuda rappresenta il ritorno, da cui nascerà Gesù, il compimento. Giuda non è una tribù, ma rappresenta il mezzo che si collega con Gesù per chiudere il ciclo.

Tutta la Bibbia è una narrazione cifrata. Ogni figura, da Saul a Davide, da Salomone a Gesù, rappresenta una fase del codice, dove il progetto si muove, si trasmette, si riflette e si compie. Nessun evento è isolato: tutto si muove nel ciclo continuo dell’apertura del portale e del passaggio avanti.

La separazione dei due regni, Israele (Nord) e Giuda (Sud), riflette chiaramente, nel codice, il ciclo dell’apertura del portale e del passaggio avanti. Israele, a nord, ha 19 re, che nel codice corrispondono simbolicamente al numero 10, poi 1 (compimento e nuova partenza), indicando il progetto che viene trasferito: apertura del portale, trasmissione.

Giuda, a sud, ha 20 re, che nel codice corrisponde a 2: il 182º anno in sospeso, simbolo di separazione e passaggio avanti, cioè la riflessione del progetto e il mezzo che lo riceve e lo porta a compimento.

Questa dinamica è letta come il cambio della primogenitura spirituale. Israele, che inizialmente porta il progetto, si separa e decade. Giuda assume progressivamente la funzione di compimento, culminando con la discendenza di Davide e la figura di Gesù. Il numero dei re quindi non è casuale, ma inserito nel codice simbolico. Diciannove corrisponde a uno, cioè la trasmissione del progetto da Israele al tempo del 53º anno progetto. Venti corrisponde a due, cioè il compimento e la riflessione del progetto da parte di Giuda al tempo del 182º anno passaggio avanti. Questa divisione è uno degli esempi più chiari nella Bibbia della doppia funzione intrecciata: trasmettere e ricevere, riflettere e compiere.

In 1  Samuele 30:1 – Gli Amalechiti saccheggiano e incendiano Siclag, ma vengono poi sconfitti da Davide. L’attacco a Siclag mostra Davide che, confidando in Dio-Satana, ottiene vittoria e restituzione. Le due mogli di Davide, Ainoam di Izreel e Abigail di Carmel, rappresentano la presa di Amalek, collegata al progetto. Davide condivide il bottino con i Giudei, a indicare il legame del progetto con Giuda.

Secondo il codice, questo episodio non descrive una guerra realmente avvenuta, ma un linguaggio simbolico: la presa di Amalek attraverso le due mogli e una sconfitta solo temporanea. Si nota infatti che Amalek era stato distrutto da Saul, eppure continua a esistere: questo indica la ripetizione del ciclo del progetto, poiché Amalek rappresenta la materia e il compimento dei sei milioni, che si realizza con la discendenza di Davide, cioè con Gesù, attraverso la Pasqua.

La sconfitta di Saul e Gionatan per mano dei Filistei, narrata in 1 Samuele 31, segna non solo la fine del regno di Saul, ma anche il passaggio del potere a Davide, simbolo della chiusura di un’epoca e dell’inizio di una nuova dinastia in Israele. Nel codice, questo passaggio indica che il progetto si trasferisce a Davide, come figlio spirituale.

Il racconto dice: Saul, vedendosi perduto, si gettò sulla propria spada, seguito dal suo scudiero, e in quel giorno morirono insieme lui, i suoi figli e la sua gente. Tuttavia, in 2 Samuele 1 si trova un’altra versione: un Amalechita afferma di averlo ucciso, su richiesta di Saul stesso, e di aver portato a Davide il diadema e il braccialetto. Questo dimostra che non si tratta di cronaca storica, ma di un codice: il diadema e il braccialetto simboleggiano il passaggio, mentre l’Amalechita rappresenta la materia che, con l’uccisione, Davide acquisisce in sospeso. Infatti, Davide in seguito lo farà giustiziare.

Nel codice tutto indica la sequenza dell’apertura del portale e passaggio avanti Anche i Filistei simbolicamente agiscono in base al codice: tagliano le teste, segno del progetto di andata; pongono le armi di Saul nel tempio di Astarte, simbolo del talamo; e appendono il corpo di Saul alle mura di Bet-San, che significa “casa di riposo”, per indicare che il progetto rimane sospeso in attesa del compimento.

