Decifrazione in sintesi del libro di Ezechiele

La decifrazione del libro di  Ezecchiele  è presentata in forma sintetica, poiché la Bibbia intreccia i due tempi del progetto attraverso significati concettuali e numerici in ogni parola; un’analisi completa richiederebbe l’esame del codice dalla singola lettera all’intero libro.

Capitoli 1–3: La visione del carro e la chiamata L’inizio di Ezechiele è introdotto da un periodo che, in codice, indica un valore numerico e non un tempo storico.

I numeri cinque, quattro e tre (il cui totale è dodici) indicano il mezzo. Il riferimento è al paese dei Caldei, che rappresentano gli Aramei, indicando l’evoluzione linguistica da Fenicia-Aramea a Greco.

Il profeta si trova presso il canale Chebar, collegato all’acqua: in codice, l’acqua indica la coscienza informativa del tutto, poiché la materia proviene dalla matrice che è l’acqua  la cui struttura è il cubo.

L’Uragano avanzare dal settentrione, indica l’entrata del progetto. Settentrione indica nord, che è collegato con l’est.

Le quattro creature e il dominio

I quattro esseri viventi rappresentano i quattro Vangeli; il numero quattro è collegato alle 22 ossa della testa, simboleggiando il dominio di coscienza di Dio-Satana sull’umanità.

L’aspetto di topazio indica la pietra e il colore blu, riferito all’acqua e alla materia. Anche gli altri riferimenti alle pietre indicano il progetto che diventa mezzo.

Le ruote e il ciclo del progetto La visione presenta una ruota dentro un’altra ruota,

Una ruota dentro un’altra ruota rappresenta la croce e il cerchio, simboleggiando i 360 gradi dei punti cardinali; ciò indica l’ingresso del progetto dalla preesistenza, identificata con l’est, l’oriente.

Compie il giro ritornando, simbolicamente, di nuovo all’Oriente, inteso come pre-esistenza e collegamento con Dio-Satana. Questo indica il passaggio dalla comunicazione verbale a quella mentale: il ciclo completo della rete di coscienza collettiva degenerativa di Dio-Satana.

Tale ciclo conduce alla falsificazione della percezione della realtà attraverso il cambiamento della provenienza della coscienza, che da anima viene ricondotta al cervello, insieme alla costruzione del falso globo, dell’atomo e del DNA, e al cambiamento della provenienza del campo magnetico.

Infatti, simbolicamente, sopra la testa vi è una specie di firmamento, che rappresenta il cambiamento della provenienza del campo magnetico.

Chiave codificata – I troni e il ciclo

I troni di Ezechiele 1, sono collegati ai troni in Apocalisse 20:4.

dove il trono è descritto come cerchio dentro il cerchio, simbolo dell’anello e del ciclo.

In chiave codificata, questo rappresenta la rotazione del progetto, il movimento continuo di andata e ritorno tra spirito e materia, tra preesistenza ed esistenza.

I troni non indicano luoghi fisici o regni celesti, ma fasi coscienziali.

Il trono rappresenta il potere: è il potere che Dio-Satana acquisisce dopo aver esercitato il dominio su quella persona, appropriandosi della sua forza generatrice.

Essi rappresentano gli anelli del ciclo, le ruote “piene di occhi” che simboleggiano gli alleati e i nati per conto proprio,

formando la “ruota dentro la ruota”, la croce ciclica del progetto, collegata anche ai quattro Vangeli.

In Ezechiele 3:1–3, dove il profeta, chiamato figlio dell’uomo, riceve lo stesso comando di mangiare il rotolo come nell’Apocalisse con Giovanni.

Ciò indica il ritorno del progetto nel Vecchio Testamento, rivelando la continuità del progetto degenerato di Dio-Satana:

il “figlio dell’uomo” diventa il simbolo della coscienza umana che assimila il progetto e ne permette la trasmissione, il ciclo si ripete nei capitoli successivi.

Capitoli 4-7: Azioni simboliche in codice

Questi capitoli descrivono azioni simboliche come l’assedio su una tavoletta d’argilla, il pane cotto su sterco e il taglio di capelli e barba.

Scrivere l’assedio sull’argilla simboleggia la manipolazione (come il vasaio che plasma la creta) e l’incisione indica la trasmissione alla persona: non si tratta di un assedio fisico, ma di un assedio di coscienza. Mettersi su un fianco rappresenta i due lati del progetto: il sinistro indica il progetto proveniente dalla preesistenza, mentre il destro indica il ritorno e la presa del potere di Dio-Satana sulla forza generatrice.

Il cibo (grano, orzo, fave, lenticchie) mangiato in peso di 20 e nell’arco di 24 ore ha un significato numerico: 20 indica la separazione, mentre 24 rimanda al 6 (la materia), simboleggiando il compimento tramite la nascita di 6 milioni di persone. Cuocere il cibo sopra gli escrementi (cambiati in sterco) indica la fermentazione; questo processo, simile alla ruminazione, rappresenta l’entrata e l’uscita del progetto nella coscienza.

