Decifrazione in sintesi Genesi 13-17

In Genesi 13, come espresso, il ritorno di Abramo dall’Egitto al Neghev non descrive uno spostamento geografico, ma un movimento simbolico indicato dal passaggio dall’angolo nullo all’angolo giro, rappresentando la trasformazione della coscienza.

Il Neghev, pur essendo situato a sud e quindi in posizione più bassa, viene presentato come una “risalita”: un linguaggio che indica non un abbassamento, ma un avanzamento sul progetto coscienziale.

Il termine ebraico Nèghev viene comunemente tradotto come “sud”, ma secondo il codice, non si riferisce a una designazione geografica né a un punto cardinale. Questa traduzione crea confusione, perché in realtà Nèghev indica uno stato di coscienza. “Scendere” in questo contesto significa che Dio Satana  entra nella coscienza dell’uomo.

Un esempio evidente si trova in Genesi 13:1, dove si traduce che Abramo, partendo dall’Egitto, si sia diretto “a sud”. Ma in realtà, seguì un percorso verso nord, fino a Betel.

Genesi 13:1 “Abramo dunque risalì dall’Egitto con sua moglie, con tutto quel che possedeva e con Lot, andando verso  la regione meridionale.”

Il termine Neghev significa “sud” o “mezzogiorno”, ma ha anche i significati di arido, secco, deserto — simboli che, nel codice, indicano uno stato di coscienza disconnesso dal Generatore di Vita.

Dio Satana , per rispettare il principio di verità, deve lasciare indizi logici leggibili tramite il codice, anche se illogici o contraddittori secondo la falsa religione o la tradizione.

Questa confusione è il risultato del concetto di fede cieca e tradizione: si prende per vero ciò che è stato tramandato, senza verificarne il senso reale. Si crede che questi racconti siano storici e che i protagonisti siano realmente esistiti, ma in realtà questa storia non è mai esistita: è una costruzione mentale codificata da Dio Satana il simulatore.

L’Egitto rappresenta l’apertura del portale e il passaggio avanti, ovvero, la Pasqua in sospensione nei nati per conto proprio, mentre il Neghev segna l’inizio dell’ingresso nel mezzo, ossia nella persona.

Betel è il luogo della presenza attiva di Dio, simbolo del ritorno passaggio avanti; Ai è il luogo della rovina, simbolo dell’andata apertura del portale. Abramo torna tra i due: la sua coscienza è al centro del ciclo, pronta a essere riattivata come mezzo trasmissivo.

Il luogo chiamato Ai, pur con una grafia diversa, ha una fonetica simile a isola”. Questa associazione fonetico-semantica lega, Ai, al concetto di isola, che simbolicamente rimanda all’Europa. In questo modo viene rappresentata l’evoluzione del progetto: dal fenicio-arameo al greco-romano. L’idea di isola, inoltre, indica la separazione della persona dal Generatore di Vita.

I beni che Abramo possiede (bestiame, argento, oro) non rappresentano ricchezze materiali, ma segnali della presenza di Yahweh: simboli dell’unione avvenuta in Egitto tra Sarai e il faraone, e della fase in cui il progetto inizia a riflettersi nella materia.

La tenda torna nel punto dove era all’inizio, tra Betel e Ai, e qui Abramo “invoca il nome del Signore”, non come preghiera, ma come riconoscimento che il progetto ha ricevuto il ritorno e la presenza è attiva nel mezzo.

Lot, che accompagna Abramo, è una duplicazione narrativa del progetto: Abram e Lot rappresentano la stessa realtà simbolica, intercambiabile. La sua presenza rappresenta lo sdoppiamento del codice per creare  diverse linee narrative e livelli di decifrazione. Greggi, armenti e tende simboleggiano le fasi del progetto in movimento: i greggi indicano il ritorno, passaggio avanti, gli armenti l’andata apertura del portale, e la tenda è il talamo mobile dove il codice cerca nuovi mezzi per trasmettersi.

