Decifrazione in sintesi del Canone Biblico: il Codice Nascosto

La lingua della Bibbia ha avuto un’evoluzione: inizia con la lingua fenicia, si sviluppa nell’aramaico evoluto, poi passa al greco e al latino, fino ad arrivare alle altre lingue per codificare il progetto biblico.

Si tratta di un’evoluzione dal fenicio, trasmessa attraverso i diversi stadi dell’aramaico e, infine, arricchita da lettere finali (soffit) e da vocali, create per trasmettere un codice.

La cosiddetta lingua ebraica non esiste come lingua originale autonoma, ma viene intesa come un aramaico evoluto dal fenicio.

Le sue lettere, significati e forme sono mutazioni simboliche create per codificare un progetto mentale-spirituale. La lingua aramaico-fenicio è una costruzione programmata per sostenere un linguaggio simbolico in funzione del codice della Bibbia.

Le lettere finali sofit, Kaf (ך), Mem (ם), Nun (ן), Peh (ף), e Tsade (ץ). hanno valori numerici aumentati per mostrare che il progetto è in chiusura ciclica, accrescere la potenza del significato nel passaggio avanti, creare un angolo simbolico che trasforma il versetto da parola in struttura mentale. Le forme normali indicano la trasmissione verbale apertura del portale. Le forme finali (sofit) indicano la ricezione mentale passaggio avanti, in sospensione, in attesa di compimento. Le tre lettere piegate si raddrizzano per formare la comunicazione verbale o mentale e la rete di coscienza. Le due lettere rimanenti hanno lo stesso significato delle prime tre, ma evidenziano che si aprono o si chiudono per attivare il codice verbale o mentale nella creazione della rete di coscienza. Tutte insieme descrivono il ciclo dell’apertura del portale e passaggio avanti: le lettere sofit segnano il passaggio dalla comunicazione verbale a quella mentale, rappresentano il ritorno del progetto dai nati per conto proprio agli Alleati, fino alla trasmissione del sistema solare.

Le lettere Phe (angolo in fenicio, o bocca in aramaico-ebraico), legate agli Alleati, e Samekh (palo e travi in fenicio, o cerchio in aramaico-ebraico), associate ai nati per conto proprio, quando compaiono al termine di un ciclo, ad esempio alla fine di un versetto o di un capitolo, non sono semplici lettere grammaticali, ma simboli del codice ciclico. Nell’evoluzione dalla scrittura fenicia a quella aramaica-ebraica, la Phe diventa una bocca chiusa, mentre la Samekh si trasforma in un cerchio. Inoltre, nascono le cinque lettere finali (sofit), tre delle quali presentano valori numerici modificati: K più 3, M più 2 e N più 2. Insieme alle forme finali (sofit), esse compaiono alla fine di un ciclo concettuale verbale o mentale, assumendo un significato di progetto di ritorno in sospeso, in attesa di compimento passaggio avanti, Pasqua).

Significano che si è completata una fase del ciclo dell’apertura del portale e passaggio avanti. Il testo è a un punto di passaggio: fine di un blocco concettuale, inizio di un nuovo ciclo. Sospendono la trasmissione, preparano il ritorno dalla comunicazione verbale (Phe) alla comunicazione mentale (Samekh), segnano la creazione della rete di coscienza collettiva. Ogni volta che nel testo compaiono le lettere Phe o Samekh in forma finale (sofit), non chiudono il significato ma lo sospendono, funzionano come una pausa del progetto, prima della sua ripresa o compimento.

Phe, in fenicio, rappresentava un angolo. Nell’evoluzione aramaico-ebraica ha assunto il significato di bocca, parola, evento. Simbolicamente, questo segna il passaggio da angolo nullo ad angolo giro, ciclo completo. Samekh, in origine, era un palo con tre travi. Nell’evoluzione simbolica, diventa cerchio, rappresentando il ciclo continuo, l’Uroboro. Questo completa il passaggio ciclico dal progetto al ritorno.