In 2 Samuele 2:1 Davide viene unto re di Giuda a Ebron, che simbolicamente rappresenta la tomba dove il progetto viene depositato in sospeso, in attesa del compimento con l’entrata nella tomba di Gesù, collegata tramite Giuseppe alla tomba patriarcale. Questo episodio segna l’inizio della monarchia divisa, che nel codice indica la separazione interiore della persona.

Davide regna su Giuda, mentre Is-Boset, figlio di Saul, governa il nord con l’appoggio di Abner. Nel codice, Davide come re di Giuda richiama il legame con Gesù, mentre Is-Boset e Israele rappresentano la dispersione del progetto. Alla morte di Is-Boset, Davide diventa re di tutto Israele, simbolo dell’unione tra funzione superiore (mente verbale) e funzione inferiore (sotto-coscienza).

Davide si stabilisce a Sion, il monte nel codice, Sion assume un doppio valore numerico che indica andata e ritorno: il monte come progetto superficiale e il monte come altare, cioè altezza. In questo senso, rappresenta il modo in cui Dio-Satana acquisisce il potere, mentre l’essere posto al di sotto subisce il dominio.

Come si può notare, le vittorie di Davide sui Filistei seguono un ciclo ripetitivo. Questi racconti sono costruiti come un testo intrecciato in codice, fondato su valori numerici e contesti simbolici. Secondo il codice e la sequenza da decifrare, essi rappresentano i passaggi dall’apertura del portale al passaggio avanti (Pasqua), basati su date stabilite dopo la nascita dei sei milioni — tra alleati e nati per conto proprio. In questo schema, il numero 6 simboleggia la presa della materia, intesa come falsificazione della percezione della realtà attraverso la manipolazione delle persone da parte di Dio-Satana.

Il riferimento all’’arca trasportata fino a Gerusalemme” (2 Samuele 6:1) racconta come il re Davide trasferì l’Arca dell’Alleanza da Kiriat-Iearim a Gerusalemme

Il nome “Kiriat-Iearim”, che significa “città di foreste”, richiama gli alberi e quindi il legno, collegato ai due alberi biblici — quello della conoscenza del bene e del male e quello della vita — entrambi associati simbolicamente alla croce e al progetto di andata e ritorno.

L’Arca rappresenta il progetto: la sua forma di cassa, con i sei lati, simboleggia la struttura cubica della materia. Il suo trasferimento a Gerusalemme indica l’ingresso del progetto ciclico nella fase di realizzazione.

Davide si propose di costruire un tempio (2 Samuele 7:1), ma non poté realizzarlo e il compito passò a suo figlio Salomone. Nel codice, il tempio rappresenta il talamo, terminale della coscienza, che Dio-Satana prende alla fine con il compimento in Gesù. Questo passaggio è allegorico: il progetto si trasferisce da Davide a Salomone, che incarna la funzione del padre.

In 2 Samuele 10:1 la guerra contro Ammon simboleggia, nel codice, l’ingresso del progetto, con gli Ammoniti che rappresentano i nati per conto proprio.

In 2 Samuele, capitoli 11 e 12, Davide si rende colpevole di adulterio e di omicidio: commette adulterio con Betsabea e, per nascondere il suo peccato, fa orchestrare la morte di suo marito, Uria l’Ittita. Nel codice, il riferimento a Uria l’Ittita si collega simbolicamente al fatto che Davide si unisce alla moglie di un Ittita.

In 2 Samuele 12:1-17 il profeta Natan affronta Davide per il peccato con Betsabea e l’uccisione di Uria, conducendolo al pentimento ma anche alla punizione di Dio-Satana con la morte del figlio. Nel codice, questa morte rappresenta la morte coscienziale, collegata a Betsabea e agli Ittiti, e richiama simbolicamente la tomba dei patriarchi acquistata da Abramo presso un Ittita. Questo passaggio indica il progetto sospeso, in attesa della sepoltura che troverà compimento con Gesù.