Il sacrificio di animali indica l’arresto della coscienza originaria e la sua sostituzione con quella di Dio-Satana, realizzando la falsificazione della percezione della realtà e l’alterazione mentale. Infine, il taglio di capelli e barba effettuato con la spada (il progetto che diventa mezzo) indica la mutazione della coscienza; la divisione in tre parti richiama il numero 3, ovvero il mezzo: il momento in cui la persona diventa medium, strumento di Dio-Satana.

Capitoli 8–11: Visione delle abominazioni nel tempio

Qui il termine gloria non ha il significato di importanza; indica invece, attraverso il concetto di kavod, l’idea di essere pesante o avere peso. Questo concetto viene interpretato come riferimento alla falsificazione operata tramite la forza di gravità, che avrebbe sostituito la forza peso originaria con l’idea che il pianeta attragga la materia. In questa prospettiva, la forza peso non deriverebbe dall’attrazione terrestre, ma sarebbe trasmessa dalla coscienza delle persone.

Decifrazione in codice: Il capitolo 8 inizia con una data che non indica una cronologia storica, ma un codice numerico. La somma dei valori porta al 17 (1+7=8); l’8 corrisponde al 53 (5+3=8), indicando l’apertura del portale. L’intero libro rappresenta un ciclo continuo del progetto che diventa mezzo e ritorna.

Alzare gli occhi a settentrione indica l’entrata del progetto: il nord è collegato all’est, mentre il sud è collegato all’ovest per formare la croce e il cerchio. Il termine “cortile”, inteso come recinto o cortina, simboleggia il recinto mentale e la copertura del progetto, concetto legato al velo del tempio che viene strappato.

L’abominio attribuito a Israele e Giuda indica, in codice, il progetto di andata. Non si tratta di regni storicamente esistenti, ma del progetto di apertura del portale e passaggio avanti. Nel capitolo 11, lo spirito solleva il profeta verso il porto orientale del tempio, dove vi sono venticinque uomini: il numero 25 (2+5=7) indica il 7, che ha una doppia funzione, ovvero la cessazione in questa fase e il compimento al ritorno.

Cap. 12–19: Parabole e oracoli contro i ribelli

I capitoli contengono parabole e oracoli, tra cui la vite inutile, le due aquile e la vite, e le due sorelle infedeli Oholà e Oholibà (Samaria e Gerusalemme).

La vite inutile indica il progetto di andata. Le due aquile rappresentano il numero 2, ossia il progetto degli alleati che trasmette tramite la vite e il vino ai nati per conto proprio. La parabola delle due sorelle infedeli indica anch’essa il progetto di andata: Samaria simboleggia il 6 (la materia e la nascita dei 6 milioni), mentre Gerusalemme rappresenta l’evoluzione del progetto.

Il proverbio «I padri hanno mangiato l’uva acerba e i denti dei figli si sono allegati» indica che i padri, cioè coloro che generano, e i figli rappresentano, in questo caso, il progetto di andata, legato alla comunicazione verbale.

L’uva acerba, collegata al vino, simboleggia l’alterazione ed esprime il progetto di andata. L’allegarsi dei denti, ossia la loro chiusura, rappresenta invece la fine della comunicazione verbale. Ciò indica che i figli non possiedono più il progetto di andata, ma passano a quello di ritorno, identificato con la comunicazione mentale.

Capitoli 20 e 23 , Si tratta di una ricapitolazione della storia di ribellione di Israele dall’uscita dall’Egitto e del giudizio su Gerusalemme come «pentola arrugginita». In realtà, la traduzione di arrugginita è schiuma.

La pentola indica il contenitore coscienziale. La schiuma indica l’aria nell’acqua, L’aria, in questo caso, indica la manipolazione della coscienza e l’acqua è la coscienza informativa del tutto. Significa il cambio di coscienza della percezione della materia tramite la falsificazione della realtà indotta da Dio Satana. L’uscita dall’Egitto indica l’apertura del portale. In questi capitoli si ripropone la storia delle sorelle infedeli.

Capitolo  24 — Parabola della pentola e annuncio della morte della moglie di Ezechiele come segno (simbolo della distruzione di Gerusalemme).

Capitolo 24 inizia sempre con una numerologia 10 del decimo mese dell’anno nono.

Indica la decima che, senza lo zero, si riduce a uno, rappresentando un progetto tagliato in due. Allo stesso modo, indica l’io, anch’esso diviso: una separazione dal Generatore di Vita  che, infine, conduce nuovamente all’unione di Dio-Satana.

La parabola della pentola, tramite la carne, il fuoco e il resto, indica come se fosse l’olocausto, perché si tratta sempre di un animale ucciso, cioè indica sempre l’olocausto coscienziale. Parliamo sempre della sequenza   ciclica del progetto che diventa mezzo.

Infatti, il  capitolo inizia con il primo giorno del mese, l’anno undicesimo. E questo indica la separazione dell’uno. L’undicesimo indica il due, nella decifrazione gheematrica della Bibbia, non devi superare il dieci.