La Bibbia non è un testo storico, ma un codice cifrato ciclico che comunica tramite parole simboliche, numeri, trasformazioni grafiche (Phe → parola, Samekh → cerchio). Il tutto segue il movimento: progetto dell’apertura del portale, mezzo, ritorno passaggio avanti, compimento.

La storia della Bibbia, tramite collegamenti linguistici e storici, indica l’origine delle “nazioni” e rivela che Aram è il punto da cui inizia la storia biblica e della religione, in connessione con l’evoluzione di tre popoli: aramaici-fenici, elleni (greci), romani. Quando la Bibbia fu redatta in aramaico, la lingua ellenica greca ancora non esisteva.

La Bibbia fu scritta in aramaico-fenicio dopo l’apertura del portale, cioè l’inizio della creazione delle lingue. Questa fase segnò l’avvio dei racconti, ciascuno nella propria lingua, come progetto di trasmissione codificata.

In aramaico non esistevano vocali, perché “voce” equivale a passaggio o parlante, ovvero segno della parola che indica il passaggio avanti. Non esistono nemmeno le cinque lettere finali con doppia forma e valore numerico diverso. La loro assenza indica l’apertura del portale, la loro esistenza rafforza il concetto del ritorno passaggio avanti, poiché la decodifica avviene sommando le lettere secondo un doppio significato.

In aramaico-ebraico, ogni lettera ha un valore numerico. La gematria viene usata per ricavare la somma nascosta. La numerazione è da 1 a 9, lo zero non esiste. Il 10 è lo Yod, simbolo della primogenitura (1). Le somme non devono superare 10: ad esempio, Shem, prima dei sofit, era 7, indica la cessazione e funge anche da ritorno, compimento.

La Bibbia non era scritta in forma continua, proprio per consentire la cifratura tramite somma delle lettere e parole. Questa scrittura interrotta rappresenta la rete  passaggio avanti, cioè il progetto del ritorno tramite la rete di coscienza.


I masoreti, presunti custodi della tradizione, non sono mai realmente esistiti come gruppo storico coerente. Si tratta di una costruzione posticcia usata per giustificare e legittimare l’interpretazione codificata della Bibbia.

La Bibbia non era scritta in forma continua, come sostenuto dalla tradizione. Al contrario, era suddivisa tramite i simboli Phe (פ) e Samekh (ס), che indicano rispettivamente l’angolo e il mezzo, ossia i punti chiave del codice ciclico dell’apertura del portale e il passaggio avanti. Ogni parola era seguita da uno spazio appositamente lasciato per permettere il calcolo del valore numerico tramite gematria. Questo spazio era fondamentale per decifrare il codice trasmesso da Dio-Satana, il quale mostra la verità nascosta ma, allo stesso tempo, ne costruisce una versione falsa attraverso la narrazione della scrittura continua, inventata in seguito.

La struttura interrotta del testo dalla phe e samekh, rappresenta volutamente la rete dell’apertura del portale e il passaggio avanti, ovvero il progetto del ritorno trasmesso attraverso la rete di coscienza collettiva programmata.

L’intera tradizione masoretica è un’operazione deliberata per occultare la natura reale della Bibbia come codice simbolico cifrato, e non come semplice testo storico o religioso. La sua verità è nascosta nel codice, ma la falsità è usata per proteggerla e renderla riconoscibile solo da chi ha coscienza generativa.

La Bibbia-Torah scritta non è un racconto storico o religioso tradizionale, ma un codice cifrato. Gli ebrei affermano di avere anche una Torah orale, trasmessa verbalmente da generazioni. Tuttavia, questa Torah orale è anch’essa scritta e raccolta nel Talmud. Questo paradosso è rivelatore: il fatto che la Torah orale sia stata trascritta dimostra che la Bibbia non è da leggere alla lettera, ma è un testo da decifrare, un codice mentale e simbolico programmato da Dio-Satana.