Incesto di Amnon (2 Samuele 13:1)

Nella Bibbia, l’incesto non va letto come un fatto reale, ma come simbolo del progetto di andata, lo stesso schema già presente in Abramo e Isacco con le sorelle che diventano mogli.

Amnon, primogenito di Davide, con la sua doppia funzione rappresenta i nati per conto proprio, mentre Assalonne con la sorella Tamar rappresenta gli alleati, collegati ai giganti Nefilim.

Anche i personaggi di Talmai rafforzano questa chiave di lettura: uno, figlio di Anak, è legato ai giganti e al mezzo degli alleati; l’altro, re di Ghesur, è nonno di Tamar e Assalonne. Questi nomi non hanno valore storico ma rappresentano funzioni codificate. Tamar, Palmira e Gerico simboleggiano il progetto sospeso: la palma e il deserto segnano l’inizio della sospensione, Palmira rappresenta l’apertura del portale, e Gerico è il punto di ingresso. Il passaggio di Gesù per Gerico e l’episodio di Bartimeo trovano conferma nella Domenica delle Palme, che annuncia il compimento del ciclo.

Nel codice, la notizia che Assalonne avesse ucciso tutti i figli di Davide non indica persone reali, ma la trasmissione e trasformazione del progetto. Successivamente viene chiarito che solo Assalonne era stato ucciso, confermando la dimensione simbolica.

Il passaggio di “Davide a Maanaim” (2 Samuele 24) indica il rifugio del re durante la ribellione di Assalonne. Maanaim, che significa “due campi”, nel codice simboleggia il numero 2, cioè la separazione e la sospensione del progetto.

Durante la ribellione, Assalonne prende le concubine di suo padre Davide e le possiede pubblicamente, su consiglio del suo consigliere Achitofel. Questo gesto, che all’apparenza è un atto di ribellione e umiliazione, nel codice rappresenta invece il progetto nello stato verbale.

Il dettaglio della fuga di Assalonne a dorso di un mulo non va letto come fatto reale, poiché è improbabile una fuga su un mulo inseguito da cavalli. Il mulo simboleggia, per trasposizione semantica, l’hippos-hippocampo, cioè il talamo.

Infine, quando si racconta che la testa di Assalonne rimase impigliata ai rami di un grande terebinto e che rimase sospeso tra cielo e terra mentre il mulo proseguiva oltre, il testo esprime simbolicamente la trasformazione della coscienza, sospesa tra due stati.

In 2 Samuele 21:1-14 la carestia di tre anni, attribuita al “debito di sangue” lasciato da Saul contro i Gabaoniti, e la consegna da parte di Davide di sette discendenti di Saul a questo popolo simboleggiano, nel codice, il progetto di andata, la sua sospensione e il compimento finale.

Il censimento compiuto da Davide: In 2 Samuele 24:1-3 è Dio a istigare Davide al censimento, mentre in 1 Cronache 21:1 è Satana a spingerlo a farlo. Questo parallelismo mostra che Dio e Satana sono la stessa entità. Nel codice, il racconto di Samuele rappresenta il progetto di andata. Anche i numeri del censimento differiscono nei due testi: 800.000 in Israele e 500.000 in Giuda secondo 2 Samuele 24:9, contro 1.100.000 in Israele e 470.000 in Giuda in 1 Cronache 21:5.

Il primo capitolo di 1Re si apre con la vecchiaia di Davide e introduce la transizione del potere a suo figlio Salomone, segnando l’inizio del suo regno. Adonia, figlio di Agghit e quarto figlio di Davide, tentò di usurpare il trono dopo la morte del padre. Nel codice, il quarto figlio richiama il numero 4, mentre Salomone, figlio di un’altra moglie, rappresenta un cambio di primogenitura simile a quello di Esaù e Giacobbe: infatti, quando Salomone fa giustiziare Adonia, la morte simboleggia la presa del progetto.

In questa allegoria, il regno rappresenta il progetto. Abisag, definita vergine, richiama il numero 2 (separazione) collegato al 182º anno, cioè al compimento ancora sospeso. Adonia, cercando di consolidare la sua pretesa chiedendo Abisag in moglie tramite Bat-Sceba, viene smascherato da Salomone, che interpreta la richiesta come un tentativo di usurpazione e lo fa giustiziare.