La morte della moglie indica il “mezzo”. In questo caso, la morte segnala che il progetto di andata sta per terminare. Infatti, la moglie viene simbolicamente attribuita a Gerusalemme.

Capitoli da 25 a 32: Oracoli contro le nazioni straniere mai esistiti storicamente.

In questi capitoli, Dio giudica i popoli vicini che hanno gioito simbolicamente della rovina di Israele:

  • Capitolo. 25: Ammon, Moab, Edom, Filistea.
  • Capitoli. 26–28: Tiro e Sidone (con un lunghissimo oracolo contro il re di Tiro, figura simbolica di superbia).
  • Capitoli. 29–32: Egitto (il faraone è paragonato a un coccodrillo nel Nilo).

Decifrazione in codice: Le “nazioni” non indicano luoghi fisici storicamente esistiti.

Attraverso la trasformazione semantica, la parola “nazione” si collega a Netzer (germoglio e seme), e quindi a Nazareth e a Gesù, indicando la crescita e la trasformazione della percezione della materia.

Il termine «straniero» rimanda all’estraneità, indicando che il progetto è estraneo, cioè alieno e quindi degenerativo. Non si riferisce a luoghi o popoli, ma a un progetto che appartiene a Dio-Satana.

Tutti questi luoghi (Ammon, Moab, Edom, Filistea, Tiro, Sidone) simboleggiano il progetto di andata e la sua evoluzione. L’Egitto rappresenta l’apertura del portale. Questi popoli sono collegati al progetto dei “Giganti”, gli alleati di Dio Satana, I giganti non indicano una grandezza fisica, bensì un potere di manipolazione della pietra fisicamente e mentalmente.

Capitoli 34–48: Profezie di restaurazione e speranza

Dopo la distruzione, questi capitoli offrono un messaggio di consolazione e un futuro glorioso. Poiché tutto il libro parla dell’apertura del portale e del passaggio avanti in sospeso, questa sezione finale indica il compimento in sospeso del progetto degenerativo di Dio-Satana.

Cap. 34 — I pastori e il servo Davide

I pastori infedeli (capi di Israele) vengono giudicati; Dio promette di essere il pastore e di mandare «un pastore, mio servo Davide».

In codice, i pastori infedeli rappresentano il progetto di andata, mentre il servo Davide indica il collegamento simbolico con Gesù Cristo tramite la discendenza.

Cap. 35–36 — Giudizio su Edom e cuore nuovo

Giudizio su Edom e i monti di Seir; promesse di benedizione per i monti d’Israele e purificazione del cuore («darò loro un cuore nuovo e uno spirito nuovo»).

Edom è collegato a Esaù e al cambio della primogenitura con Giacobbe (Israele), simboleggiando il progetto che va nel “mezzo”. Edom è anche collegato ai Romani (evoluzione dai Fenici), indicando l’evoluzione del progetto biblico.

Capitolo. 37 — Le ossa aride

Visione delle ossa aride (risurrezione nazionale) e unione dei due legni (riunificazione di Israele e Giuda).

La visione delle ossa indica la risurrezione, che rappresenta il progetto di ritorno: suscitare e resuscitare significano che il progetto è compiuto ed è vivente.

CAPITOLO. 38–39 — Gog e Magog

Guerra di Gog di Magog contro Israele restaurato, simbolo dell’attacco finale delle forze del male e della loro sconfitta indicando che il progetto diventa mezzo attivo.

Gog e Magog sono intesi come un Armageddon, un monte. Che rappresenta un “zoccolo separato”, collegandolo ai ruminanti, alla fermentazione, al ciclo di andata e ritorno e all’uccisione coscienziale.

Capitolo. 40–48 — Il nuovo tempio e l’acqua viva

Visione dettagliata del nuovo tempio, ritorno della gloria di Dio Satana, fiume d’acqua viva e la città chiamata «Il Signore è là» (Yahweh -shamma).

Il nuovo tempio rappresenta il nuovo progetto: il tempio è il talamo, collegato all’Io. Indica il cambio di coscienza, dove la provenienza passa dall’anima al cervello.

L’acqua “viva” non indica la vita singola, ma il termine Kai, che significa “vivente” ma anche “bestia”: l’essere umano diventa come gli animali, non trasmettendo più la natura. “Yahweh Shammah” significa “Il Signore è là”: “là” indica l’aldilà, il collegamento con la preesistenza indica che Yahweh è presente nell’esistenza.

Dal 53° anno, corrispondente all’apertura del portale, fino al 182° anno, che segna il passaggio avanti, si sviluppa la fase di andata: in questo periodo Dio-Satana comunica mentalmente solo con gli alleati.

Dopo il 182° anno, una volta concluso il ciclo, Dio-Satana comunica mentalmente con tutti. In questa fase, alcuni diventano trasmettitori del progetto degenerato, mentre altri assumono il ruolo di ricevitori.

Autore: Davide Morana