Decifrazione della Meditation Room
La “Meditation Room” del Palazzo delle Nazioni Unite a New York, fortemente voluta da Dag Hammarskjöld, è decifrata come una struttura programmata da Dio/Satana e contenente simboli intenzionali.
L’accesso attraverso due porte vetrate simboleggia il numero due, in base al codice è decifrato come il progetto diviso in due tempi dell’apertura del portale nel 53° anno e il passaggio avanti nel 182° anno. Il progetto, che successivamente diventa uno come unione a Dio Satana, conduce alla perdita della coscienza generatrice.
La stanza, a forma di piramide tronca — riferimento simbolico alla Torre di Babele e al cambiamento di coscienza — presenta misure che, secondo il codice, assumono un valore numerologico.
Le misure interne, considerate in piedi, richiamano i numeri 9 e 3: il 9 è associato al 666, mentre il 3 rappresenterebbe la metà, cioè il ‘progetto e mezzo’, inteso come medium per la persona.
La struttura occuperebbe inoltre 18 m². Il numero 18, ridotto numerologicamente a 9, richiamerebbe il concetto del 666, decifrato come la nascita delle persone destinate al completamento del 666 stesso. Secondo questa lettura simbolica, il 9 governerebbe anche il ciclo geometrico: gli angoli fondamentali — 90 gradi, 180 gradi, 270 gradi e 360 gradi — si ridurrebbero tutti a 9, indicando l’apertura del portale e il collegamento con la preesistenza.
L’opera murale di Bo Beskow raffigura 72 figure (anch’esse riconducibili al 9) e integra geometria sacra e simboli occulti, come il serpente, il triangolo, la falce e la spirale phi. Il dipinto, attraverso riferimenti a galassie e universo, è decifrato come un’allusione alla falsificazione della percezione della realtà, sovrapponendo l’illusione del sistema solare alla luce originale del Generatore di Vita.
Al centro poggia un blocco di minerale di ferro a sei lati, del peso di 6,5 tonnellate, che è decifrato come un riferimento all’undici che si riduce a due, simbolo della separazione dell’Io.
Questa pietra, insieme al suo significato simbolico, è riconducibile a un altare di pietra scura, in cui l’‘altare’ viene associato al talamo e quindi al cambiamento della coscienza umana.
Il blocco di ferro a sei lati indica simbolicamente il cubo, inteso come struttura della materia, a rappresentare una falsificazione della percezione della realtà, mentre il ferro rappresenta il cambiamento di provenienza del campo elettromagnetico.
L’origine interamente svedese dell’opera (ideatore, pittore e materiale) è simbolica: “Scandinavia” è legata all’antico Skaðin-awjō, interpretato come “isola del danno”, confermando la natura degenerativa del progetto.
“Il concetto della Meditation Room evolve la meditazione da una visione orientale a una occidentale, mirando all’alterazione della coscienza. Tuttavia, per accedere ai livelli di consapevolezza già custoditi in noi attraverso millenni di apprendimento dell’invisibile, non è necessario ricorrere alla meditazione intesa come stato di trance; questa, infatti, implicherebbe l’unione con Dio Satana. La vera necessità è invece ‘prendere coscienza’ della totalità dell’esistente per discernere la verità in essa.
Autore: Davide Morana
