Decifrazione dell’Età dei Metalli

L’età dei metalli, che storicamente ha segnato lo sviluppo umano, corrisponde in codice all’apertura del portale e al passaggio avanti. La sequenza inizia con l’Età del Rame (e gli altri metalli nativi come oro e argento) e si sviluppa secondo precise chiavi numerologiche:

Rame e Bronzo: In ebraico, il rame ha valore 20, che riduce a 2, indicando la separazione del progetto nei due tempi. Nella Bibbia, rame e bronzo sono spesso indicati con la stessa parola.

Il concetto di separazione è collegato al serpente di Mosè, poiché il bronzo, una lega di rame, simboleggia l’apertura del portale, a sua volta associata a Gesù Cristo.

In Giovanni 3:14-15 si legge: “E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.”

Questa frase indica il passaggio dal progetto di andata, rappresentato da Mosè, al progetto di ritorno, rappresentato da Gesù Cristo.

Per “vita eterna” non si intende un’esistenza infinita, ma il termine ebraico olam, cioè il ciclo. In questo modo, alle persone viene trasmesso il concetto del ciclo di mille anni, collegato al progetto di Dio-Satana.

Si passa poi all’Età del Ferro, il cui valore numerico è 14 (ridotto a 5), ​​che significa “metà e mezzo”, ovvero il medium (la persona).

Questa progressione dei metalli  rispecchia la simbologia   della statua di Daniele, che parte dall’oro della testa per terminare con il ferro mescolato alla creta dei piedi, cela un significato nascosto. Il termine “statua” è legato al concetto di immagine citato in Genesi 1,26; l’immagine di Dio-Satana si collega alla parola ebraica zelem , che significa statua, immagine e ombra, ovvero una copertura che proietta la persona nell’oscurità del progetto degenerativo diventando l’immagine di Dio.

Questa simbologia si ricollega alle bestie descritte nel libro di Daniele e nell’Apocalisse 13, in particolare alla bestia con il numero 666, che corrisponde a un “nome d’uomo”. In ebraico, la parola shem (nome) ha un valore numerico pari a 9, identico a quello di chai (vivente). È fondamentale notare che chai non indica la “vita” in senso assoluto, poiché in ebraico tale termine non esiste al singolare. Questo è significativo: la vita è generata solo dal Generatore di Vita, mentre Dio Satana non ha vita propria e non genera nulla.

Il metallo è legato al concetto di fusione, il quale possiede una doppia funzione: separazione (la fusione estrae e separa i metalli, simboleggiando il distacco del progetto e delle persone dall’Io) e unione (intesa come unione con Dio-Satana tramite il cambio di coscienza). Etimologicamente, il termine “metallo” significava “cava” o miniera; la cava indica il progetto di ritorno, dove ciò che viene estratto (il minerale) rappresenta il progetto e la cava stessa il mezzo.

La parola “fusione” è collegata a “getto”. La statua di getto (metallo fuso) simboleggia la fusione come unione e separazione simultanea. Nel codice cifrato, ciò rappresenta la separazione dal Generatore di Vita e l’unione con Dio-Satana, segnando un passaggio “indietro” (cambio di coscienza), uno schema che rispecchia la morte e resurrezione di Gesù (morte dell’Io e rinascita in uno stato degenerativo).

Il significato di “getto” si collega alla sua volta ai termini “parola” e “parabola”. “Parabola” ( paraballō ) significa parola ed è collegata a “simbolo” ( symballō , “mettere insieme”) e “diavolo” ( diaballō ). “Diavolo” significa “ingannatore” o “separatore” (dal greco dia , attraverso, e ballō , movimento/motus, connesso alla ragione).

Il concetto di ballo rappresenta la separazione e il passaggio “avanti”, che nella Bibbia è simbolicamente collegato alla Pasqua: Dio Satana con ballo passa avanti, ottenendo il dominio della coscienza delle persone. Inizialmente, nel 53° anno, Dio era “dietro”, operando attraverso i suoi alleati Nephilim. Dopo 182°) anno, con la creazione della rete di coscienza (comunicazione mentale), Dio passa “avanti”. Questo passaggio (Età) è collegato alla fusione e agli altri simboli descritti. Le parole stesse, come i simboli, sono rappresentazioni visive del linguaggio.

La parola “getto” è collegata al progetto di “avanti”, indicando il cambio di coscienza indotto da Dio-Satana, e si lega a sua volta al termine “ghetto”.

Gli ebrei in Germania abitavano nel ghetto, che simbolicamente rappresenta una fonderia per questo mutamento di coscienza.

Il ghetto ebraico simboleggia un progetto “messo in sospeso”: dall’apertura del portale nel 53° anno al passaggio avanti avvenuto nell’182° anno intercorrono 129 anni di sospensione. La parola “ghetto” è legata a “getto”, che significa “avanti” e indica il dominio della coscienza da parte di Dio-Satana, il quale “passa avanti” prendendone il controllo.

Simbolicamente, il ghetto dove abitavano gli ebrei in Germania rappresenta una fonderia (getto) e una fusione, intese come le due funzioni complementari: la separazione dal Generatore vita e l’unione con Dio-Satana.

Simbolicamente L’Olocausto ne segna il compimento. I “sei milioni” costituiscono un codice per il completamento del 666 e la creazione della rete di coscienza; secondo il principio di verità, questa cifra apparve in molte pubblicazioni ben prima di Hitler. Tale evento chiude il progetto e prepara il ritorno, segnato dalla migrazione degli ebrei in Palestina.

In questo contesto,  i 6 milioni di ebrei  non rappresentano  persone fisiche, ma un concetto biblico in codice utilizzato per veicolare il progetto.

Infatti, secondo il codice, il termine ebraico ivrit, che significa “attraversare” o “passare avanti”, rappresenta il “progetto proveniente dalla preesistenza” e indica l’entrata di Dio-Satana nell’esistenza. Questo concetto è collegato alla parola Yahweh, che significa il verbo “essere” e indica la sua presenza in questa dimensione.

Autore: Davide Morana