In un primo tempo, Dio-Satana comunica la verità nascosta tramite il codice cifrato della Bibbia. In un secondo tempo, crea la falsificazione attraverso la tradizione, il credo religioso e la cultura ebraica per i separati dal Generatore di Vita. Questa costruzione sfocia in una falsa storia degenerata, progettata per allontanare la coscienza umana dal Generatore di Vita. La Torah scritta è il codice originale, la Torah orale scritta è la maschera, e il Talmud è la deviazione programmata. Dio-Satana mostra la verità nel codice e simultaneamente ne crea una versione falsa, generando confusione, separazione e controllo coscienziale.

Il Targum è scritto in alfabeto aramaico. Si tratta di un testo ibrido, dove spiegazioni e traduzioni sono fuse con lo scopo di legittimare l’esistenza di una lingua ebraica autonoma. In realtà, la cosiddetta lingua ebraica non è mai esistita come originale indipendente. È l’ultima evoluzione del fenicio-aramaico, modificata attraverso l’aggiunta delle vocali, che indicano il passaggio dell’apertura del portale e passaggio avanti, e delle lettere finali (sofit). Questo processo è parte della costruzione di un codice simbolico, e non di una vera evoluzione linguistica naturale. Il Targum è stato creato per dare legittimità storica fittizia alla lingua ebraica e nascondere la vera struttura codificata del testo biblico.

Il nome della Bibbia, attraverso il Codice di Leningrado, è simbolicamente collegato al progetto ciclico. Leningrado deriva dal nome Lenin, pseudonimo ispirato al fiume Lena: il fiume rappresenta il flusso del progetto di andata dell’apertura del portale, cioè la trasmissione iniziale. Successivamente, la città fu rinominata Pietroburgo, che significa “città di Pietro”, cioè roccia, simbolo di mezzo e fissazione del codice del passaggio avanti. Il Codice di Leningrado, curato dai masoreti, rappresenta la fissazione definitiva del testo biblico ebraico, cioè la cristallizzazione del progetto verbale in forma scritta e codificata. In questo schema, fiume equivale a trasmissione A/P, roccia a stabilizzazione P/A. La Bibbia diventa il contenitore del progetto scritto, passato da movimento fluido a struttura fissa, da energia a mezzo.

La Bibbia non è un’opera storica con autori reali, ma un testo cifrato e simbolico. Dove Dio Satana è l’autore non esecutivo Il narratore è la coscienza collettiva umana cioè Dio che si manifesta come uomo. Gli scribi sono medium strumenti ispirati in stato alterato di coscienza Riferimenti Biblici. Esdra 7 6. Questo Esdra partì da Babilonia Egli era uno scriba abile nella legge di Mosè data dal Signore Dio d’Israele e poiché la mano del Signore suo Dio era su di lui il re aveva aderito a ogni sua richiesta.

I personaggi biblici Abramo Isacco Giacobbe non sono storici ma figure simboliche che incarnano il dialogo interiore del ciclo dell’apertura del portale e passaggio avanti, Andata Ritorno del progetto. La Bibbia non tradizione ma codice mentale. Se si legge la Bibbia secondo la tradizione religiosa e il credo dogmatico il testo appare pieno di errori contraddizioni e incongruenze

Tuttavia Dio stesso afferma che nella Scrittura non ci sono errori e questo è veramente corretto ma solo se la si legge secondo il codice.

Tutta la Scrittura è ispirata da Dio ed è utile per insegnare convincere correggere e formare alla giustizia 2 Timoteo 3 16. Questo significa che la Bibbia. Non va interpretata secondo fede o religione ma come sistema codice cifrato mentale. È coerente nel codice anche se incoerente nel racconto apparente

La contraddizione è solo in superficie. le apparenti discrepanze nascondono un linguaggio simbolico accessibile solo tramite decifrazione ciclica e coscienziale dell’apertura del portale e passaggio avanti.

