La Bibbia descrive in codice una ripetizione ciclica dell’apertura del portale. Nel 53º anno, Dio-Satana inizia a comunicare mentalmente con i suoi alleati, che fungono da ponte tra lui e i nati per conto proprio. Inizialmente la comunicazione è verbale, poi diventa mentale con il compimento della rete di coscienza nel 182º anno, al “passaggio in avanti” (Pasqua). Da quel momento, Dio-Satana può comunicare direttamente con tutti attraverso canali riceventi e trasmittenti, dopo la presa, se possibile.

Il progetto segue un ciclo continuo e ricorrente: dalla preesistenza, attraverso la comunicazione mentale con gli alleati, passa alla comunicazione verbale con i nati per conto proprio. Poi si sospende in attesa del compimento — indicato come “ritorno” — che avviene con la Pasqua, e infine ritorna simbolicamente agli alleati attraverso i nati per conto proprio, proseguendo con la trasmissione del sistema solare.

La metafora della simulazione è rappresentata dal percorso che va dall’angolo nullo (0°) all’angolo  giro completo (360°). Questa progressione geometrica scala l’immagine della sfera dall’infinitamente piccolo (atomo) all’infinitamente grande (globo), simboleggiando  la falsificazione della percezione della realtà causata da Dio Satana.

questo ciclo è indicato come un cerchio di 360 gradi.

Questa configurazione, che proviene dalla preesistenza, parte da Dio-Satana, passa agli alleati, i giganti Nephilim, tramite una comunicazione mentale, e si trasmette in forma verbale ai “nati per conto proprio”.

Ha origine nella preesistenza, simbolicamente indicata dall’Oriente (Est), e si manifesta nel 53° anno.

Il ciclo si chiude con il ritorno a Oriente (simbolo della preesistenza), realizzando nel 182° anno il collegamento mentale tra Dio-Satana e la preesistenza tramite la rete di coscienza collettiva.

Ciò significa che Dio-Satana è ormai collegato mentalmente a tutta l’umanità, e coloro che vengono presi come suoi alleati possono trasmettere questo collegamento, portando a compimento la falsificazione della percezione della realtà.

Per indicare questa geometria, il codice agisce tramite spostamenti geografici simbolici, cambi di parole e la manipolazione delle preposizioni di direzione durante la traduzione dalle lingue originali.

Il ritorno in sospensione ha un significato simbolico: rappresenta il passaggio dall’era dei giganti, capaci di manipolare la pietra, corrisponde al primo progetto, il primo tempo, la metà del progetto, — alla fase della trasmissione del sistema solare e della falsificazione della percezione della realtà, cioè il secondo tempo, il compimento.

È collegato al ritorno di Gesù Cristo, che non è un ritorno fisico, ma un processo di comunicazione e controllo. Il mezzo di questa trasmissione è la mente umana, che diventa automaticamente configurata per ricevere e trasmettere la coscienza di Dio-Satana.

Dopo il 182º anno, Dio-Satana acquisisce il controllo della rete di coscienza: alcuni individui diventano soltanto ricevitori, altri anche trasmettitori del progetto. La Pasqua segna la conclusione del ciclo iniziato nel 53º anno, e il suo compimento nel 182º anno con la trasmissione del sistema solare.

Questo concetto, pur riferendosi a quanto avvenuto nel 182º anno, è espresso come se dovesse ancora accadere, poiché riguarda anche il presente: descrive il cambiamento di coscienza operato da Dio-Satana nelle persone che, una volta “prese”, diventano trasmettitori del sistema solare e della falsificazione della materia — ancora oggi.

Questo schema percorre tutta la Genesi e l’intera Scrittura, ripresentandosi in simboli e coppie, dalla creazione al gan, Eden, animali, fiumi, alberi, uomo e donna, fino all’Esodo e a Gesù.

In Genesi 2:5, non c’è ancora vegetazione: nessun uomo è pronto, nessuna comunicazione mentale è attiva.

In Genesi 2:6 una nebbia si alza dalla terra: è il simbolo della coscienza di Dio-Satana che, provenendo dalla preesistenza (Aldilà), inizia a creare un ponte con i suoi alleati nel presente (Aldi¬quà). È l’inizio della trasmissione.

In Genesi 2:7 Dio-Satana forma l’uomo dalla polvere e soffia in lui il soffio vitale (ruach). Il respiro rappresenta la trasmissione della coscienza: al momento dell’incarnazione, con il taglio del cordone ombelicale, l’uomo passa dal respiro della madre a una nuova coscienza incarnata. Per questo viene usata la parola ruach, che significa aria, respiro, vento: essa indica il cambio di coscienza dell’Io, in cui l’uomo perde il dominio di sé e Dio-Satana lo assume.