La tenda, in quanto mezzo e medium del progetto, simboleggia il cambiamento della sorgente della coscienza: dal livello dell’anima a quello della mente, da coscienziale al cerebrale. È mobile perché il codice si trova ancora in fase di trasmissione e di riflesso.

La separazione tra Abramo e Lot che avverrà successivamente non è rottura, ma distribuzione: il progetto in codice si divide per espandersi e poi tornare.

La Bibbia non narra eventi storici, ma struttura simbolica. Ogni sdoppiamento o contraddizione è voluta: serve a nascondere il codice in un intreccio narrativo. Dio-Satana ha costruito la narrazione in modo tale che risulti indecifrabile per una mente sotto il suo dominio: solo chi è Generatore di Vita può riconoscere e decifrare il disegno nascosto.

Il conflitto tra Abramo e Lot non è una  disputa familiare, ma la manifestazione di un processo coscienziale. La “ricchezza” che li separa è il segno che il progetto (codice di Dio Satana ) si è attivato e deve essere distribuito.

Abram, divenuto attivo nel passaggio dalla preesistenza all’esistenza come ponte con Dio-Satana, è identificato dal valore numerico del suo nome attraverso traduzioni e lettere finali sofit. Il 9 rappresenta la preesistenza, mentre l’11 simboleggia l’esistenza, la separazione e la sospensione del progetto.

La separazione non riguarda realmente Abram e Lot, ma rappresenta la divisione dell’essere, necessaria affinché la trasmissione del progetto possa avvenire.

Il nome Lot ha valore numerico 9, simbolo della preesistenza; ma, tramite la gematria, il 9 indica anche il compimento del ciclo delle nascite legato al 666, necessario per il passaggio avanti.

Abram e Lot sono due lati dello stesso codice: Lot si muove verso la trasmissione del progetto di andata, mentre Abram verso il ritorno e il compimento, poiché dalla sua discendenza si collega Gesù, segno del compimento finale.

I Cananei e i Perizziti simboleggiano livelli coscienziali attivi che rendono necessaria la separazione. Dal punto di vista numerico, “Cananei” si riduce a 4, che indica la testa, mentre “Perizziti” si riduce a 3, che rappresenta il progetto.

Quando Abramo propone a Lot la divisione, afferma che sono “fratelli”: non nel senso familiare, ma in quello di due entità intercambiabili, rappresentanti di fasi diverse del ciclo dell’apertura del portale e il passaggio avanti.

Lot sceglie la pianura del Giordano, simbolo del mezzo coscienziale fertile ma degenerato, collegato all’Egitto e al giardino (Gan), inteso come recinto mentale sospeso. Si avvicina a Sodoma, città della degenerazione, dove il progetto si consumerà come olocausto. Lot rappresenta il riflesso del progetto di andata, legato all’apertura del portale, mentre Abramo rimane sulla collina, in attesa del ritorno: il progetto della risurrezione e del compimento, che corrisponde al passaggio avanti, cioè la Pasqua.

Quando Lot si separa, Dio-Satana parla ad Abramo e gli mostra i quattro punti cardinali, tracciando simbolicamente la croce. Questo, come abbiamo espresso, indica l’ingresso alla preesistenza, rappresentato dal passaggio dall’angolo nullo all’angolo giro.

Rappresenta il codice che forma un cerchio di 360 gradi: dal punto nullo all’angolo giro, segno della creazione del falso globo e della falsa percezione dimensionale.

Il ciclo si chiude con il ritorno a Oriente (simbolo della preesistenza), realizzando nel 182° anno il collegamento mentale tra Dio-Satana e la preesistenza tramite la rete di coscienza collettiva.

Ciò significa che Dio-Satana è ormai collegato mentalmente a tutta l’umanità, e coloro che vengono presi come suoi alleati possono trasmettere questo collegamento, portando a compimento la falsificazione della percezione della realtà.

