Decifrazione in sintesi Genesi 11:10 non descrive  una discendenza biologica

Genesi 11:10, non descrive  una discendenza biologica, ma la trasmissione di un codice. Il termine “toledot” significa storia del progetto, non semplice genealogia. Sem rappresenta la linea del codice interiore, il numero 100 indica compimento e i “due anni dopo il diluvio” segnalano una fase di sospensione. Arpacsad è il veicolo attraverso cui questo codice continua. È un punto chiave nella genealogia simbolica: da lui nascerà Eber, da cui deriva il termine “Ebreo”, che significa “colui che passa, aldilà”. Questo passaggio indica la transizione dalla preesistenza all’esistenza, un portale di coscienza.

Le variazioni d’età tra il testo masoretico e la Settanta (ad esempio, l’aggiunta di 100 anni) rappresentano simbolicamente il numero 1, rappresenta il primogenito e il progetto che si fa mezzo. Il primogenito diventa così forza generativa delle persone; tale forza, dopo il dominio, viene acquisita da Dio-Satana.

La genealogia non è dunque una cronaca storica, ma una costruzione simbolica fondata su cicli coscienziali.

I “due anni dopo il diluvio”, associati al numero 2, rappresenta la divisione del progetto in due tempi: un primo tempo, nel 53esimo anno, con l’apparizione iniziale della Luna e della costellazione di Orione. Nella mitologia e nell’astronomia, Orione è il gigante cacciatore raffigurato nel cielo notturno; nel codice, questa figura simboleggia l’era dei giganti che precede il 182° anno, momento in cui farà poi la sua comparsa il Sole con l’intero sistema solare.

Il Sole, le stelle e i pianeti sono posti in sovrapposizione all’illuminazione già esistente, generata dal Generatore di Vita. L’illuminazione originaria, priva del Sole, luna, stelle e pianeti, nasce dalla fusione dei colori, che generano ancora oggi, luce e tempo in modo naturale. Tutto avviene attraverso i livelli di sviluppo, che sono la materializzazione del Generatore di Vita. I due tempi del progetto segnano una separazione dell’Io, inteso come coscienza. La divisione si manifesta dopo il 53esimo anno, con un intervallo di 129 anni di sospensione: il progetto è avviato, ma la rete di coscienza non è ancora compiuta. Il compimento avviene nel 182esimo anno, in corrispondenza della Pasqua, quando i due tornano a essere uno: l’unità indica il dominio di Dio-Satana sull’Io della persona. Questo concetto avviene ancora oggi.

La genealogia da Sem a Terach segue uno schema numerico e simbolico. Ogni patriarca è associato a un numero da 1 a 10, con il 10 legato alla lettera ebraica Yod. Le differenze di 100 anni tra le due traduzioni rivelano un codice basato sull’unità originaria del progetto e sugli “alleati”. Questo sistema numerico costruisce la struttura del progetto  dell’apertura del portale e passaggio avanti, cioè andata e ritorno.

La decifrazione dei nomi e delle età serve a tracciare la progressione del progetto coscienziale, che si articola in fasi di compimento, pausa, divisione e ritorno. Ogni patriarca non rappresenta una persona, ma una funzione nel ciclo del codice.

La sequenza da Sem ad Abramo rappresenta fasi del progetto coscienziale. Sem è l’inizio e il collegamento con l’aldilà. Arpacsad esprime la continuità. Selah indica una pausa e un progetto in sospeso. Cainam, presente solo nella settanta e nel Vangelo di Luca, simboleggia una funzione di transizione in attivazione.

Eber è il simbolo del passaggio dalla preesistenza all’esistenza. Le differenze di Eber tra masoretico e settanta  mostrano che,  masoretico sul lato dei “figli e figlie”, il numero 34 si riduce a 7 (cessazione) e su lato della settanta, 37 si riduce a 10, (progetto). Dalla preesistenza entra il progetto: dai figli, che simboleggiano gli alleati, alle figlie, che rappresentano i nati per conto proprio.

 Peleg rappresenta la divisione, legata alla Torre di Babele e alla separazione delle lingue e delle coscienze. Reu esprime connessione. Serug indica la continuità. Nacor rappresenta una pausa e Terach una ripresa.

Il più 100 tra i testi masoretico e settanta indica il ritorno del progetto agli alleati e il compimento del ciclo. Questo ciclo si articola in progetto, mezzo, riflesso e ritorno.