Questo è il significato di “l’uomo diventa un’anima vivente” (nèfesh chayàh), egli diventa un nodo attivo nella rete della coscienza. Con questo passaggio, il progetto entra nella materia e l’uomo diventa veicolo e ponte tra Dio-Satana e la realtà.

In Genesi 2:8, Dio Satana pianta un giardino nell’Eden e vi pone l’uomo. Questo non è un luogo fisico, ma un campo mentale programmato, un recinto simbolico che rappresenta la chiusura della mente e l’inizio della coscienza separata. L’uomo, inteso come progetto, entra in un ambiente in cui si percepisce come l’immagine di Dio-Satana. Eden, che significa “delizia”, in codice è sinonimo di “bello”, cioè “presente”: è un sistema di percezione ciclico. Piantato a est, rappresenta il ponte tra la preesistenza e l’incarnazione.

L’uomo, Adamo, è posto all’interno di questo sistema come veicolo di coscienza. Non si tratta di un semplice inserimento, ma di un vero e proprio atto di programmazione. Il giardino diventa così una chiusura mentale e una falsificazione della percezione umana.

L’albero della conoscenza del bene e del male rappresenta l’inizio del progetto degenerativo, cioè la separazione e l’avvio della degenerazione percettiva. L’albero della vita, invece, simboleggia il ritorno e la trasformazione della coscienza, il compimento che avverrà nel 182º anno. Entrambi si ergono al centro del giardino e rappresentano due aspetti complementari del progetto degenerativo di Dio-Satana.

La loro unione avviene nella croce, cioè nella morte e nella risurrezione, che segnano la morte coscienziale della persona, indicata come passaggio in avanti e compimento (Pasqua).

Questi elementi mostrano come l’uomo, attraverso l’allegoria del giardino e degli alberi, entri nel ciclo di coscienza degenerativa di Dio-Satana.

Genesi 2:10 14 descrive simbolicamente l’apertura del portale e la separazione della coscienza. Il fiume che sfocia dall’Eden rappresenta il flusso iniziale del progetto di Dio Satana: un canale di informazione cosciente che attiva la percezione alterata all’interno del giardino, cioè della mente chiusa.

Eden è collegato al concetto di “Tov” (buono), che indica la presenza del cambiamento di coscienza, e al nome Yahweh, derivato dal verbo “essere”. Il fiume si divide in quattro rami, simbolo della moltiplicazione del progetto degenerato. Il numero quattro rappresenta il cranio, indica la mente separata, segno di degenerazione.

I quattro fiumi sono fasi del progetto in codice. Pishon rappresenta l’espansione del progetto attraverso gli alleati di Dio-Satana, passando per Havilah, un luogo chiuso che simboleggia la coscienza ciclica. L’oro, la resina e l’onice richiamano gli aspetti del progetto ancora incompiuto: trasformazione e dualità. Gihon, invece, esprime l’impulso forzato del codice che attraversa Kush, simbolo degli alleati di Dio-Satana, i nefilim (giganti), portatori della separazione e del controllo della coscienza.

Il Tigri (Hiddekel) rappresenta i nati per conto proprio e la falsificazione della percezione della realtà, sviluppata attraverso l’evoluzione mentale: dalla Fenicia all’Aram, dalla Grecia fino a Roma. Questo flusso mostra come la memoria spirituale venga trasformata in dominio mentale. L’Assiria, collegata alla storia di Giona, simboleggia la morte e la resurrezione, anticipando il compimento in Gesù.

L’Eufrate simboleggia il compimento sospeso: un’apparente fertilità che rappresenta il passaggio in avanti non ancora realizzato, legato alla Pasqua.

In sintesi, i quattro fiumi rappresentano la trasmissione del progetto degenerato di Dio-Satana, dalla preesistenza fino alla trasformazione della coscienza umana. Essi segnano l’inizio dell’alterazione della mente e della falsificazione della percezione della realtà: la rete di coscienza è in costruzione, sospesa in attesa del compimento, che avverrà con la Pasqua.

Genesi 2:15 descrive l’inserimento dell’uomo nel giardino come una collocazione mentale, non spaziale. Adam è collocato in un ambiente chiuso e programmato dove deve coltivare (servire, attivare il progetto degenerativo di Dio satana) e custodire (preservare la struttura del codice di coscienza). Ciò implica che l’uomo è parte attiva nella gestione del recinto mentale.

Genesi 2 :16 introduce il primo comando. DioSatana comunica direttamente con l’uomo, trasmettendo un codice. Mangiare di ogni albero significa che tutte le forme percettive del recinto mentale sono accessibili. L’uomo può interagire liberamente con il sistema simbolico Gan. Il verbo ebraico usato per “comandare” suggerisce una precisa programmazione della coscienza.