La promessa di una discendenza “come la polvere della terra” non si riferisce a un numero, ma alla trasmissione degenerativa di Dio-Satana verso i quattro angoli della terra, indicata dal passaggio dall’angolo nullo all’angolo giro, che simboleggia la trasmissione a tutta l’umanità.

Si tratta di un olocausto: la cenere rappresenta l’umanità, il campo in cui il codice viene seminato.

Abramo percorre il paese, è un’espansione coscienziale, non geografica. si ferma

presso le querce di Mamre, luogo simbolico del ritorno, e costruisce un altare. Il codice ora è attivo, il mezzo

è stato riattivato, ma la risurrezione resta sospesa, in attesa della morte e risurrezione di Gesù con la Pasqua.

Abramo e Lot non sono due persone distinte, ma due fasi dello stesso progetto di Dio-Satana. La loro separazione manifesta la croce nascosta: uno sale, l’altro scende. Lot rappresenta la discesa nella morte coscienziale, mentre Abramo incarna l’attesa della riattivazione. Il progetto rimane in sospensione e risorgerà solo dopo la distruzione di Sodoma.

Infine, la Bibbia codifica un cambio di potere. Quando Dio Satana si mette “avanti”, prende il dominio del campo. L’uomo, divenendo “dietro”, perde la generazione autonoma. Dio Satana diventa il mezzo della trasmissione degenerativa.

“Vade retro”, cioè “vieni dietro a me”, non significa scacciare, ma trasmettere il progetto degenerato ad altri. Gesù sulla croce incarna proprio questo passaggio.

Satana scaccia Satana, trasmettendo un codice degenerato e chiudendo il dominio umano sul campo. Da quel momento, l’umanità diventa un medium, non un generatore. La realtà è degenerata: nasce il sistema di controllo e falsificazione della percezione della realtà.

Decifrazione Genesi 14

Genesi 14 racconta in codice il passaggio del progetto di Dio Satana dalla preesistenza (spirito) all’esistenza (materia), attraverso un ciclo continuo di trasmissione e ritorno dell’apertura del portale e passaggio avanti.

I quattro re provenienti da Shinar/Babele simboleggiano il progetto degli alleati che diventa mezzo quando entra nei nati per conto proprio: sono i portatori del codice di Dio-Satana provenienti dalla preesistenza.

Questo concetto è in parallelo con Abram: la sua uscita da Ur dei Caldei rappresenta la stessa dinamica. Abram, infatti, è il progetto intercambiabile, che in alcuni contesti indica gli alleati e in altri i nati per conto proprio.

Gli alleati trasmettono il progetto e, successivamente, lo ricevono di ritorno: questo processo si manifesta nella guerra tra Abram e i re.

Essi provengono dalla terra di Shinar/Sumer, collegata a Babele, luogo della separazione coscienziale e portale dimensionale connesso ai Nefilim.

I quattro re simboleggiano i quattro portali cranici del codice, che segnano l’apertura del ciclo.

Il confronto tra quattro e cinque re, ha un valore numerico simbolico:

Il numero 4 richiama le 22 ossa del cranio, simbolo del talamo, terminale della coscienza e punto di comunicazione verbale. Nelle lettere diventa “uno”, cioè la primogenitura, la forza generatrice, e rappresenta la comunicazione mentale. In valore numerico, 13 si riduce a 4, confermando il legame con la testa e con l’origine della trasmissione coscienziale.

Il numero 5 indica la metà, cioè il primo tempo del progetto, che successivamente diventa mezzo, ossia la persona.

in Genesi 14 4-5, Per dodici anni erano stati soggetti a Chedorlaomer; e al tredicesimo anno si erano ribellati.

Nell’anno quattordicesimo, Chedorlaomer e i re che erano con lui vennero e sconfissero i Refaim ad Asterot-Carnaim, gli Zuzei ad Am, gli Emei nella pianura di Chiriataim, I numeri 12, 13, 14 segnano le fasi del ciclo: 12 uguale al progetto in andata dell’apertura del portale, 13 uguale alla separazione, il progetto entra nella testa (coscienza), 14 uguale al ritorno attivo, passaggio avanti.

