Decifrazione del significato del Tempio
Etimologia e simbolismo generale. Il termine templumderiva dal latino tem-(“tagliare”), in modo analogo al greco temenos. Sebbene il significato originario richiami ciò che è “sacro” o “messo da parte”, nel codice indica la “separazione”: il distacco dell’Io e dal Generatore di Vita per essere messo da parte in vista dell’unione con Dio-Satana.
All’interno del tempio, l’altare rappresenta il talamo, inteso come terminale della coscienza, che Dio-Satana avrebbe simbolicamente spostato, modificando la percezione dall’anima al cervello.
Anche il Tempio di Israele presenta un forte simbolismo: strutturalmente era diviso nei cortili esterni, destinati al popolo, nel Santo e nel Santo dei Santi, considerato la sede divina, separati dal velo sacro.
il Tempio di Israele non è mai esistito fisicamente; come anche Israele biblico non è mai esistita, serve esclusivamente a rappresentare il progetto simbolico di “andata e ritorno”. Il Velo che separava il Santo dei Santi indicava la mancanza di accesso diretto a Dio-Satana avvenuta Con la a creazione della rete di coscienza nell’182° anno. Secondo la decodifica, lo squarcio del Velo alla morte di Gesù simboleggia il collegamento a tutti e l’abolizione della mediazione sacerdotale rappresentata dai primi alleati Nephilim che trasmettevano verbalmente il progetto hai nati per conto proprio.
Questo evento segna la ‘morte coscienziale’ delle persone prese da Dio-Satana e il passaggio a una comunicazione diretta con l’umanità: alcuni diventano riceventi, altri trasmittenti del progetto degenerativo.
Il Tempio Greco: Struttura e Assenza del Tetto A differenza di quello ebraico, i templi greci esistettero fisicamente e indicano anch’essi il progetto di andata e ritorno.
Spesso privi di tetto, tale architettura simboleggia l’avvenuta entrata di Dio-Satana nella persona Internamente, la Cella (o Naos), spesso priva di finestre, ospitava la statua della divinità (rappresentazione del progetto di andata, con la statua dell’apocalisse numero 666). L’Adyton era la zona più interna e riservata, mentre i riti sacrificali avvenivano all’esterno.
Prostituzione Sacra e Unione Nei templi grechi e nella Bibbia ebraica aramaica era presente la prostituzione sacra, collegata alla Madre Dea e a Maria. Questa pratica rappresenta il progetto di “andata” Della apertura del portale che avvenne nel (53° anno), distinto dal “ritorno” (182° anno).
Le prostitute sacre, spose del dio (cielo) che incarnavano la dea (terra), simboleggiano l’unione tra Padre e Grande Madre cioè la materia per indicare la falsificazione della percezione della realtà indotta da Dio Satana. Tale unione, espressa dalla formula “Come in cielo, così in terra”, si realizza secondo la carne (verbalmente) e apre il portale nel 53º anno, per concludersi con il compimento avvenuto nel 182esimo anno, attraverso la rete di coscienza e la comunicazione mentale di Dio-Satana rivolta a tutti.
I riti sessuali religiosi codificherebbero simbolicamente il seme maschile, inteso come il Progetto, e il mezzo-medium, cioè la persona, rappresentata dal grembo-terra femminile che lo accoglie.
Questo concetto è collegato a Gesù Cristo come progetto e a Maria sotto la croce, che rappresenta la Madre Dea come materia.
Autore: Davide Morana