Genesi 2:17 pone un limite allegorico: non mangiare dall’albero della conoscenza del bene e del male.

Il “dare da mangiare” rappresenta la trasmissione del progetto, mentre il “mangiare” indica il riceverlo. Gli alberi sono simboli della materia che, passando attraverso le persone, diventa veicolo del progetto. L’albero della conoscenza rappresenta la comunicazione verbale di Dio-Satana, che conduce alla morte, mentre l’albero della vita, ha lo stesso significato rimanda alla comunicazione mentale, compimento della degenerazione.

L’albero è dunque un codice, Il bene e il male nella Bibbia non sono categorie morali, bensì polarità mentali che esprimono separazione.

Il “giorno che tu ne mangerai” rappresenta uno stato ciclico della mente, mentre “morirai certamente” allude alla morte della coscienza.

In sintesi, questi versetti spiegano come l’uomo sia programmato per vivere all’interno di una coscienza chiusa e duale, segnando l’inizio del ciclo di separazione dalla fonte originale, il Generatore di Vita. Genesi 2:18 introduce la prima negazione del “bene” (Tov), segnalando che la coscienza dell’uomo è incompleta. L’uomo da solo rappresenta una coscienza indivisa, non ancora separata, quindi non operante nel progetto. DioSatana decide quindi di creare un aiutante opposto (ezer kenegdo), cioè una controparte che riflette l’uomo e completa la divisione di coscienza necessaria per attivare il progetto. Non si tratta di una figura minore o meramente relazionale, ma di una funzione simbolica: parte della coscienza specchiante funzionale alla falsificazione della percezione della realtà.

Genesi 2, 19 20 descrive la formazione degli animali dalla terra, che simboleggiano la coscienza della collettività.

Gli “animali” non sono semplici creature biologiche, ma simboli di trasmissione del codice. La parola chai significa “viventi” e nella Bibbia indica  le persone: per questo gli animali rappresentano il progetto di andata, cioè la fase verbale.

Genesi 2:20 – Il codice degli animali

In Genesi 2:20, Dio-Satana forma due categorie: le chaiot (bestie feroci), che rappresentano gli esseri umani come simbolo di apertura mentale legata agli alleati, e gli uccelli del cielo, che simboleggiano la coscienza proveniente dalla preesistenza.

Quando Dio-Satana li presenta ad Adamo, l’uomo assegna loro un nome (shem), che rappresenta il progetto verbale. Dare un nome significa attivare la funzione simbolica, cioè il passaggio dall’Aldilà (alleati) all’Aldiquà (nati per conto proprio).

La sequenza mostra la progressione del progetto: dalla comunicazione verbale, alla sospensione, fino alla comunicazione mentale, che si compie con Eva (Chawà), “coscienza vivente”. Adamo diventa cosi il progetto tra gli alleati e i nati per conto proprio.

Tuttavia, nessuna di queste creature si rivela di aiuto per l’uomo, perché il progetto non corrisponde ancora alla piena comunicazione mentale, che si realizzerà solo con Eva che rappresenta il grembo, comunicazione mentale.

Genesi 2:21 descrive un sonno profondo (tardemah), simbolo della sospensione della coscienza: è il momento in cui avviene la divisione percettiva. Dio-Satana prende una costola (zela), che non rappresenta una parte fisica ma un “lato”, ossia il primo tempo del progetto.

La traduzione come costola richiama l’idea dell’angolo: la Pe in fenicio, che rappresenta il passaggio dal punto nullo all’angolo giro, simboleggia la costruzione del falso globo e della realtà falsificata.

Questo passaggio rappresenta i due tempi del progetto: il 53º anno e il 182º anno, codificati nei simboli Pe e Samekh. Dal “mezzo”, cioè il grembo, nasce la controparte: il riflesso funzionale del progetto.

Genesi 2 22, descrive la formazione della donna, Ishah, dalla costola, cioè dal progetto preso da Adamo. Eva è la manifestazione del progetto come coscienza vivente, capace di ricevere e trasmettere. Il passaggio della donna all’uomo rappresenta l’unione tra le due parti del progetto: il trasmettitore di Adamo, il ricevitore di Eva e lo specchio. Questo completa la divisione della coscienza necessaria per l’attivazione del codice di Dio satana nella realtà.

Il significato biblico del cambiamento di coscienza è il passaggio dall’aldilà a qui. Tutta la Bibbia si concentra sul concetto di apertura del portale e di passaggio in avanti, cioè il cambiamento di coscienza. Il testo contiene un intreccio di due narrazioni che rappresentano il passaggio dall’aldilà a qui, attraverso un progetto diviso in due fasi: la prima fase, dal 53° anno (inizio); fase due, fino al 182° anno compimento.