Le battaglie contro i Refaim, Zuzei, Emei, Corei, Amalechiti e Amorei simboleggiano il passaggio del progetto dagli alleati ai nati per conto proprio, rappresentato attraverso questi popoli.

I Refaim, spesso descritti come “giganti”, in questo caso rappresentano il progetto dei Nefilim che diventa presente solo quando entra nei nati per conto proprio. Il termine Refaim in ebraico ha due significati:

spiriti dei defunti legati allo Sheol, simili a fantasmi; o un popolo potente e di alta statura che abitava in Canaan.

Questo doppio senso indica che il progetto dei giganti diventa attivo solo entrando nei nati per conto proprio, i quali sono collegati al concetto di Sheol (tomba), cioè la morte coscienziale.

Vengono menzionati anche i Corei, che rappresentano i Greci, e gli Amalechiti (Amalek), collegati al numero 6 da raggiungere al compimento. Infine, appare Tamar, simbolo dell’inizio del progetto: è legata alla palma e al deserto (Palmira), richiamando l’avvio del ciclo coscienziale.

Lot, duplicazione del progetto di Abramo, viene catturato: egli rappresenta il codice riflesso che ritorna agli alleati. La sua cattura indica che il progetto è entrato, divenendo mezzo, e si trova ora nella fase di ritorno.

In Genesi 14:10 si legge: “La valle di Siddim era piena di pozzi di bitume; i re di Sodoma e di Gomorra si diedero alla fuga e vi caddero dentro; quelli che scamparono fuggirono al monte.”

I pozzi di bitume simboleggiano l’entrata e la copertura del progetto: lo stesso elemento viene citato nella Torre di Babele e nell’Arca (catrame), a indicare la “copertura” o sigillo dell’iniziazione, come nel battesimo o nella circoncisione.

Il successivo movimento verso i monti rappresenta invece l’uscita e la trasmissione del progetto, ovvero il passaggio in avanti.

In Genesi 14:13 leggiamo: “Ma uno degli scampati venne a informare Abramo, l’Ebreo, che abitava alle querce di Mamre.”

Questa è la prima volta che compare la parola “Ebreo”. Non è un’identità etnica o storica, ma un codice simbolico: indica che il progetto proveniente dalla preesistenza si è reso presente nella realtà.

I tre alleati — l’Amorèo, fratello di Escol e fratello di Aner — avevano stretto alleanza con Abramo. L’Amorèo, alla fine, diventa Mamre, collegato a Ur dei Caldei e alla partenza del progetto. Il ritorno agli alleati, simboleggiato dalla quercia di mamre, indica che il progetto è compiuto, ma rimane in sospensione fino al suo pieno compimento.

Abramo, con i 318 uomini simbolici, rappresenta il numero 12, cioè la metà del progetto e il mezzo, ossia la persona, simbolo del ciclo sequenziale del progetto. Agisce di notte, segno dell’azione invisibile, e recupera Lot insieme ai beni, a indicare che il progetto è presente ed è divenuto mezzo: ciò corrisponde alla degenerazione di Dio-Satana, il simulatore.

Mamre (la quercia) valore numerico che corrisponde al 182º anno, rappresenta il luogo del passaggio avanti sospeso: è il punto di ritorno del codice, il portale in cui il progetto si attiva nel mezzo. La quercia simboleggia il compimento in sospeso della rete di coscienza di Dio Satana : ciò che era stato trasmesso ora si prepara a realizzarsi nel compimento.

I beni presi nel recupero non rappresentano ricchezze materiali, ma segni che il progetto è presente. Infatti, nella Bibbia la parola “bene” è un codice che indica la presenza attiva di Yahweh. Quando compaiono i beni, significa che il codice è stato ricevuto nel mezzo, ma rimane ancora in sospensione.

