Decifrazione in sintesi del libro di Amos in sintesi

Il libro si articola in tre parti: oracoli contro le nazioni (capitoli 1-2), messaggi a Israele (capitoli 3-6) e visioni (capitoli 7-9). L’apertura presenta gli oracoli contro Damasco, Gaza, Tiro, Edom, Ammon e Moab, con la formula delle «tre-quattro trasgressioni».

In codice, i numeri 3 e 4 hanno un significato preciso: il 3 indica il «mezzo», mentre il 4 indica la testa, ovvero la presa della persona da parte di Dio-Satana. L’accusa lanciata contro Israele per non essersi preoccupato dei poveri va letta allegoricamente: i «poveri» non sono tali in senso finanziario, ma indicano coloro che non producono per il progetto. Israele rappresenta il progetto degenerativo che deve andare nel «mezzo», identificato con le nazioni circostanti.

La scelta di Israele come popolo eletto non riguarda un popolo storico, ma un progetto funzionale. Fin da Genesi 12, la famiglia di Abramo è scelta per diventare «benedizione» per tutte le nazioni.

Il termine “nazioni” o “popoli”, tradotto in goyim (gentili), è decifrato come parte di una catena evolutiva del linguaggio: da goyim a “gentili”, fino a “nazioni” e netzer, inteso come “germoglio”.

Questo serve a indicare il seme che diventa mezzo, cioè il medium, la persona, collegato simbolicamente al Nazareno (Gesù) come progetto finale.

Questo ciclo temporale prevede l’apertura del portale nel 53° anno, 129 anni di sosta e il passaggio avanti nel 182° anno, in attesa del completamento della nascita dei 6 milioni per raggiungere il 666. La Bibbia è una sequenza ciclica che ripete costantemente questa storia.

In sintesi

Il primo capitolo identifica Israele e le nazioni come il progetto di andata, che passa dagli alleati ai “nati per conto proprio”.

Capitolo 2 La vendita dei poveri per un paio di sandali non va intesa letteralmente: indica il progetto che passa ad altri. I sandali simboleggiano la copertura, significando che il progetto è entrato in loro e viene ritrasmesso («Satana scaccia Satana»).

Capitoli 3 e 4 L’annuncio del castigo contro le «vacche di Basan» (le arroganti di Samaria) e l’idolatria di Betel elenca minacce come fame, siccità, peste e guerra. In codice, non si tratta di eventi reali: la carestia simboleggia l’eucarestia, ovvero il progetto di andata che entra nel “mezzo”.

Ultimi capitoli Le visioni delle locuste e del fuoco mostrano Amos intercedere e Dio desistere. Infine, il «livello a piombo» non rappresenta un giudizio, ma la falsificazione della percezione della realtà: sostituisce la vera forza peso (trasmessa dalla coscienza delle persone) con la falsa gravità (l’attrazione del globo).

Autore: Davide Morana