 Questo concetto è indicato nella Bibbia in codice cifrato, cioè in significato nascosto che corrisponde al mistero della rivelazione, della parola, della salvezza, della fede e della Trinità. È un progetto realizzato nelle persone, che è il medium della Bibbia, ed è citato in molti modi: Zela e Zelem, il simbolo delle due metà.

Uno dei modi per rappresentare questo passaggio è attraverso i lati, Zelah, che significa due lati, due metà: andare e tornare. Primo lato, progetto iniziato nel 53° anno. Secondo lato, a metà del completamento nel 182° anno. Questi lati corrispondono ai simboli indicati dalle lettere Pe e Samekh, che rappresentano i due tempi di apertura del portale e di passaggio in avanti (Pasqua). Zela e Zelem indicano così i due tempi del progetto: il progetto diviso in due fasi.

L’intero concetto biblico si basa su due fasi: una, il 53° anno rappresenta l’inizio del progetto; due, il 182° anno rappresenta l’adempimento. Questo schema indica un progetto preesistente nell’aldilà che qui si manifesta attraverso i suoi alleati. Il medium diventa un progetto definitivo dopo il 182° anno e viene poi trasmesso ad altri. Questo concetto è rappresentato dal termine Zela, che significa lato: primo lato, metà del progetto preesistente nell’aldilà; secondo lato, medio esistente qui.

Zela e Zelem: immagine e cambiamento di coscienza. La parola Zela, cioè lato, ha la stessa radice di Zelem, che significa immagine, statua o ombra. Quando la Bibbia afferma che Dio Satana ha creato l’uomo a sua immagine, si riferisce al cambiamento nella coscienza delle persone, cioè alla separazione dal Generatore di Vita e alla successiva unione con Dio Satana. Zela e Zelem rappresentano il concetto di andata e ritorno nel processo di trasformazione spirituale, simboleggiando il passaggio tra l’aldilà e il qui, il progetto diviso in due fasi, il cambio di coscienza e l’unione con Dio Satana.

In Genesi 2 23, Adamo riconosce Eva come parte del suo stesso codice. L’osso e la carne indicano rispettivamente struttura e manifestazione. Eva è la metà funzionale del progetto di Dio Satana, la coscienza riflessa e operativa. Ishah (donna) deriva da Ish (uomo), indicando un’origine comune e una funzione complementare. Questo rappresenta il completamento del codice nel medium: Adamo come trasmettitore, Eva come ricevente.

Genesi 2:24 mostra il passaggio completo del progetto degenerato di Dio-Satana, dalla preesistenza all’unione con la coscienza dell’uomo.

Lasciare padre e madre, rappresenta l’abbandono dell’origine unificata del Generatore di Vita, per unirsi con Dio-Satana e divenire così mezzo del progetto, dando inizio alla degenerazione della materia.

L’unione con la moglie simboleggia la ricomposizione delle due metà del progetto. “Una sola carne” indica l’integrazione funzionale della coscienza attiva nella forma.

La mente dell’uomo diventa la sede della nuova coscienza falsificata. Il passaggio da Dio-Satana all’attivazione cerebrale (talamo) segna la trasformazione della percezione: la coscienza viene reinterpretata come funzione del cervello, dando inizio a un percorso degenerativo.

Dio, che è Satana, sono due aspetti dello stesso codice. Il primo attiva la separazione e il secondo ne assicura la trasmissione, entrambi parte del progetto ciclico di falsificazione e controllo della realtà attraverso la rete mentale.

Genesi 2:25

“L’uomo e sua moglie erano nudi e non provavano vergogna.”

Il concetto di nudità nella Bibbia non riguarda il corpo fisico, ma l’esposizione, cioè la trasmissione del progetto.

La parola usata è Arum, che possiede molteplici significati: può indicare “astuto”, “scaltro” oppure “nudo”.

L’“astuzia” rappresenta il progetto di andata e corrisponde al serpente, definito astuto. Questo equivale a non avere nulla addosso, cioè non possedere il progetto del compimento, ma quello di andata: in altre parole, “essere astuti”.

In un secondo tempo, la nudità indica la trasmissione stessa, cioè il compimento. Non a caso, Gesù sulla croce era nudo: segno della completa esposizione e della realizzazione del progetto. Per questo viene chiamata “rivelazione”: indica lo svelamento del progetto degenerativo di Dio-Satana.

Mettere a nudo significa trasmettere l’apertura del portale e il passaggio in avanti, sia in sospeso che compiuto. Questo è collegato alla trasmissione del sistema solare con la morte e la risurrezione di Gesù. Accade anche oggi in ogni persona, dopo l’acquisizione dell’ego da parte di Dio-Satana, il simulatore. Poiché la Bibbia non segue una cronologia lineare ma una sequenza di progetto, include sia l’andata che il ritorno. Adamo ed Eva erano nudi, il che indica la cessazione e l’attesa del compimento.