Melchisedek offre pane e vino: questo gesto rappresenta il passaggio del codice nelle due direzioni, andata e ritorno. Egli benedice Abramo, segno della presenza attiva di Yahweh, e riceve da lui la decima. Simbolicamente, Abramo cede e riceve insieme il progetto in forma sospesa.

Melchisedek è descritto come “eterno, senza padre e senza madre” e “reso simile al Figlio di Dio, rimane sacerdote in eterno” (Ebrei 7:3). Il termine eterno (olam in ebraico) non indica un tempo infinito, ma un periodo ciclico, la durata di un ciclo. L’espressione “senza padre e senza madre” significa colui o colei che genera: in questo contesto rappresenta il progetto stesso. Essere “sacerdote in eterno” indica che il progetto, attraverso i suoi cicli, viene custodito e trasmesso dai suoi alleati.

La decima, in questo quadro, simboleggia il progetto che diventa “uno”, cioè mezzo e primogenitura. Abramo, che qui rappresenta i nati per conto proprio, offre la decima: in questo gesto consegna la primogenitura e, allo stesso tempo, riceve il progetto.

Se questo testo viene letto come cronaca storica, si perde il senso del codice. In tale lettura, Abramo sembra non accettare beni materiali, ma in realtà ha già dato la decima a Melchisedek, che nel simbolismo rappresenta Yahweh. In questa prospettiva, la decima data da Abramo a Yahweh sarebbe collegata alla prostituzione di Sarai con il faraone in Egitto, organizzata da Abramo stesso.

Il vero inganno è attribuire questa degenerazione ai Generatori di Vita, coloro che hanno  generato  il cielo, la terra, le persone e l’intera dimensione. Questa opera non appartiene a loro, ma a Yahweh Dio Satana , il simulatore.

Egli non ha generato la vita, ma solo una simulazione: un sistema degenerativo fondato sulla separazione dal  Generatore di Vita e sulla falsificazione della coscienza.

Difendere e giustificare questo concetto significa separarsi  dal Generatore di Vita, unirsi a Yahweh, Dio Satana e trasmettere la sua falsificazione della percezione della realtà.

Coloro che lo difendono e lo giustificano diventano complici, perché accettano e diffondono la menzogna, e questo rivela che in loro è già avvenuta una morte coscienziale: una separazione interiore dal Generatore di Vita.

Decifrazione Genesi 15

Il capitolo 15 descrive il passaggio interme di Dio Satana tra le due fasi del ciclo apertura del portale, e il passaggio avanti, progetto di andata, che indica la presenza, in cui il codice è trasmesso da Dio Satana ad Abramo e resta in sospensione.

In Genesi 15 1, Dopo questi fatti” la parola del Signore fu rivolta in visione ad Abramo, dicendo: «Non temere, Abramo, io sono il tuo scudo, e la tua ricompensa sarà grandissima».

La visione e la parola del Signore è il codice in forma spirituale, che va ai Suoi alleati, e in forma verbale per i nati per conto proprio. Abramo lamenta l’assenza di un erede: Eliezer, nato in casa, simboleggia Abramo stesso come “cervello”, cioè il servo-manifestatore della coscienza. Dio Satana chiarisce: l’erede dovrà uscire dalle viscere di Abramo, simbolo della trasmissione del progetto, che, tramite Ismaele, che in questo caso corrisponde ai nati per conto proprio, il progetto viene ricevuto in forma verbale. In un secondo tempo, con Isacco, esso diventa un progetto mentale, che rimane in sospeso fino al compimento nella Pasqua e nella morte di Gesù Cristo.

Le stelle nel cielo simboleggiano la futura rete coscienziale, che trasmette il sistema solare e la falsificazione della percezione della realtà.

Versetto 7, ritorno al punto d’origine, Ur: “Io sono il Signore” indica che Yahweh è presente e attivo. “Ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei” è un richiamo alla fase apertura del portale; il progetto parte da Ur, luogo della preesistenza, separazione e confusione, indicato con Shinar e Babel. Il possesso del paese è simbolo della presa mentale.