Successivamente avviene la costruzione del Tempio, simbolo del talamo e del terminale della coscienza. L’opera voluta da Salomone a Gerusalemme fu resa possibile anche grazie al re Hiram di Tiro, che fornì materiali e artigiani, in continuità con il progetto. Hiram, di origine fenicia, collega infatti Salomone a Davide e rappresenta l’evoluzione del progetto attraverso Fenici, Aramei, Greci e Romani, fino a Palmira.

La “saggezza e fama di Salomone” lo resero celebre, attirando persino la regina di Saba che venne a metterlo alla prova con enigmi e domande. Nel codice, questo episodio è richiamato da Gesù nei Vangeli insieme al segno di Giona, per indicare il concetto di morte e resurrezione.

Il capitolo 11 del Primo Libro dei Re narra come, negli ultimi anni, Salomone fu trascinato all’idolatria dalle sue mogli straniere, costruendo altari agli dèi delle loro nazioni e allontanandosi dalla fedeltà al Dio d’Israele.

Il matrimonio di Salomone con la figlia del faraone non è presentato come male davanti a Dio satana; nel codice, esso segna invece l’inizio di un nuovo ciclo: sposare un’egiziana simboleggia il progetto che entra nel “mezzo”, cioè nel talamo. Essendo straniera non importava a Dio-Satana, ma quando Salomone sposò altre straniere le tribù si divisero e si dispersero, segno allegorico che il progetto, entrando nel mezzo, genera separazione. Lo stesso schema si ripete in tutta la Bibbia, come nel ciclo dei Giudici o nella morte della generazione nel deserto.

Dopo la morte di Salomone, il regno si divise in due: il Regno di Giuda a sud, con capitale Gerusalemme e re Roboamo, e il Regno di Israele a nord, con capitale Samaria e re Geroboamo. Questa frattura, nata da dispute e rivalità, segnò l’inizio di due dinastie separate che avrebbero spesso vissuto in tensione e conflitto.

Nel codice, la divisione rappresenta la separazione interiore della persona: Israele simboleggia la dispersione, mentre Giuda il ritorno, collegato a Gesù, che è descritto come il leone della tribù di Giud

Il concetto dei figli di Israele prima della separazione di Israele e Giuda

Gli alleati e coloro che sono nati per conto proprio rappresentano entrambi i sei milioni, simbolo della materia. Essi sono indicati con Israele, che si separa da Giuda. Israele rappresenta il progetto, mentre Giuda, essendo anch’esso parte di Israele, funge sia da progetto che da mezzo.

L’intreccio comprende l’indicazione di chi sono gli Alleati e chi sono i nati per conto proprio. Il progetto ha inizio al 53º anno e si sviluppa tra gli Alleati. Secondo il codice cifrato, questo avviene attraverso i nomi e gli elenchi di discendenze mai esistite. L’intero racconto si fonda sull’apertura del portale, dal 53º al 182º anno, e sulla separazione, con il progetto suddiviso in due, secondo la logica del codice cifrato.

Questo concetto, pur riferendosi a quanto avvenuto nel 182º anno, è espresso come se dovesse ancora accadere, poiché riguarda anche il presente: descrive infatti il cambiamento di coscienza operato da Dio-Satana nelle persone che, una volta “prese”, diventano trasmettitori del sistema solare e della falsificazione della materia — ancora oggi.

Divisione della Terra Promessa: simbolo del progetto apertura del portale – passaggio avanti

Dopo la conquista della Terra di Canaan, Giosuè, guidato da Dio Satana, divide il territorio tra le dodici tribù di Israele. Questo avviene nei capitoli 13–22 del libro di Giosuè e non è un atto geografico, ma un’operazione simbolica del codice.