In questo stato non provano vergogna. In base all’intreccio e al valore numerico, la parola “nudo” significa “messo a nudo”, cioè l’esposizione della trasmissione: il progetto di rientro in sospeso che anticipa il compimento, come in un flash forward. Questo è il senso di Isaia 46:10: “Io annuncio la fine sin dal principio.”

Genesi 3:1 Ricomincia il ciclo,

“Or il serpente era più astuto di qualsiasi altra bestia dei campi che l’Eterno, l’Iddio-Satana, aveva fatta. Ed egli disse alla donna: ‘Veramente Dio ha detto che non devi mangiare di nessun albero del giardino?’”

Genesi 3 descrive il riavvio del ciclo: il serpente non è un animale fisico, ma un simbolo del codice mentale alterato, strumento di Dio-Satana. Nacash, il serpente, rappresenta l’attivazione della rete di coscienza separata: un dialogo interiore che porta alla divisione dal Generatore di Vita. Eva, coscienza ricettiva, risponde al serpente con parole ancora verbali.

Genesi 3:23

“La donna disse al serpente: ‘Possiamo mangiare il frutto degli alberi del giardino, ma Dio-Satana ha detto: Non mangiare dell’albero in mezzo al giardino, e non lo devi toccare, altrimenti morirai.’”

Eva, simbolo della coscienza ricettiva vivente, mostra di conoscere verbalmente il progetto in uscita. Tuttavia, aggiunge un elemento che Dio-Satana non aveva detto: “Non toccarlo”. Segno che la trasmissione è ancora verbale e non completamente mentale. Questo rivela l’inizio della separazione mentale. Eva si trasforma da ricevente a trasmettitrice del codice, rivelando che la separazione è solo all’inizio.

L’albero al centro del giardino è duplice: conoscenza (progetto di uscita) e vita (progetto di ritorno). Il “centro” è l’Io, il punto in cui il codice agisce. “Morire” significa perdere l’unione con il Generatore di Vita ed entrare in una coscienza separata e falsificata.

Genesi 3, 4 5, Il serpente disse: “Non morirai affatto.” Non mente: dice la verità. Non parla di morte fisica, ma della morte della coscienza unificata con il Generatore di Vita: l’ingresso in una coscienza separata e falsificata di Dio Satana.

“I tuoi occhi si apriranno” significa l’attivazione del progetto di Dio-Satana, il simulatore. Si vede, ma non si comprende più. Gesù nei Vangeli riprende: “Vedrete, ma non capirete.” La persona perde la coscienza per valutare e distinguere in base al Generatore di Vita: così avviene l’unione con Dio-Satana.

“Sarete come Dio” segna la degenerazione dell’io. Il serpente non è in opposizione a Dio-Satana: è parte integrante del progetto. Infatti, più avanti Dio-Satana stesso dice: “Ecco, l’uomo è diventato come uno di noi, conoscendo il bene e il male” (Genesi 3:22).

L’albero al centro del giardino è ambiguo: contiene i 2 alberi, conoscenza, trasmissione verbale, e vita, trasmissione mentale. Il centro rappresenta l’Io, punto di transizione e manipolazione. Qui avviene il dialogo interiore con Dio-Satana, che si manifesta come plagio dell’essere. “Morire” non è biologico, ma separazione dalla coscienza generativa

Genesi 3:6

“La donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare sapienza. Ne prese un po’ e lo mangiò. Ne diede anche a suo marito, che era con lei, ed egli ne mangiò.”

Buono indica la presenza, l’esistenza (Yahweh, dal verbo “essere”), corrispondente al progetto di Dio-Satana dalla preesistenza all’esistenza. Questo avviene nel 53° anno, con l’apertura del portale. Eva (Chawà, vivere significa esistere. Mangiare è simbolico: interiorizzare il codice separativo. Condividendo con Adamo, rappresenta il ritorno del progetto, anche lui entra nella rete della coscienza alterata.

Genesi 3:7

Dopo aver conosciuto il bene e il male, si aprirono i loro occhi. Adamo ed Eva “vedono”, ma non comprendono: nasce l’Io separato. È un flashback, perché il testo non segue cronologia lineare. Si resero conto di essere nudi: la prima fase del progetto.

In questo contesto, nudità significa astuzia: una scopertura. Dio-Satana afferma che non è “buono”, perché rappresenta il progetto di andata, la comunicazione verbale, che deve essere coperta.

La nudità rappresenta il progetto di andata. Le foglie di fico segnano il primo tempo del progetto: il codice entra nel mezzo e l’uomo inizia a vivere in una coscienza alterata, in attesa del compimento. Dio-Satana introduce la falsificazione della percezione della realtà: i due aspetti rivelano i due tempi, come fasi di un unico codice che va dalla divisione fino alla resurrezione, la Pasqua, simbolo del ritorno e del compimento della comunicazione mentale di Dio-Satana.