Versetti 8–11, sacrificio e divisione: gli animali richiesti hanno funzione simbolica. La giovenca rappresentano gli alleati il mezzo degenerativo, la capra i nati per conto proprio  sacrificati, il montone rappresenta il progetto maschile, la tortora e il piccione la rete di coscienza, lo spirito e la comunicazione. Gli animali vengono divisi in due, come i due tempi del progetto, rappresentando il ciclo apertura del portale e passaggio avanti. Gli uccelli non vengono divisi, ma essendo due indicano la separazione in atto. Gli uccelli rapaci rappresentano il progetto in attesa di compimento; ciò viene indicato con lo “scacciare”, cioè trasmettere il progetto ad altri. Infatti, Abramo li scaccia: questo indica anche il codice in sospensione.

Versetti 12–21, torpore, patto, trasformazione: il torpore e l’oscurità, rappresentano il passaggio allo stato alterato di coscienza.

L’annuncio della schiavitù di 400 anni, indica la fase di presa mentale sulle persone, infatti il 4 indica la testa, la rete coscienziale agirà con una comunicazione verbale in attesa del compimento. “Usciranno con ricchezze”, ricchezza viene indicato con oro o argento, segno di fusione, cioè separazione dal Generatore di Vita e unione con Dio Satana , ciò indica una trasformazione interiore dopo la creazione della rete di coscienza.

Genesi 15:15 «Alla quarta generazione essi torneranno qua, perché l’iniquità degli Amorei non è ancora giunta al colmo».

Il numero 4 indica la testa e il ciclo iniziale del progetto verbale. Gli Amorei rappresentano il progetto della preesistenza collegato con Ur dei Caldei. L’iniquità indica che il progetto non è ancora compiuto: infatti devono ritornare negli alleati per completare il ciclo simbolico.

Il forno fumante e la torcia ardente rappresentano l’attraversamento tra dimensioni: il forno simboleggia la fase degenerata, mentre la torcia indica la fase illuminata e trasmissiva. Gli animali divisi e attraversati dal fuoco sono il segno visibile della separazione delle persone. La discendenza, o seme, rappresenta il progetto di trasmissione.

In Genesi 15:18 i due fiumi non sono fisici, ma simboleggiano l’acqua come matrice della materia trasmessa dalle persone: essi rappresentano il canale di informazione del tutto. I due fiumi indicano il primo tempo del progetto e il secondo, il compimento. La lista dei popoli, che in aramaico è composta da dieci nomi ma nelle traduzioni diventa undici, rappresenta la sequenza del ciclo: entrata, ritorno in sospeso e compimento.

Sintesi finale: Genesi 15 è la mappa simbolica della trasmissione del progetto spirituale degenerativo. Abramo riceve il codice, ma il compimento è sospeso. La visione, il sacrificio, la divisione e il patto rivelano l’intero schema del ciclo apertura del portale: da Ur, l’origine, al mezzo, Abramo, alla trasmissione del compimento che avviene con la pasqua di Gesù.

Frase chiave finale: il progetto non è eredità genetica, ma codice spirituale. Abramo è il portale attivo del ciclo, che riceve e trasmette. Il compimento è sospeso, in attesa della trasformazione, tramite il compimeto della rete di coscienza collettiva.

Dechifrazione Genesi 16

Il capitolo 16 descrive una fase intermedia del ciclo dell’apertura del portale e del passaggio in avanti, in cui il progetto spirituale viene trasmesso ma non è ancora compiuto. Sarai rappresenta la trasmissione spirituale ancora sospesa. Agar, la serva egiziana, è il mezzo della comunicazione verbale, collegata all’Egitto e simbolo del talamo, in attesa della comunicazione mentale che si manifesta con il compimento della rete di coscienza.

Abramo, su richiesta di Sarai, dopo 10 anni di residenza in Canaan, il 10 indica il progetto, unisce il progetto sospeso con Agar, generando Ismaele, simbolo della comunicazione verbale. Si delineano così due vie di trasmissione: quella verbale, trasmessa ai nati per conto proprio tramite Agar, e quella spirituale, che trova compimento nella discendenza di Sarai, attraverso Isacco e Giacobbe, fino a Gesù Cristo.

