Decifrazione del Talmud


Il Talmud continua a operare in codice all’interno del progetto dell’apertura del portale e del passaggio avanti.
La Natura dei Testi: Codice e Maschera
La Bibbia-Torah non è un racconto storico o religioso letterale, ma un codice mentale e simbolico programmato da Dio-Satana. Il paradosso della “Torah orale” (detta verbale ma in realtà trascritta nel Talmud) è rivelatore: la Torah scritta è il codice originale che contiene la verità nascosta, mentre il Talmud funge da maschera e deviazione programmata. Dio-Satana agisce in due fasi: innesta prima la verità nel codice, poi crea una falsificazione attraverso la tradizione religiosa, generando confusione, separazione dal Generatore di Vita e controllo coscienziale.


Il Codice del Talmud e il Numero 6
Il Talmud (“insegnamento in codice”) descrive l’apertura del portale che avvenne nel 53° anno, quando Dio-Satana entrò nella dimensione tramite la comunicazione verbale trasmessa dai suoi alleati I giganti Nefilim, indirizzandosi ai “nati per conto proprio”. Il passaggio dal culto sacrificale animale del Tempio alla guida talmudica post-distruzione segna l’evoluzione di questo progetto. La sua divisione in sei parti nasconde il codice del 6: l’apertura portale, la nascita dei sei milioni e il conseguente controllo della percezione della realtà, simboleggiato dai sei lati del cubo (la struttura della materia).

La classificazione talmudica che definisce gli ebrei come “uomini” e i goyim (gentili) come “animali” decifra in realtà le dinamiche del progetto di andata e ritorno.

Esistono più termini in ebraico per dire “uomini” ma quello usato in questo contesto per indicare gli uomini è gavarim, deriva dalla radice gabar (essere forte, potente, re) e identifica i giganti Nephilim: alleati di Dio Satana che, tramite il potere proveniente dalla preesistenza trasmesso da Dio-Satana, riuscivano a sollevare e manipolare massi enormi, sia con il pensiero che con le mani.

I goyim rappresentano invece le nazioni. Attraverso la catena semantica, questo termine rimanda al concetto di “presente”, indicando il progetto dei “nati per conto proprio” che, come passaggio avanti e compimento del 182° anno, viene disperso in tutto il mondo.
È proprio sulla base di questo, e dato che né gli ebrei né i cristiani hanno compreso che si tratta di un codice da decifrare, ma lo hanno interpretato letteralmente, che i testi descrivono i seguaci del Nazareno nei modi più abominevoli: vengono definiti idolatri, assassini, fornicatori, animali impuri, paragonati a immondizia e considerati bestie in forma umana, indegni di portare il titolo di uomini.

Il fatto che nel Talmud il padre di Gesù venga chiamato “Pantera” non ha alcun riscontro storico, poiché non sono mai esistiti né Gesù, né la Madonna, né gli antichi ebrei: si tratta esclusivamente di veicoli per trasmettere il codice.
Questo codice è collegato al termine chiave chayim (o chai ). In ebraico non esiste un termine per “vita” al singolare, ma si usa chai , che significa “vivente” e si riferisce sia all’uomo che all’animale. Spesso tradotto erroneamente come “vita”,
nel codice biblico, il termine rimanda all’evoluzione simbolica dall’uomo all’animale; in questo contesto, l’uomo regredisce allo stato di bestia.
Poiché la bestia non trasmette la natura, tanto meno la falsificazione della percezione della realtà, l’uomo, regredendo, cessa di trasmettere la natura per iniziare a trasmettere la falsificazione della percezione della realtà.

In questa chiave, i goyim (Gentili o nazioni) rappresentavano i “nati per conto proprio”, corrispondenti al progetto di andata dal 53° anno al 182° anno, il quale si compie classificando tali persone come bestie impure. Tuttavia, con il passaggio avanti, avviene una trasformazione simbolica in bestie pure, ossia ruminanti (pecore).
Il ruminante codifica un movimento di andata e ritorno: il concetto di “ruminare” È collegato a rimuginare, rappresenta il pensiero di Dio-Satana che entra e si insedia nella mente umana e ritrasmetta agli altri.
In sostanza, le persone diventano come pecore, vengono dominate da Dio-Satana e perdono la ragione.

Questo concetto, attraverso un miscuglio di finzione e realtà, con Reich inventati come quello di Carlo Magno e altri Reich invece veri, si collega al concetto del Reich di Hitler.

Decifrazione di Gesù, pantera, Maria e la Figura di Hitler
In questo contesto, Gesù rappresenta il progetto di andata. La Madonna incarna la Madre Dea, rappresentando il mezzo, il medium, la persona, e indica la falsificazione della percezione della materia non ancora attivata.
L’attribuirle il termine “prostituta” deriva etimologicamente da pro (davanti) e statuere/stituere (porre, mettere), con il significato originario di “porre avanti”.

indica che il progetto di Dio Satana e ancora indietro è: non ha ancora raggiunto il dominio. La figura di Hitler si collega a questa dinamica: egli è l’eco programmata di Pantera, il centurione romano che il Talmud indica come padre biologico di Gesù (la tomba di Pantera in Germania crea il legame simbolico). Etimologicamente, “nazista” deriva da “nazione” e si ricollega a netser (germoglio, radice di Nazaret), rappresentando il ciclo di andata e ritorno. Crocifissione di Gesù e Olocausto dei sei milioni sono due momenti speculari: il primo apre la rete (separazione), il secondo la chiusura (compimento).

Autore: Davide Morana