Decifrazione della legge e la Grazia di Paolo
Nel quadro biblico ciclico, anche Paolo, mai esistito storicamente — già Saulo e ponte tra Saul del Vecchio con il Nuovo Testamento — rappresenta l’apertura del passaggio: il progetto di andata e il progetto di ritorno.
Il suo insegnamento su “sotto la Legge” e “sotto la Grazia” descrive l’apertura del portale dell’andata e il successivo passaggio avanti, cioè la Pasqua.
La Legge mosaica esprimeva:
Legge → condanna, schiavitù al peccato.
Il peccato (amartía) significa “non centrare il bersaglio”: non compiere il progetto di andata, la comunicazione verbale in cui Dio-Satana è dietro ai suoi alleati e non ha ancora il dominio della coscienza delle persone.
La Legge corrisponde alla comunicazione verbale nata nel 53º anno, collegata alla Torre di Babele, che indica il cambiamento di coscienza, e alla circoncisione, simbolo della struttura verbale materiale.
La Grazia → perdono, indica la nuova identità degenerativa di Dio Satana.
Nella decifrazione in codice, salvezza non significa liberazione, ma perdita di coscienza: Yah‑shu’ah = “presenza‑apertura”, cioè apertura del progetto degenerativo di Dio‑Satana.
La Grazia, invece, appartiene alla catena semantica da grazia alla parola “dono”. Il dono significa presenza. La presenza è collegata al verbo “essere”.
L’essere è collegato al verbo Hayah di Yahweh, che deriva dal verbo essere e indica la presenza di Dio-Satana nella dimensione, ovvero l’esistenza del progetto di Dio-Satana dalla preesistenza.
Per “fede nella grazia di Dio in Gesù” indica lo svelamento del progetto. “Fede” deriva da alétheia, svelamento: è la rivelazione del progetto degenerativo di Dio‑Satana, che permette di ricevere la “grazia”, cioè la presenza stessa del progetto.
Essere in Cristo significa entrare nella struttura del passaggio: la morte sulla croce rimuove il “peccato di Adamo”, cioè il progetto di andata.
Dopo il 182esimo anno si forma la rete di coscienza e la falsificazione della percezione della realtà, cioè il sistema di controllo mentale indotto da Dio Satana.
Questa fase viene chiamata Grazia: la presenza attiva del progetto nella rete di coscienza.
Il progetto biblico comprende l’andata e il ritorno. L’andata è trasmessa dal patriarcato tramite gli “Ebrei”, intesi non come popolo storico, ma come struttura del progetto di andata.
Il ritorno è rappresentato dagli Ebrei sionisti ed è portato dal concetto di Gesù Cristo: la sua morte sulla croce simboleggia la morte coscienziale delle persone prese da dio Satana.
Quando Paolo afferma che “né ebrei né gentili sono salvati”, indica che nessuno cambia coscienza per nascita o per appartenenza: “nascita” significa nascita del progetto di andata, indica l’apertura del portale.
La salvezza avviene solo con la morte simbolica di Cristo, cioè la Pasqua, che riattiva il progetto di ritorno e richiama il progetto di andata degli alleati di Dio‑Satana, i Nefilim, che aprono il portale al 53º anno.
Paolo ribadisce che la salvezza non dipende dall’etnia, ma per fede, in greco alétheia, svelamento, cioè la rivelazione del progetto degenerativo di Dio Satana. Lo svelamento permette di ricevere la grazia, che è la presenza del progetto.
Nei Vangeli, Gesù prepara questo passaggio:
- Giovanni 1:17 — Legge tramite Mosè, Grazia e Verità tramite Cristo.
- Matteo 5:17 — non abolisce la Legge, ma la compie: rivela il peccato e apre la via alla grazia cioè la presenza del progetto degenerativo.
- Nell’Ultima Cena viene annunciato il nuovo patto, che indica il passaggio dalla Legge alla Grazia, ovvero la presenza del progetto di Dio-Satana.
- Questo simboleggia il passaggio dall’apertura del portale, avvenuta nel 53° anno, al compimento nel 182° anno con la Pasqua.
In base al codice la spiegazione di Paolo indica che Adamo e Cristo rappresentano i due tempi del progetto: l’andata e il ritorno. Con Adamo entra il peccato, che non è morale, ma indica il progetto di andata.
Con Cristo, invece, il peccato di Adamo viene rimosso attraverso la morte sulla croce, che non è una morte fisica, ma la morte coscienziale delle persone: è il compimento del progetto di ritorno.
Il centro del Vangelo secondo Paolo è questo: da Adamo, progetto di andata, alla morte coscienziale di Cristo, progetto di ritorno. Questo ritorno si accetta attraverso la grazia, cioè attraverso l’Eucaristia. L’Eucaristia non è il ricordo della morte di Gesù, ma la rappresentazione della morte coscienziale della persona. L’altare è il talamo, il terminale della coscienza.
Accettare la morte di Cristo significa accogliere l’idea che il Generatore di Vita abbia voluto questo destino. Ma non è così: è Dio‑Satana ad aver elaborato il progetto degenerativo.
Se si crede che tutto questo provenga dal Generatore di Vita, si diventa complici della falsificazione e ci si separa dal Generatore di Vita e dalla natura, smettendo di trasmettere la vita e accogliendo invece il progetto degenerativo di Dio-Satana.
Autore: Davide Morana