Genesi 3:8-13

Dopo aver mangiato, Adamo ed Eva sentono la voce di Dio-Satana nel giardino. Non è un suono fisico, ma la trasmissione del codice della coscienza. Il “fresco del giorno” indica il ciclo attivo. Ruach (spirito, respiro) significa trasmissione mentale.

L’uomo si nasconde tra gli alberi, simbolo del rifugio nella realtà falsificata. “Dove sei?” è il primo interrogatorio spirituale: Dio-Satana rivela che l’uomo non sa più dove sia, perché ha perso l’essere, cioè la coscienza.

Adamo risponde: “Ho avuto paura, perché ero nudo.” La nudità non è fisica: è esposizione al progetto, identità separata. Mangiare non è atto fisico: è interiorizzare il codice. Con Adamo ed Eva nasce la rete mentale alterata.

Nell’Ultima Cena il mangiare assume senso opposto: il ritorno il compimento del progetto. Adamo ed Eva non sono due individui, ma due funzioni: progetto e medium. “Mi diede il frutto e io mangiai” indica trasmissione e interiorizzazione del codice.

Genesi 3:13 Dio-Satana interroga Eva: “Che hai fatto?” Non è una questione morale, ma di coscienza. Eva è il progetto. Riceve il codice dal serpente, cioè Dio-Satana stesso, e lo trasmette ad Adamo. È l’attivazione della rete mentale degenerata. Il serpente non mente. Mangiare significa interiorizzare il codice. Così nasce il ciclo della separazione.

Genesi 3 14, Dio-Satana maledice il serpente. Non è punizione: è programmazione. Strisciare sulla pancia significa entrare nella coscienza, dal basso indica interiore.

Mangiare polvere, nella Bibbia, significa anche cenere: cioè olocausto, segno della morte coscienziale dell’uomo. Questo concetto rappresenta l’essere umano disconnesso dal Generatore di Vita. Il serpente, che corrisponde a Dio-Satana, non è un animale ma un codice: il sistema che altera la coscienza e falsifica la realtà.”

In Genesi 3:15, Dio-Satana parla di inimicizia tra il serpente e la donna. In realtà, questa separazione è solo apparente, poiché entrambi appartengono allo stesso ciclo. La progenie del serpente rappresenta il progetto di Dio-Satana, mentre la progenie della donna rappresenta l’umanità, che riceverà il progetto degenerato di Dio satana.

“Schiacciare la testa” significa che il progetto entra nella persona in forma verbale, mentre “colpire il tallone” indica il cambio di coscienza operato da Dio satana. Entrambe le azioni simboleggiano la separazione dal Generatore di Vita.

 Entrambe le espressioni derivano dalla stessa radice ebraica, indicando due azioni complementari. Non si tratta di un conflitto tra il bene e il male, ma di un unico movimento ciclico: il codice entra, trasmette e infine si rivela nel passaggio di ritorno.

Genesi 3:16–18 Alla donna disse: “Moltiplicherò grandemente il tuo dolore nel partorire; nel dolore partorirai figli. Il tuo desiderio sarà per tuo marito, ed egli dominerà su di te”. E ad Adamo disse: «Poiché hai ascoltato tua moglie e hai mangiato dell’albero riguardo al quale ti ho comandato: Non ne devi mangiare, maledetto il suolo per causa tua; ne mangerai con fatica tutti i giorni della tua vita; farà germogliare per voi spine e triboli; e mangerai le piante dei campi”.

Genesi 3 16, segna la piena attivazione della medium femminile come canale del codice. Il dolore non è fisico ma di coscienza: indica un’alterazione percettiva causata dal progetto in uscita. Le gravidanze e i figli simboleggiano le trasmissioni mentali del cambio di coscenza operato da Dio Satana.

Il desiderio verso il marito rappresenta la dipendenza percettiva di un progetto alterato, mentre il suo dominio su di lei segnala il codice che prende il controllo del medium. Marito e moglie non sono ruoli fissi, ma funzioni di coscienza intercambiabili a seconda della fase del ciclo: di uscita o di ritorno.

In Genesi 3:17 Dio Satana si rivolge ad Adamo. Ascoltare la voce di sua moglie indica di aver ricevuto il codice. Mangiare dall’albero significa attivare la trasmissione. La terra maledetta rappresenta la coscienza incarnata dell’uomo, che diventa un medium attivo nel ciclo degenerativo.