La differenza in Nacor, ottavo patriarca: il numero 29 si riduce a 11, e il 2 indica separazione, trasformandosi in “figli e figlie”. Il numero 79 si riduce a 16, che a sua volta si riduce a 7, simbolo di compimento.

Genesi 11 26, introduce Terach, che genera Abramo, Nacor e Aran: essi rappresentano rispettivamente il progetto, il mezzo in sospeso e il mezzo passante. Il numero 70 anni di Terach è simbolo di preparazione e segna l’inizio del nuovo ciclo del patto.

Genesi 11 27, introduce la discendenza di Terach come inizio di un nuovo ciclo coscienziale. Il termine “Toledot” non indica  genealogia, ma sviluppo di un progetto. I tre figli di Terach rappresentano diverse funzioni del progetto: Abram simboleggia l’andata e il ritorno verso il compimento, Nacor il mezzo in sospeso, e Aran il mezzo che traghetta il codice dalla preesistenza all’esistenza. Lot, figlio di Aran, rappresenta una deviazione funzionale al compimento del progetto, come mostrato nella distruzione di Sodoma.


La Bibbia è un codice costruito in modo che ogni racconto indichi contemporaneamente l’andata e il ritorno del progetto, le sue due funzioni, che corrispondono ai due tempi o ai due lati del ciclo.

Attraverso il testo intrecciato, il contesto del racconto, le lettere finali, le traduzioni e la ghematria, ogni versetto annuncia nello stesso momento sia il movimento di andata sia quello di ritorno, cioè il compimento. Dio-Satana lo dichiara in Isaia 46:10: “Io annuncio la fine sin dal principio.”

Il racconto evidenzia come la Bibbia utilizzi simboli provenienti da antiche civiltà (lingua, geografia, personaggi) per trasmettere un codice di natura coscienziale e mentale, degenerato di Dio-Satana. Questo codice si articola in fasi di andata, sospensione e ritorno, riflettendo un progetto ciclico di controllo e di unificazione mentale su scala totale.

L’uscita da Ur dei Caldei rappresenta simbolicamente il momento in cui il progetto, proveniente dalla preesistenza di Dio-Satana e trasmesso dagli alleati — i Nefilim o “giganti” — passa ai nati per conto proprio, diventando esistente.
Questo avviene attraverso il passaggio ciclico da Carran a Canaan con Abram, simbolo del trasferimento della coscienza e dell’inizio dell’attuazione del progetto.

Il passaggio segue il ciclo dell’apertura del portale e del passaggio avanti (andata e ritorno), attraverso una trasmissione prima mentale e poi verbale.
Tutta la narrazione biblica segue questo schema simbolico: progetto → mezzo → riflesso → ritorno.

Questo processo si compie in un unico istante mentale con l’apertura del portale nel 53º anno, trovando il suo compimento nel 182º anno, con la creazione della rete di coscienza.

Gli alleati e i nati per conto proprio rappresentano due configurazioni coscienziali — intercambiabili e simboliche — che non corrispondono a ruoli biologici, ma a funzioni mentali all’interno della narrazione codificata.

Terach simboleggia l’origine del progetto.

Decodifica di Genesi 11:28 (La Morte di Aran) Il verso “Aran morì alla presenza di suo padre Terach in Ur dei Caldei” nasconde un codice numerologico  coscienziale non spaziale:

Alla presenza significa “davanti”: indica che il progetto è avanti rispetto a Dio-Satana, riferito alla fase coscienziale di andata con la comunicazione verbale, dopo il 182esimo anno, con la creazione della rete di coscienza, Dio-Satana passa avanti acquisendo il dominio sulla coscienza delle persone. Di conseguenza, le persone passano indietro, perdendo il controllo della loro coscienza.

Genesi 11:28 nasconde un codice: la “morte” di Aran non è fisica. La parola morì, secondo il valore numerico, corrisponde al 15, che si riduce a 6, indicando la nascita dei 60.000 e l’apertura del portale.

Aran che rappresenta Carran: con la morte simbolica indica  il punto di transizione e trasmissione dalla preesistenza all’esistenza dopo la nascita dei sessantamila.

Ur non è un luogo geografico, ma un simbolo della preesistenza, rappresentata come la terra degli alleati — gli Annunaki o Nefilim giganti.

Carran, dove Terach si ferma, indica il punto di trasmissione del progetto al figlio Abram, che con il passaggio a Canaan inaugura un nuovo ciclo.
Questo momento rappresenta la transizione del progetto dalla preesistenza all’esistenza.