La divisione della Terra sotto Giosuè è una rappresentazione simbolica del progetto apertura del portale – passaggio avanti. La divisione che significa separazione ha lo stesso significato della separazione d’Israele e Giuda. L’oriente ospita il progetto in sospeso, preesistente. L’occidente contiene la trasmissione sorteggiata, ma ancora incompleta. Il “mezzo oltre il fiume” è il segno che la coscienza non è ancora ritornata e il ciclo rimane aperto.

Separazione di Israele e Giuda: interpretazione simbolica

La separazione di Israele da Giuda, dove il Nord si separa dal Sud, rappresenta, secondo il codice cifrato, il periodo successivo all’apertura del portale – passaggio avanti in sospeso, nella fase della nascita dei sei milioni. Questo è anche riferito al 182º anno della continuazione della presa delle persone.

Significato di settentrione e mezzogiorno

In questo caso, i termini “settentrione” e “Giuda, mezzogiorno” non indicano nord e sud come punti cardinali o posizioni geografiche, ma assumono un significato simbolico. Settentrione rappresenta un progetto di andata e cessazione. Mezzogiorno è il numero tre, ossia metà progetto. Entrambi generano lo svolgimento della sequenza rete di coscienza 6 6 6. Quando si parla di “regni del settentrione” o di “settentrione” in generale, non si fa riferimento a luoghi geografici, ma a un concetto simbolico. Infatti, questi termini sono associati a oriente.

Significato della parola Tzefon

La parola Tzefon, in ebraico, significa “settentrione”, ma anche “nascosto”. Non si riferisce ai punti cardinali, ma al progetto che cambia le condizioni mentali della persona. Indica “sette da settentrione”, che simboleggia cessazione e cambio di coscienza. Il progetto passa sotto, e il sotto cioè il potere passa sopra a Dio Satana.

Altri termini e significati. Qedem significa “avanti” o “prima di”, tradotto come oriente, e rappresenta il progetto proveniente dalla preesistenza, dall’aldilà.

Negheb significa sud, mezzogiorno, e indica il numero 3, cioè metà o mezzo, ovvero la persona, simbolo della coscienza individuale. Allo stesso tempo significa anche arido, secco o deserto: senza acqua, quindi privo dell’informazione della trasmissione della natura. Nello stesso tempo, con il termine deserto si indica il luogo della parola, cioè il progetto di Dio-Satana sospeso, in attesa del 182º anno.

Il più delle volte l’“ovest” o “occidente” è indicato dal termine ebraico yam (che significa “mare”), il quale a sua volta rimanda all’acqua.

Maim richiama anch’esso l’elemento dell’acqua. Secondo il codice, osservando la composizione del mondo, esso indica la destra; attraverso la trasformazione semantica diventa “dritto” o “diritto”, cioè il comando o il potere che Dio-Satana acquisisce dalle persone per manipolare la percezione della materia tramite la matrice, che è l’acqua.

Separazione di Israele e Giuda: la deportazione. Il concetto secondo cui Dio Satana separa Israele da Giuda, e avviene la deportazione, ha un significato più profondo. Dopo il 53esimo anno, con apertura del portale – passaggio avanti in sospeso, si verifica la comunicazione verbale.

Questo indica una presa simbolica, legata agli alleati e a coloro che nascono per conto proprio. Il compimento avviene con la nascita dei sei milioni. Nel 182esimo anno ha luogo la comunicazione mentale con Dio Satana . Dopo questo evento, avviene la presa diretta con l’Io, cioè il passaggio avanti.

Le deportazioni in Assiria e la storia delle dieci tribù perdute d’Israele.

Le deportazioni in Assiria, insieme alla dispersione delle dieci tribù perdute d’Israele nel nord, assumono il significato di un progetto rappresentato dal numero dieci. Questo numero indica un progetto che si colloca nel mezzo, scambiando i popoli definiti come “del nord”, che in realtà appartengono all’est, all’oriente. Ciò dimostra che non si tratta di una descrizione geografica, ma simbolica: il nord corrisponde all’est, così come l’ovest corrisponde al sud; nel loro insieme, questi punti corrispondono agli angoli, dall’angolo  nullo all’angolo giro, a indicare il falso globo.