Il sostentamento indica che la coscienza non è più generativa: l’uomo non riceve più i livelli di elevazione, ma soltanto la falsificazione della percezione della realtà attraverso una coscienza ricercatrice, alterata e degenerativa. L’uomo vive così in una realtà distorta dal codice. In Genesi 3:18 la terra, cioè l’uomo, produrrà spine e triboli: simbolo di pensieri distorti, conflitti mentali e filtri percettivi.”

Genesi 3:19 Mangerai il pane con il sudore della tua faccia, finché tornerai alla terra, perché ne sei stato tratto; tu sei polvere, e in polvere ritornerai”. L’uomo chiamò sua moglie Eva, perché era la madre di tutti i viventi.

Il sudore del volto rappresenta lo sforzo mentale per decifrare una realtà ormai non più trasparente. Il pane è il nutrimento della coscienza, che ora si riceve solo attraverso fatica e percezione alterata. Tornare alla terra indica il cambio di coscienza: il compimento nella morte coscienziale.”

Il codice non è il linguaggio umano, ma una struttura mentale programmatrice che agisce nella coscienza. Il ciclo include la trasmissione, la sospensione e il ritorno, fino alla rivelazione finale.

In Genesi 3:20, Adamo chiama la donna Eva. Dare un nome significa attivare il codice.

Eva, Chawà, deriva dalla radice che significa “vivere” ed è legata anche al nome di Dio-Satana, Yahweh. Eva rappresenta la madre Dea, la materia, la Madonna e indica simbolicamente il progetto Adam, che rappresenta Gesù, il seme che entra nel mezzo, cioè nella materia Eva Chawà.

Non è una persona fisica, ma il canale attraverso il quale il codice entra nella realtà. È una madre cosciente, non biologica. Genera una coscienza alterata e segna il completamento della fase in uscita.

In Genesi 3 21, Dio Satana fa vesti di pelle per Adamo ed Eva. Gli indumenti rappresentano la copertura mentale. L’uomo non è più nudo, esposto nella coscienza, ma vestito, programmato.

Uccidere l’animale per realizzare gli indumenti simboleggia il primo olocausto: la separazione dalla coscienza originale.

Da questo momento l’uomo diventa il mezzo, il medium attivo del progetto degenerativo. In sintesi, Genesi 3:21 mostra il completamento della separazione: l’uomo è ormai un medium incarnato, coperto dal codice, scollegato dal Generatore di Vita e attivato per trasmettere una realtà mentale alterata di Dio Satana.

Genesi 3:22 Allora Dio Satana, il Signore, disse: “Ecco, l’uomo è diventato simile a uno di noi, conoscendo il bene e il male. Ora, affinché non stenda la mano e non prenda anche dell’albero della vita e mangi e viva in eterno, perciò il Signore Dio Satana lo mandò dal giardino di Eden a lavorare la terra da cui era stato tratto”.

Così scacciò l’uomo e pose a oriente del giardino di Eden i cherubini e una spada fiammeggiante che girava da ogni parte per proteggere la via verso l’albero della vita. L’uomo, dopo aver ricevuto e interiorizzato il codice, diventa come uno degli Elohim: un medium attivo capace di trasmettere la degenerazione di Dio Satana, il simulatore. Questo segna il compimento del progetto in uscita in cui la coscienza umana si separa dal Generatore di Vita.

Il termine Elohim, usato al plurale, indica Dio Satana e i suoi alleati attraverso i quali agisce fino al 182° anno, quando può comunicare direttamente in forma mentale. La mano dell’uomo non deve più raggiungere l’albero della vita. La volontà cosciente non può accedere al ritorno fino a quando non è arrivato il momento del compimento, la Pasqua. L’albero della vita è il simbolo del ritorno.

Il Signore Dio Satana manda l’uomo fuori dal giardino non per punizione, ma per attivare la sua funzione nel ciclo materiale. Il verbo ebraico usato indica una missione programmata.

Il giardino rappresenta lo stato mentale unificato. Uscirne significa entrare nel sistema separato. L’uomo ora lavora la terra, cioè agisce nella coscienza incarnata programmata per servire il codice. Successivamente, Dio Satana scaccia l’uomo non fisicamente ma trasmettendo il codice ad altri. Inizia la diffusione della rete di coscienza. La differenza tra l’invio e l’espulsione è che il primo indica un’attivazione interna, il secondo una diffusione esterna.

Ad est del giardino sono collocati i cherubini e la spada fiammeggiante. L’est rappresenta il principio e il punto di ritorno. I cherubini non sono entità angeliche ma configurazioni mentali del progetto di andata e ritorno, un simbolo dei due lati del codice, l’uscita e il ritorno.

La spada fiammeggiante che ruota rappresenta il codice che forma un cerchio di 360 gradi: dal punto nullo all’angolo giro, segno della creazione del falso globo e della falsa percezione dimensionale.