Terach muore a 205 anni, numero che, sommato (2 + 5), dà 7: simbolo di cessazione, inizio del ciclo e compimento, collegato alle lettere di sospensione phe e samekh.
Il sette racchiude in sé i due tempi del progetto, rappresentando il passaggio ai Nefilim, i “giganti” — non di statura, ma di potere mentale — cioè gli alleati di Dio-Satana.

Il viaggio verso Canaan segna l’attuazione del progetto, la fase dei nati per conto proprio. Prima di questa trasformazione, il progetto viene trasmesso agli alleati, rappresentati da Carran collegato con Ur, simbolo del punto di preparazione.


In questo schema, Carran rappresenta Haran, il punto di transizione in cui cambia con Abram, poiché i fratelli simboleggiano il progetto e risultano intercambiabili nelle loro funzioni. Canaan, invece, rappresenta i nati per conto proprio che, uniti agli alleati, costituiscono l’ingresso definitivo nell’esistenza

Abram, inoltre, è legato simbolicamente ai Giganti, Nefilim, Anunnaki. L’invenzione della sua origine da “Ur dei Caldei” lo connette alle civiltà antiche come i Sumeri, shinear. Babele, anch’esse inventate, associati agli esseri che “scendono dal cielo” Anunnaki, indicando un codice proveniente dalla preesistenza cioè l’aldilà.

Le guerre di Abram contro i quattro re” rappresentano simbolicamente la diffusione del progetto, esteso a tutta la Terra, infatti quei luoghi rappresentano simbolicamente i 4 angoli della terra.

Nei versetti successivi, le mogli di Abram e Nacor diventano simboli coscienziali. Milca è fertile, rappresenta la fase attiva del progetto (andata, trasmissione verbale), mentre Sarai è sterile, simbolo del progetto ancora sospeso (in attesa della comunicazione mentale). La sterilità o fertilità non è fisica ma indica lo stato coscienziale del progetto. I nomi “Milca” (regina) e “Sarai” (principessa) rappresentano la femminilità coscienziale, pronta a ricevere il progetto. Sarai, ancora incompleta, sarà trasformata in “Sara” per diventare fertile, simbolo della fase finale del ciclo.

Il ciclo del progetto segue un processo di trasmissione dalla preesistenza all’esistenza.
Dio-Satana comunica mentalmente il progetto agli alleati (i Nefilim, giganti), non di statura ma esseri capaci di manipolare la pietra con la mente.

Il progetto, dopo essere stato trasmesso ai nati per conto proprio, avviene la trasmissione del sistema solare. Il Sole viene posto sopra l’illuminazione già esistente, generata dal Generatore di Vita.

Questa fase inizia nel 53° anno e si conclude nel 182° anno, con una sospensione di 129 anni.

Il progetto ritorna istantaneamente e simbolicamente agli alleati, indicato dal passaggio dall’angolo nullo all’angolo giro, rappresentando il passaggio dalla  prima era  alla  seconda era  in attesa di compimento.

Questo ciclo è indicato dall’angolo nullo all’angolo giro e rappresenta il codice che forma un cerchio di 360 gradi: dal punto nullo all’angolo giro, segno della creazione del falso globo e della falsa percezione dimensionale.

Il ciclo si chiude con il ritorno a Oriente (simbolo della preesistenza), realizzando nel 182° anno il collegamento mentale tra Dio-Satana e la preesistenza tramite la rete di coscienza collettiva.

Ciò significa che Dio-Satana è ormai collegato mentalmente a tutta l’umanità, e coloro che vengono presi come suoi alleati possono trasmettere questo collegamento, portando a compimento la falsificazione della percezione della realtà. Questo concetto è indicato attraverso la morte e la resurrezione simbolica e rappresenta il ritorno di Gesù Cristo, il quale simboleggia questo passaggio e indica la morte coscienziale delle persone

Abram prosegue verso Canaan, luogo collegato ai Fenici e agli Aramei, da cui si svilupperà un’evoluzione storica e linguistica che dai Fenici e dagli Aramei passerà ai Greci e ai Romani.

Questo passaggio indica simbolicamente una verità nascosta: la lingua e la cultura da cui è scaturita la costruzione narrativa che ha dato inizio alla storia inventata della Bibbia corrispondono, sul piano simbolico, alla verità espressa dalle religioni.

Questo passaggio segna la transizione da un progetto indicato alla fine del versetto con la lettera Phe, alla sua trasformazione in mezzo, medium, con la lettera Samekh, indicando il compimento in sospeso, preparando così il capitolo 12 e l’inizio di un nuovo ciclo ripetitivo.

Autore: Davide Morana