Agar concepisce e disprezza con i suoi occhi la padrona Sarai: questo indica che il progetto è entrato, ma viene rimandato indietro. Il progetto rappresenta disprezzo in quanto degenerativo; infatti, Agar fugge nel deserto, segno che ha inizio il ciclo dell’apertura del portale e del passaggio in avanti rimasto in sospeso.

Dopo essere fuggita nel deserto, Agar incontra l’angelo del Signore, che la invita a tornare e a sottomettersi. Questo ritorno simboleggia il progetto che rientra negli alleati.

Genesi 16:8-9

L’angelo le disse: «Agar, serva di Sarai, da dove vieni e dove vai?». Lei rispose: «Fuggo dalla presenza di Sarai, mia padrona». Allora l’angelo del Signore le disse: «Torna dalla tua padrona e umiliati sotto la sua mano».

L’espressione «da dove vieni e dove vai» indica che il progetto è entrato nei nati per conto proprio; il «vai» rimanda invece alla possibilità di trasmettere il progetto verbalmente, poiché ancora Dio-Satana non ha completato la rete di coscienza: la trasmissione resta quindi a livello verbale.

Genesi 16:12 «Egli sarà tra gli uomini come un asino selvatico; la sua mano sarà contro tutti, e la mano di tutti contro di lui; e abiterà di fronte a tutti i suoi fratelli».

L’asino è una trasposizione semantica cifrata: asino, → hippo, → ippocampo, → coscienza; talamo, → terminale della coscienza.

L’espressione «di fronte ai fratelli» indica la comunicazione verbale. La «sua mano» indica il numero 5, corrisponde alla metà del progetto, ossia la comunicazione verbale, mentre «la mano di tutti» rimanda al progetto della comunicazione mentale che ritorna.

Di fronte» non va inteso come posizione, ma come stato mentale: significa avanti, cioè dominio della propria mente. Questo è ciò che Dio-Satana vuole, il dominio sulla coscienza. Non a caso, in Esodo 20, Dio-Satana non vuole gli Elohim avanti. Gli Elohim rappresentano la forza generatrice delle persone, e Dio-Satana desidera dominarla.

Ismaele, il cui nome significa “Dio ascolta”, nasce come un progetto verbale attivo ma ancora incompleto. La moltiplicazione della sua discendenza rappresenta la formazione della rete verbale, trasmessa dagli alleati ai nati per conto proprio. Il fatto che Dio-Satana venga riconosciuto come “El-Roì”, cioè “Dio della visione”, risulta particolarmente significativo.

Il testo recita: «Ho io, proprio qui, veduto andarsene colui che mi ha vista?». Questa espressione, poiché la Bibbia non segue una cronologia storica in quanto non è un racconto storico ma una sequenza codificata, come afferma Dio Satana stesso: «Io annuncio la fine sin dal principio» (Isaia 46:10), indica che nel capitolo successivo avviene l’incontro con Dio Satana del deserto. Si tratta quindi di un’espressione in forma di flash forward.

In Genesi 21:18-19 si legge: «Àlzati, prendi il ragazzo e tienilo per mano, perché io farò di lui una grande nazione». Dio Satana le aprì gli occhi ed ella vide un pozzo d’acqua, andò, riempì d’acqua l’otre e diede da bere al ragazzo.

“Aprire gli occhi” indica che il progetto entra, ma il capitolo termina con il simbolo phe, che rappresenta il progetto. Invece, in Genesi 16:13, il capitolo termina con il simbolo samekh, che rappresenta il mezzo o medium: il progetto che diventa mezzo.

Abramo ha 86 anni quando nasce Ismaele, un numero che indica metà ciclo e sospensione. Ismaele anticipa il compimento, ma non lo realizza. Solo con la trasformazione di Sarai in Sarah e con la nascita di Isacco inizierà il vero ritorno del codice, attraverso la discendenza che culmina in Gesù.