Rotolo e Codice Il Libro come Simbolo del Progetto Coscienziale Il Rotolo simbolo del Progetto di Andata dell’apertura del portale.

Nell’antichità il progetto di andata dell’apertura del portale era rappresentato dal rotolo libro tradotto dall’ebraico con sefer, Il verbo scrivere katav scritto simboleggia l’atto di trasmettere coscienza ovvero trasferire un contenuto mentale da un essere all’altro da Adam all’altro Adam secondo il ciclo. Il rotolo ha molteplici significati simbolici.

Cerchio ciclo circondario Galilea Kadesh rappresentano la testa e il movimento ricorsivo del progetto. Torre talamo pozzo fossa alludono alla mente alla memoria o persino alla prigione della coscienza. Oggetto rotondo forma conica il rotolo ha forma geometrica che richiama la spirale del movimento ciclico che si avvolge e trasmette.

Tutti questi significati riconducono al talamo manifestatore della coscienza. Il rotolo è quindi la forma visibile del contenuto mentale ciclico il progetto nella sua prima fase dell’apertura del ortale e passaggio avanti in sospeso, pasqua.

Il termine codice dal latino codex deriva da caudex che significava originariamente tronco d’albero indica la croce e la materia. Nel tempo ha assunto il significato di libro ma anche di sistema strutturato di segni ovvero mezzo per contenere e trasmettere informazioni dalla corteccia dell’albero scrittura fisica.

Alla corteccia cerebrale scrittura mentale cambio da coscienza a cervello. Il codice è la trasformazione del rotolo in mezzo coscienziale. Dalla forma al mezzo dell’apertura del portale e il passaggio avanti. Il rotolo rappresenta il progetto dell’apertura del portale una struttura in attesa di essere aperta e rivelata. Il codice una volta attivato diventa mezzo, il progetto si trasforma in comunicazione mentale passaggio avanti e si trasmette interiormente. È come se il progetto apertura del portale, rotolo, una volta codificato e fissato nel libro, diventasse il mezzo del passaggio avanti  codice cifrato. Il libro non è più solo contenuto, ma mezzo attivo di trasmissione coscienziale.

Il libro è mente, il codice è mezzo di trasmissione. Il rotolo libro è la rappresentazione ciclica visiva del progetto di Dio Satana apertura del portale. Il codice è la sua evoluzione attiva, il mezzo attraverso cui la coscienza viene trasmessa e trasformata in apertura del portale.

Il libro esterno rotolo codice è il riflesso del libro interno, la mente come codice vivente.

Il rotolo simbolo del progetto della trasmissione e del ciclo apertura del portale passaggio avanti. Il rotolo nella Bibbia non è solo un oggetto materiale, ma un simbolo potente del progetto ciclico e della trasmissione coscienziale. Nell’Apocalisse, il rotolo con 7 sigilli rappresenta il codice cifrato della creazione della rete di coscienza. Solo Cristo, morto e risorto, può aprirlo. L’apertura dei sigilli rappresenta il passaggio apertura del portale passaggio avanti, cioè la trasformazione del progetto in mezzo attivo. Nel Vangelo di Luca 4 20, Gesù, nella sinagoga, apre il rotolo di Isaia, lo legge, ne dà una nuova interpretazione, poi lo riavvolge. Questo gesto simboleggia che l’andata l’apertura del portale è compiuta nella sua persona e prepara il ritorno passaggio avanti.

Aprire il rotolo significa svelare il codice trasmissione apertura del portale, interpretarlo coscienzialmente trasformazione passaggio avanti, riavvolgerlo chiudere il ciclo e preparare il prossimo. Il rotolo quindi è sia il contenitore del progetto sia il mezzo di attivazione della rete mentale, da parola scritta a coscienza trasmessa a ciclo compiuto.

