Decifrazione del libro di Zaccaria in sintesi

Il libro si divide in due parti: prima parte Proto-Zaccaria (capitoli 1-8), che rappresenta il progetto di andata, e i capitoli successivi. La prima sezione contiene otto visioni notturne che descrivono il passaggio dalla comunicazione verbale a quella mentale.

Le Otto Visioni

1. I cavalli tra i mirti: I cavalli (dal greco hippos, collegato all’ippocampo) simboleggiano il cervello e la comunicazione.

Il mirto (fecondità), richiamando il nome ebraico (Adassa), di Ester, indica il cambiamento della provenienza della coscienza dall’anima al cervello, portando alla falsificazione della percezione della realtà.

Questo concetto si ricollega ai carri del capitolo 6 e ai cavalli dell’Apocalisse: in Zaccaria indicano il progetto di andata, mentre nell’Apocalisse e in Gesù Cristo rappresentano il progetto di ritorno. Nei Vangeli, la presenza degli asini (prima due, maschio e femmina, poi un puledro) non va intesa fisicamente ma, sempre tramite il richiamo a hippos, indica il cambio di coscienza della persona che diventa degenerativa.

In Zaccaria, i colori dei cavalli partono dal rosso, passano a bianco che è il progetto di Andata. Invece nell’Apocalisse incomincia col bianco e finisce con il verde pallido, verdastro. Il verde indica il compimento. Legata alla natura per indicare la falsificazione della percezione della realtà

 In Zaccaria 6, i quattro carri che escono da due monti di bronzo. Il bronzo indica il numero 11 e indica la separazione.

2.Le quattro corna e i fabbri.
Le corna rappresentano il potere generatore delle persone (come l’Aleph in Elohim), acquisito da Dio-Satana e reso degenerativo. Il numero 4 indica la testa cioè il cambio di coscienza.

I fabbri simboleggiano la fusione e la separazione: la separazione dal Generatore di Vita per coloro che sono in unione con esso, e l’unione con Dio-Satana.

3. L’uomo con la corda da misurare: Gerusalemme, descritta senza mura, non è un luogo fisico ma indica l’apertura del  progetto degenerativo. Le nazioni non sono posti geografici, ma la coscienza delle persone.

4. Giosuè sommo sacerdote: Giosuè (Yahshua) rappresenta il progetto di andata. L’accusa di Satana non è morale, ma indica la trasmissione del progetto; la purificazione e il cambio di vesti simboleggiano il passaggio al progetto di ritorno.

5. Il candelabro e i due olivi.
La Menorah (sei luci più una centrale) indica la presa dell’Io, collegata al numero 6, che conduce alla falsificazione della percezione della realtà. I due olivi (olio/luce) mettono in evidenza il progetto di Dio-Satana.

6.           Il rotolo volante: Il rotolo con segni scritti rappresenta la trasmissione tramite comunicazione verbale. Il “segno” (simbolo) indica il cammino in avanti e la presa della ragione dell’Io.

7.           La donna nell’efa: La donna (empietà) è il progetto di andata; l’efa è il contenitore di coscienza. La misura di 35 litri (3+5=8) rimanda al 53, l’anno dell’apertura del portale. Il coperchio di piombo sigilla il contenuto, indicando il giudizio come separazione e il cambio dalla forza peso (trasmessa dalla coscienza) alla falsa forza di gravità.

8. I quattro carri. Il numero 4 indica la testa e il dominio della coscienza di diio satana. I carri rappresentano la persona che diventa mezzo, ossia strumento di Dio-Satana. Collegati ai quattro venti, simboleggiano la trasmissione del progetto ai «quattro angoli della terra», cioè in tutto il mondo, e sono associati ai quattro cavalli dell’Apocalisse.

Conclusione.
La narrazione si conclude con l’annuncio del Germoglio (Netzer), collegato a Gesù Cristo, che in codice rappresenta il talamo.

Il progetto si compie con la morte e la resurrezione di Gesù Cristo, nella Pasqua: qui avviene il cambio di coscienza, la morte coscienziale e l’unione con Dio-Satana per coloro che sono da lui presi.

Decifrazione del libro di Zaccaria (Seconda parte: Deutero-Zaccaria)

La seconda parte del libro (capitoli 9-14), detta Deutero-Zaccaria, contiene profezie messianiche che indicano il ritorno ed è strettamente collegata ai Vangeli.

Capitolo 9: L’ingresso del Re e il simbolismo dell’asino Il capitolo contiene oracoli contro le nazioni e descrive l’ingresso del re umile sull’asino (9:9), citato nei Vangeli per l’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Il simbolismo dell’asino, puledro e cavallo rimanda al termine greco hippos (“cavallo”), collegato all’ippocampo e al talamo. Questo richiama il cambiamento della provenienza della coscienza: dall’anima si passa falsamente al cervello, causando la falsificazione della percezione della realtà.

Nei Vangeli i dettagli variano: Matteo menziona un’asina e un puledro, Marco e Luca un puledro, Giovanni solo un puledro citando Zaccaria. In Matteo, la presenza di entrambi ha un significato codificato: l’asina rappresenta il principio femminile e la dimensione materica, mentre il puledro (mai cavalcato) rappresenta il progetto di comunicazione mentale. Lo “slegare” il puledro simboleggia l’attivazione della trasmissione. Secondo il codice, alla fine i due animali si fondono in un unico puledro: un essere unificato, veicolo del cambiamento di coscienza e dell’unione a Dio-Satana, che trova compimento nella Pasqua.

Capitolo 11: Il pastore rifiutato Si fa riferimento al pastore buono che viene rifiutato, questo indica che il progetto di ritorno ancora non è compiuto e ai 30 sicli d’argento, prezzo del tradimento, simboleggiando la metà del progetto che diventa mezzo, cioè strumento di Dio Satana.

Capitoli 12–14: L’assedio e il Giorno del Signore.
Questi capitoli descrivono Gerusalemme assediata dalle nazioni. L’assedio, analogo alla deportazione, rappresenta la trasmissione del progetto: indica la separazione dal Generatore di Vita e la falsificazione della percezione della realtà indotta da Dio Satana.

Questo processo è indicato con il «Giorno del Signore», che rappresenta il compimento, collocato simbolicamente nel 182° anno.

Sintesi finale La struttura del libro riflette la sequenza del progetto: i capitoli 1-8 riguardano la ricostruzione del tempio (progetto di andata), mentre i capitoli 9-14 rappresentano il secondo tempo del Messia (progetto di ritorno). Tutto conferma che, dopo il 182esimo anno, avviene la creazione della rete di coscienza e del sistema di controllo mentale per la falsificazione della percezione della realtà.

Autore: Davide Morana