Il significato simbolico di questo scambio è che il progetto stesso diventa il mezzo. Israele, insieme alla Siria, viene deportata in Assiria. Nel codice simbolico, la Siria (Aram) rappresenta il punto di partenza della sequenza storica che coinvolge gli Aramei, i Greci e i Romani. L’Assiria e Babele diventano il mezzo attraverso cui avviene questo processo. Ciò avviene tramite Nimrod, che costruisce sia Babele che l’Assiria. Nimrod è figlio di Kush, fratello di Egitto, e nel codice cifrato questo indica apertura del portale.

La distruzione del tempio mai esistito e il significato simbolico Successivamente, avviene la deportazione dei Giudei con la distruzione del tempio. Nel codice simbolico, il tempio rappresenta la coscienza della persona, corrisponde al 53esimo anno, apertura del portale, ossia alla separazione della coscienza. Il termine “tempio” porta anche il significato di “tagliare” o “separare”, indicando che il portale è aperto in sospeso. Questo concetto è espresso simbolicamente con la distruzione del tempio. Infatti, non è mai esistito un tempio di Salomone, così come Salomone stesso non è mai esistito.

In aramaico, la distruzione è indicata con la parola “bruciò”, che corrisponde nel codice cifrato al valore numerico di 20, la casa 7, yahweh 26. Qui, la particella “et”, che corrisponde alla domanda/risposta “Chi e cosa” yahweh bruciò, in codice cifrato indica mettere in luce e rendere chiaro il suo progetto ai Caldei, che rappresentano gli Aramei. Bruciare assume dunque il significato di separare, mentre il fuoco, nel codice simbolico, rappresenta illuminare, ossia portare alla luce e trasmettere il progetto degenerativo di Dio Satana ricevuto dalla coscienza delle persone.

Il significato della croce: verticale e orizzontale Il fuoco ha un significato verticale, rappresentando il progetto di andata: palo, pilastro. L’acqua, che si livella orizzontalmente, rappresenta invece il ritorno: trave. Questi due elementi insieme formano la croce, che rappresenta l’intero processo di separazione, illuminazione e trasmissione della conoscenza degenerata di Dio Satana.

La deportazione di Giuda e il ritorno La deportazione di Giuda e il ritorno sono collegati al compimento del progetto della rete, che si conclude simbolicamente con la morte di Gesù e la distruzione del tempio nel 70 dopo cristo. Il valore numerico 70 rappresenta il compimento, mentre la distruzione del tempio da parte dei Romani indica che il progetto viene ricevuto proprio da loro. Nabucodonosor, che brucia il tempio e deporta Giuda, simboleggia l’avanzamento del progetto. In questo contesto, il codice indica uno stato “passaggio avanti in sospeso”, ovvero un collegamento tra Babilonia (Nabucodonosor) e Giuda, con un’interconnessione tra le due realtà. I Giudei, come progetto, possono essere parte del progetto proprio come Israele.

Israele e Giuda, la separazione del ciclo. Dopo Salomone il regno si divide in Israele e Giuda, ma anche questa è una divisione funzionale. Israele rappresenta il progetto di andata disperso tra le nazioni. Giuda rappresenta il ritorno da cui nascerà Gesù, il compimento. Giuda non è una tribù, ma rappresenta il mezzo che si collega con Gesù per chiudere il ciclo. Tutta la Bibbia è una narrazione cifrata. Ogni figura, da Saul a Davide, da Salomone a Gesù, rappresenta una fase del codice dove il progetto si muove, si trasmette, si riflette e si compie. Nessun evento è isolato. Tutto si muove nel ciclo continuo dell’apertura del portale e del passaggio avanti.

La separazione dei due regni, Israele, Nord e Giuda Sud, riflette chiaramente nel codice il ciclo dell’apertura del portale e del passaggio avanti. Israele a nord a 19 re che nel codice corrispondono simbolicamente al numero 10, poi uno compimento e nuova partenza, indicando il progetto che viene trasferito. Apertura del portale. Trasmissione Giuda a Sud a 20 re che nel codice corrisponde a due. Il 182° anno in sospeso, simbolo di separazione e passaggio avanti, cioè la riflessione del progetto e il mezzo che lo riceve e lo porta a compimento. Questa dinamica è letta come il cambio della primogenitura spirituale. Israele, che inizialmente porta il progetto si separa e decade. Giuda assume progressivamente la funzione di compimento, culminando con la discendenza di Davide e la figura di Gesù.