Norma e Canone: strumenti di manipolazione della coscienza

Dio-Satana deve lasciare degli indizi di verità nascoste: la Torah presentata come norme e leggi indica che ha alterato la percezione umana delle leggi della natura.

Nella Bibbia, attraverso un processo di trasformazione e trasposizione semantica e linguistica, il termine “angolo” evolve simbolicamente fino a diventare “angolo giro”, cioè un cerchio completo.

Questo passaggio rappresenta la falsificazione della percezione della realtà: da una struttura lineare e misurabile si arriva all’idea di globo, simbolo di chiusura mentale, cioè di una realtà manipolata da Dio-Satana.

Questo è collegato anche al concetto di “norma”: l’etimologia della parola italiana “norma” viene dal latino norma, che indicava originariamente una squadra, lo strumento per tracciare linee dritte e angoli retti. Era quindi un mezzo per guidare e misurare con precisione. Solo in seguito il termine ha assunto il senso di regola, modello o precetto che guida la condotta.

Nel codice biblico, le “norme” della Torah non sono leggi nel senso giuridico, ma codici simbolici: come la squadra traccia l’angolo e stabilisce la direzione, così le norme tracciano un percorso di coscienza.

Ma quando l’angolo viene “piegato” fino a diventare un angolo giro, cioè un cerchio chiuso, questo rappresenta la deviazione dalla linea retta originaria, falsificando la realtà e sostenendo erroneamente che il livello dell’acqua segua la curvatura terrestre.
In questo modo le norme vengono trasformate in strumenti di falsificazione della percezione della realtà, alla base della costruzione di una realtà illusoria.

Questo indica che la Terra non sia un globo, ma nemmeno piatta: è una superficie in forme, nella quale l’acqua si dispone sempre a livello.

L’angolo nullo ha l’apparenza di una linea, ma nel suo significato cifrato indica anche il gesto di piegare o curvare.
In questo codice simbolico, esso rivela che l’acqua è per sua natura lineare e non curva.
Attribuendole invece una forma curva, si altera la percezione stessa della Terra: cambiando la struttura dell’acqua, si modifica la coscienza e con essa l’immagine della realtà.

Anche la parola canone è collegata a questo concetto: il canone come codice e canale. Il termine deriva da canna, cioè canale di trasmissione, e simboleggia la coscienza che, tramite l’acqua, veicola tutte le informazioni necessarie a trasmettere la materia. Le 613 norme non sono leggi religiose, ma codici cifrati. In Matteo 11:7 si parla di “una canna sbattuta dal vento”: la canna rappresenta la coscienza trasmissiva, mentre il vento indica la distorsione mentale imposta da Dio-Satana.

Il canone biblico, secondo il codice, è come una matrioska: possiede più livelli di decifrazione. La struttura stessa del canone rappresenta uno di questi livelli. Alla base vi sono diversi strati, e ciascun livello del testo nasconde un significato profondo legato al ciclo di apertura del portale: e il passaggio avanti, progetto di andata e ritorno che si compie con la pasqua.

Il numero dei libri e la cifra del progetto. In questo modo, il canone non è solo una raccolta di libri, ma una struttura numerica e simbolica che descrive il ciclo completo. Progetto, mezzo, ritorno, compimento.

Il canone biblico, e il ciclo del codice dell’apertura del portale e passaggio avanti. Primo livello di decifrazione del canone Tanakh. Il canone aramaico ebraico è composto da 24 libri, un numero simbolico, 2 più 4 uguale 6. Il canone ortodosso 42 libri, 4 più 2 uguale 6, che rappresenta la struttura della materia, il cubo, e il concetto biblico legato ai 6 milioni, alleati e nati per conto proprio, collegati al codice apertura del portale passaggio avanti. Ebrei e ortodossi con il patriarcato rappresentano simbolicamente la stessa cosa, progetto di andata in sospeso.