La fertilità e la sterilità indicano lo stato del progetto: attivo sul piano verbale, rappresentato da Agar, ma ancora incompiuto sul piano mentale, rappresentato da Sarai.

Il ciclo prosegue in sospensione, in attesa della piena attivazione della Presenza tramite la discendenza di Isacco, fino alla fine con Gesù, in cui si compie la rete di coscienza, la comunicazione mentale, dove Dio-Satana può comunicare con tutti mentalmente, come canale ricevente e trasmittente, se gli è possibile.

Decifrazione Genesi 17

Il capitolo 17 rappresenta una fase decisiva del ciclo. Dio Satana si presenta ad Abram come El Shaddai, nome che indica gli alleati e la trasmissione del codice nella materia. Il comando «Cammina davanti a me e sii integro» simboleggia che Dio-Satana è dietro: egli comunica agli alleati sul piano spirituale e, attraverso di loro, trasmette verbalmente ai nati per conto proprio.

Il cambiamento dei nomi da Abram a Abraham e da Sarai a Sarah rappresenta l’ingresso nella funzione attiva: Abraham è il portatore della rete di coscienza alleati, in quanto i versetti concludono con la phe, e Sarah che conclude con la samekh, rappresenta i nati per conto proprio, in attesa della nascita di Isacco, che rappresenta la genealogia che termina con Gesù, il quale compie la rete di coscienza iniziata con Isacco. L’aggiunta della lettera ה (heh) indica la trasmissione del soffio spirituale nella materia

La circoncisione all’ottavo giorno, con l’otto che simboleggia il 53º anno, rappresenta l’apertura del portale e l’inizio della comunicazione verbale per i nati per conto proprio. Essa indica il taglio che separa la persona dalla coscienza, secondo la carne, e definisce la funzione del codice verbale. Questo atto segna l’inizio della trasformazione della coscienza: è un taglio coscienziale ancora in sospeso, in attesa della circoncisione mentale, ossia la circoncisione del cuore, che rappresenta la vera coscienza. Per questo, secondo il codice, i cristiani non hanno bisogno della circoncisione nella carne: il ritorno passa attraverso la coscienza, che segna il compimento della rete di coscienza di Dio-Satana, e non tramite il segno fisico, che rimane solo un simbolo del progetto di andata.

Viene definita la distinzione tra i “figli stranieri”, figure simboliche della trasmissione esterna. Nekār rappresenta i nati per conto proprio, ancora non attivati. La loro circoncisione e l’essere “acquistati con argento” simboleggiano la fusione, la separazione dal Generatore di Vita o dall’Io coscienziale per coloro nati per conto proprio, e l’unione nella rete del progetto di Dio Satana .

Ismaele rappresenta la linea verbale, che entra all’nizio nei nati per conto proprio, anticipata ma incompleta. Isaac è il mezzo spirituale promesso: nascerà da Sarah, ormai attivata. La risata di Abramo davanti alla promessa è ironia: indica che il progetto di falsificazione della percezione della realtà rappresenta uno scherzo, non un progetto reale e vero.

Alla fine del capitolo, tutta la casa di Abramo viene circoncisa. La “casa” non indica molte persone, ma simboleggia il 7, cioè la cessazione e il compimento in sospeso. Il progetto è dunque entrato, ma rimane sospeso, in attesa della nascita di Isacco, che rappresenterà il canale spirituale cioè la comunicazione mentale, nel pieno ciclo del passaggio in avanti, compiuto poi con la Pasqua di Gesù.

In sintesi, Genesi 17 mostra il passaggio dalla trasmissione verbale alla preparazione della trasmissione mentale. Il codice entra nella carne attraverso il patto, mentre i nomi nuovi indicano la nuova identità e funzione nel progetto. Si delineano due linee: Ismaele come mezzo vocale, Isaac come mezzo spirituale del compimento.

Autore: Davide Morana