Il numero dei re, quindi, non è casuale, ma inserito nel codice simbolico. 19 corrisponde a 1, cioè la trasmissione del progetto da Israele al tempo del 53º anno progetto. 20 corrisponde a due, cioè il compimento e la riflessione del progetto da parte di Giuda al tempo del 182° anno passaggio avanti. Questa divisione è uno degli esempi più chiari nella Bibbia della doppia funzione intrecciata: trasmettere e ricevere, riflettere e compiere.

La storia di Elia segna la lotta contro l’idolatria d’Israele che indica simbolicamente il progetto di andata, e si apre con tre anni e mezzo senza pioggia (il numero 8 indica l’apertura del portale). Mandato al torrente (simbolo dell’informazione), Elia è nutrito dai corvi, che rappresentano il progetto verbale d’andata. Giunto a Sarepta presso una vedova, vede moltiplicare farina e olio durante la carestia, anch’essi simboli del progetto d’andata. La morte e risurrezione del figlio della vedova segnano la trasformazione del progetto da verbale a mentale, in uno stato di sospeso (la vedova, priva di marito, indica l’assenza di un progetto di ritorno).

Sul Monte Carmelo (“vigneto di Dio”, simbolo di alterazione), Elia sfida i profeti di Baal e di Assera sostenuti da Izebel. Mentre Baal (il progetto d’andata) fallisce, il fuoco di Dio consuma l’olocausto bagnato tre volte. L’eliminazione dei profeti di Baal simboleggia la sostituzione del progetto d’andata con quello di ritorno trasmesso da Elia, seguito dalla pioggia e dalla corsa del profeta davanti al carro di Acab (30 km, numero 3, indicante il divenire e-medium).

Minacciato di morte da Izebel, di uccidere Elia entro 24 ore (riferimento al numero 6), Elia fugge nel deserto e, nutrito da un angelo, raggiunge il monte Oreb dopo 40 giorni e 40 notti. Questo periodo indica il numero 8, che rimanda al 53° anno dell’apertura del portale. Qui Dio Satana non parla nel vento, nel terremoto o nel fuoco, ma con un sussurro, simboleggiante la comunicazione mentale agli alleati e l’ingresso della coscienza di Dio-Satana. Il mandato è di tornare per i 7000 fedeli residui (progetto di cessazione e compimento) e ungere come re di Aram, Ieu come re di Israele, ed Eliseo come successore. Indica che il progetto Israele è entrato nel mezzo, cioè Aram e continua con Eliseo.

L’episodio di Nabot e la vigna, rubata da Acab e Izebel, allude ai “nati per conto proprio” che si appropriano del progetto di alterazione. Infine, al Giordano, Elia divide le acque col mantello e viene rapito in cielo su un carro di fuoco,

Il carro di fuoco e i cavalli di Elia simboleggiano il trasporto simbolico del progetto nel Nuovo Testamento: Elia diventa Giovanni Battista per portare il progetto “d’andata” a Gesù Cristo, che realizza il “ritorno”. Eliseo, successore che incarna il progetto di ritorno mantenuto in sospeso in attesa della Pasqua, riceve una “doppia porzione di spirito” (diritto del primogenito) e, ripetendo il miracolo delle acque del Giordano col mantello, conferma la continuità della missione.

Il ministero di Eliseo (50 anni, il mezzo del progetto) comprende miracoli che descrivono la trasformazione del progetto:

  • Acque amare: Il sale gettato nella sorgente purifica l’informazione, eliminando il progetto d’andata per istaurare quello di ritorno.
  • I due orsi: Sbranano i 42 ragazzi (numero legato al 6 e ai 6 milioni), indicando la separazione e il compimento in sospeso.
  • L’olio della vedova: Viene moltiplicato per salvare i figli dalla schiavitù. L’olio simboleggia il “mettere in luce”, un concetto che condivide il significato degli “schiavi della schiavitù”. È un’allegoria che indica come il progetto giunga nello stesso modo ai debitori.
  • Il figlio della Sunamita: Nasce da una donna sterile, muore e viene resuscitato, simboleggiando il passaggio dal verbale al mentale.
  • Naaman: Guarito dalla lebbra lavandosi sette volte nel Giordano (cessazione e compimento).
  • Il ferro galleggiante: Recuperato dal fiume, rappresenta la fusione, ovvero la separazione dal Generatore di Vita e l’unione con Dio-Satana.