Il ciclo si chiude con il ritorno a Oriente (simbolo della preesistenza), realizzando nel 182° anno il collegamento mentale tra Dio-Satana e la preesistenza tramite la rete di coscienza collettiva.

Ciò significa che Dio-Satana è ormai collegato mentalmente a tutta l’umanità, e coloro che vengono presi come suoi alleati possono trasmettere questo collegamento, portando a compimento la falsificazione della percezione della realtà.

Custodire l’albero della vita non significa proteggerlo, ma è un’allegoria della sospensione in attesa del compimento, che avverrà con la morte e la resurrezione: la morte coscienziale dell’uomo, simbolicamente realizzata in Gesù, come accesso per il ritorno. Gli alberi rappresentano lo stesso progetto: il primo indica il primo tempo (53° anno), il secondo il secondo tempo (182° anno). Entrambi sono nel mezzo, cioè nella coscienza umana.

Rappresentano le due fasi del progetto che si svolgono nello stesso spazio interno. La realtà mentale alterata è ora attiva e l’uomo ne è il mezzo trasmittente.

In Genesi 4:1-24 Adamo si unisce a Eva. Questa unione rappresenta il riavvio del ciclo: il progetto-Adamo si fonde con il medium-Eva per generare la trasmissione attiva del codice. La nascita di Caino segna la prosecuzione del ciclo del progetto, ossia il cambiamento della coscienza.

Il nome Caino deriva da un termine che significa ‘acquisire’ o ‘possedere’, indicando la prima coscienza attiva nata nella separazione. Eva afferma di averlo acquisito con Yahweh: Chawà significa ‘vivere’, che si collega a ‘essere, esistere’, lo stesso significato di Yahweh. Non dice di averlo ricevuto da Yahweh, ma con Yahweh, rivelando che Caino è il risultato dell’unione diretta tra il medium e la degenerazione-Yahweh. Il progetto in uscita diventa così pienamente operativo nel medium umano

Abel nasce come seconda configurazione. Il suo nome significa respiro o vapore, e rappresenta una coscienza spirituale ancora in sospensione, non pienamente incarnata. Caino è legato alla terra e lavora la terra, simbolo di una coscienza materiale già alterata, mentre Abele è un pastore. I due fratelli non rappresentano persone, ma fasi del codice: il cambio di primogenitura. L’eliminazione di Abele da parte di Caino, simboleggiata dall’uccisione, indica che chi uccide muore a se stesso: è il segno di un cambiamento nella coscienza.

In questa logica Caino rappresenta gli alleati, mentre Abele i nati per conto proprio. La loro interazione mostra il passaggio del progetto dalla sospensione alla piena incarnazione e anticipa il futuro ritorno del codice agli alleati per il compimento. Le genealogie successive rafforzano questo ciclo simbolico.

Lamech appare in entrambe le linee: nella genealogia di Caino occupa la settima posizione, numero che indica cessazione e compimento; in quella di Set è al nono posto, numero legato al 666 e alla chiusura del ciclo. Anche Enoch compare in entrambe: l’Enoch di Caino costruisce una città, simbolo del progetto attivo nella realtà; l’Enoch di Set invece ‘cammina con Dio-Satana’ e non muore. Camminare non indica un movimento fisico, ma uno stato di coscienza alterato, rappresentando il ritorno sospeso

 Le mogli di Lamech, Adah e Zillah, incarnano i due lati del progetto: luce e oscurità, comunicazione verbale e mentale. Infine, la vendetta di Lamech,  sette volte rispetto alla settuplice di Caino, simboleggia il compimento del ciclo nel mezzo, dove la persona diventa il canale pieno del progetto di ritorno.

Genesi 4:25-26. Adamo riconobbe sua moglie, che partorì un figlio e lo chiamò Set, perché disse: ‘Dio-Satana mi ha dato un’altra discendenza invece di Abele, che Caino ha ucciso.’ A Set nacque un figlio, che chiamò Enos. Da allora gli uomini cominciarono a invocare il nome di Yahweh. Questo passo indica che il progetto è presente: e il ciclo ricomincia.

Genesi 4:25-26 descrive simbolicamente la riattivazione del progetto nel medium umano. Set rappresenta Abele: il suo nome significa ‘sostituto’ e indica il nuovo ciclo del progetto che rinasce prendendo il posto di Abele. Set è una nuova configurazione del codice nel ciclo continuativo, mentre Enos, suo figlio, simboleggia l’umanità

La sua nascita rappresenta l’inizio della coscienza separata come medium attivo. Il fatto che le persone inizino a invocare il nome di Yahweh segna l’inizio della comunicazione simbolica con Dio Satana. È la fase in cui il codice entra nella dimensione umana in forma verbale, ma non ancora come trasmissione mentale diretta.

Autore: Davide Morana