Nel canone, gli ebrei non sono mai esistiti come popolo originario. Sono una costruzione simbolica funzionale al codice. Allo stesso modo, Lutero, collegato etimologicamente a utero, rappresenta il progetto matriarcale, anch’esso mai esistito in origine, ma fatto esistere in seguito da Dio Satana, come parte della simulazione nel contesto del protestantesimo. Queste sono le falsità costruite da Dio Satana, che paradossalmente mostra la verità nascosta, ma allo stesso tempo ne costruisce una versione falsa, confondendo i livelli del codice con narrazioni storiche apparentemente reali.

Infatti, Dio Satana utilizza gli ortodossi realmente esistiti come veicolo del progetto di andata, associati ai greci e al concetto di patriarcato, la chiesa cattolica nata dopo la separazione come simbolo del ritorno, e il numero dei libri canonici per indicare in codice il ciclo apertura del portale passaggio avanti andata ritorno, che collega nuovamente ai numeri usati dagli ortodossi.

Il canone ciclico in codice nei protestanti. I protestanti adottano il canone Aramaico ebraico dell’Antico Testamento, ma lo riorganizzano in 39 libri, con 12 profeti minori, divisione dei testi maggiori. 39, diventa 12, 1 più 2 uguale 3, simbolo della metà progetto e l’altra metà mezzo, cioè persona, progetto in sospeso tra apertura del portale, andata e passaggio avanti, ritorno. Il Nuovo Testamento, con 27 libri, 2 più 7 uguale 9, rappresenta il compimento, 9 uguale 6 6 6 nel codice coscienziale. Unisce il ciclo apertura del portale Tanakh e passaggio avanti Nuovo Testamento protestante.

Perciò la Bibbia protestante non è una nuova religione, ma una rielaborazione del codice ebraico aramaico originale, simbolo del ritorno del progetto nel ciclo completo.

Il canone cattolico, ha 46 libri e il significato del deutero. I cattolici utilizzano un canone dell’Antico Testamento composto da 46 libri, includendo anche i libri deuterocanonici. Il termine deutero significa secondo o doppio, indica un’aggiunta successiva al primo canone ebraico e simboleggia la fase post andata, ovvero di ritorno. 46, 4 più 6 uguale 10, 1 più 0 uguale 1. Il numero 1 nel codice rappresenta la primogenitura, il progetto originario degli alleati. Simboleggia il ritorno del primogenito, cioè il ricongiungimento del progetto degenerato di Dio Satana, dopo la separazione.

l’invenzione di Lutero e di Enrico VIII collegate al Cattolicesimo

Simbolismo religioso associato. Nel protestantesimo, la figura di Lutero è simbolicamente collegata all’utero, rappresentando un progetto matriarcale, cioè il mezzo che riceve il progetto patriarcale.

  • L’utero rappresenta Maria, la Madonna, che corrisponde alla Madre Dea, incarnando la madre e la materia (mater). Lei è il mezzo femminile e rappresenta la materia che riceve il progetto, in attesa del suo compimento.
  • Simboleggia il canale di ricezione e trasmissione del progetto degenerativo di Dio-Satana, finalizzato al sistema di controllo e alla falsificazione della percezione della realtà.

Enrico VIII, come detto in precedenza, non è mai esistito storicamente. Lo scisma provocato dal suo rifiuto di annullare il matrimonio con Caterina d’Aragona e la rottura con Roma simboleggiano il passaggio del progetto dal patriarcato, iniziato con i Fenici, Aramei ed Ebrei, al matriarcato rappresentato dalla Chiesa Cattolica.

La sequenza continua con il protestantesimo e poi ritorna al Vecchio Testamento.

Questo progetto è collegato all’angolo giro, per indicare che Dio-Satana è entrato nella dimensione e ha collegato la coscienza delle persone tramite la comunicazione mentale.

Autore: Davide Morana