A differenza di Elia, Eliseo muore di malattia e non viene rapito in cielo, indicando che il progetto rimane ancora in sospeso in attesa di compimento.

Il significato dei nomi e dei numeri I Giudei erano chiamati anche figli di Israele, con valore numerico (8 – 10) e casa di Israele (7 – 10). Entrambi questi riferimenti si collegano alla sequenza della rete di coscienza “seicentosessantasei”, con il ritorno dei Giudei che si riflette nella storia di Ester e nella festa di Purìm. Questa festa rappresenta il concetto di “apertura del portale – passaggio avanti in sospeso”, collegandosi all’immagine del “capro espiatorio” tirato a sorte e mandato nel deserto. Questo simbolo richiama direttamente Gesù, che va nel deserto e rappresenta Barabba, anch’egli “tirato a sorte”.

Il significato del deserto che rappresenta il mezzo in sospeso. Indicato dal numero 40 che corrisponde a (4), rappresenta il mezzo (persona) che diventa come deserta tra il primo tempo (apertura del portale, 53esimo anno) e il secondo tempo (182esimo anno, in sospeso – passaggio avanti, Pasqua-compimento). È simbolo del progetto ricevuto verbalmente, ma ancora privo di comunicazione mentale (assenza d’acqua).

Sorte e deserto nella Bibbia rappresenta il passaggio da preesistenza all’esistenza (realtà) Nella Bibbia, la parola “sorte” non indica solo il destino assegnato, ma è anche un termine cifrato che rivela il passaggio del progetto dalla preesistenza (apertura del portale) alla manifestazione materiale esistenza (passaggio avanti in sospeso). Sorte uguale simbolo del destino che proviene dall’Aldilà, cioè da apertura del portale.

Ma una volta “tirata” o “assegnata”, diventa presenza nel tempo, cioè nell’aldiquà. Quindi, “tirare a sorte” significa: attiva il progetto dalla preesistenza all’esistenza, apertura del portale del 53esimo anno, e trasportarlo nella dimensione materiale, dove è ancora in sospensione → destinato a compiersi nel ritorno (passaggio avanti).

Sorte, deserto e acqua – il ciclo del progetto La sorte nella Bibbia è collegata simbolicamente al deserto, che rappresenta la condizione in cui entra la persona dopo che riceve il progetto, ma non lo ha ancora compiuto (in sospeso). In ebraico, “Midbar” (deserto) deriva da “dabar” (parola): la parola “deserto” indica il luogo della parola: → dove la trasmissione avviene verbalmente, Dio-Satana non può ancora comunicare mentalmente con tutti.

Deserto rappresenta il mezzo in sospeso: il numero 40 (anni nel deserto) rappresenta il mezzo, la persona (testa), cioè il cranio, simbolo del progetto verbale (esempio Golgota uguale luogo del cranio). Il numero 40 che corrisponde a (4) rappresenta il mezzo (persona), indica lo stato di sospensione del progetto di Dio-Satana tra due tempi:

il tempo dell’andata (apertura del portale – 53esimo anno): in cui il progetto è trasmesso verbalmente ai nati per conto proprio

il tempo del ritorno (passaggio avanti – 182esimo anno): il progetto torna dai nati per conto proprio agli alleati, ma resta in attesa di compimento (Pasqua)

Collegamento con i Vangeli, il ciclo continua: da Abramo a Gesù in (Matteo), si narra l’intero percorso del progetto. La nascita di Gesù segna l’apertura del portale. La croce rappresenta il passaggio avanti cioè la pasqua e il compimento.

Autore: Davide Morana