Decifrazione del libro di Ester in sintesi

Il capitolo 1 introduce il re Assuero (o Serse); la variazione del nome riflette un codice numerologico che indica il passaggio dal progetto di “andata” a quello di “ritorno”, simile ai cambiamenti biblici come Abram-Abraham o Giacobbe-Israele, legati all’evoluzione linguistica dal fenicio all’aramaico.

Il re organizza un banchetto di 180 giorni (numero 9: compimento del 666 e nascita dei 6 milioni) e poi di 7 giorni (cessazione e compimento in sospeso. Quando la regina Vasti rifiuta di mostrare la sua bellezza, viene deposta. In codice, questo non è un evento storico ma indica il cambio del progetto.

Nella ricerca di una nuova regina viene scelta Hadas (mirto/fertilità), il cui nome diventa Ester (stella). Questo simboleggia la fertilità del progetto e il fatto che Dio-Satana ottiene il cambio della percezione della realtà, sovrapponendo il sistema solare (stella) all’illuminazione del Generatore di Vita.

Mardocheo, cugino di Ester, sventa un complotto di due eunuchi contro il re. Gli eunuchi, che rappresentano chi non produce, cioè il progetto verbale di Andata, vengono giustiziati per avanzare la sequenza del progetto (numero 2 separazione iniziale).

Aman, discendente degli Amalekiti (Amalek = 6, struttura della materia), diventa primo ministro. Mardocheo si rifiuta di inchinarsi e Aman, furioso, decide di sterminare il popolo ebraico tirando a sorte (Pur). Le “sorti” indicano il destino proveniente dall’Aldilà (apertura del portale); una volta assegnate, diventano presenza nel tempo. Questo rappresenta l’apertura del portale e la preparazione della rete mentale, segnalando che il progetto proviene dalla preesistenza.

Mardocheo chiede a Ester di intercedere presso il re. Ester risponde che chi entra non invitato rischia la morte, a meno che il re non tenda lo scettro d’oro, simbolo del potere che Dio-Satana deve acquisire. Mardocheo la esorta: «Chi sa che tu non sia giunta al regno per un momento come questo?», indicando la morte coscienziale e il cambio di coscienza.

Capitolo 5 Ester, dopo il digiuno, si presenta al re e riceve lo scettro. Il re le offre metà del regno: la “metà” non è materiale, ma indica il mezzo che Ester (gli alleati) trasmette ai nati per conto proprio. Ester invita il re e Aman a un banchetto (simbolo del progetto trasmesso). Aman, uscito felice ma irritato da Mardocheo, prepara una forca di 50 cubiti: il numero 50 indica sempre il mezzo che diventa progetto o viceversa.

Capitolo 6: Quella notte il re non riesce a dormire e si fa leggere il registro delle cronache, scoprendo che Mardocheo non è mai stato premiato per avergli salvato la vita. Il mattino dopo, chiede ad Aman — venuto per chiedere il permesso di impiccare Mardocheo — come onorare un uomo che il re vuole distinguere. Aman, pensando a sé stesso, descrive onori regali; il re ordina di fare così a Mardocheo e Aman torna a casa umiliato.

In codice, Aman rappresenta il numero 6, ovvero ciò che il re deve prendere. Il voler uccidere i Giudei simboleggia il tentativo di impossessarsi del progetto tramite le sorti, che indicano il passaggio dalla preesistenza all’esistenza. Tuttavia, non devono morire i Giudei, ma Aman stesso, per permettere il cambio di progetto: chi uccide si impossessa del progetto. Mardocheo, invece, rappresenta gli alleati.

Il capitolo 7 narra il secondo banchetto, simbolo di trasmissione del progetto. Ester rivela la sua identità ebraica e accusa Aman; il re, furioso, esce in giardino (simbolo del recinto mentale). Aman viene impiccato sulla forca preparata per Mardocheo: in codice, ciò significa che il progetto numero 6 (Aman) entra nel mezzo tramite il re verso i nati per conto proprio.

Nel capitolo 8, il re dona l’anello a Ester e Mardocheo (simbolo del cerchio, indica il compimento del ciclo), segnando il ritorno del progetto agli alleati. Essi trasmettono la comunicazione verbale (andata) in attesa di quella mentale (ritorno). Poiché l’editto non può essere revocato, se ne emette uno nuovo per il 13 di Adar: il numero 13 indica la testa e il progetto mentale. L’editto viene diffuso ovunque e molti si fanno circoncidere, gesto che simbolicamente rappresenta la separazione dal Generatore di Vita e l’unione con Dio-Satana.

Il capitolo 9 inizia il 13 di Adar: gli Ebrei si difendono e uccidono i loro nemici, compresi i dieci figli di Aman. Il numero 10 indica il progetto che diventa mezzo. Essi non prendono il bottino, che simbolicamente rappresenta lo scambio, poiché la vera vittoria avverrà solo con Gesù Cristo. A Susa combattono il 14 e il 15 del mese: il 14 (5) indica il mezzo, il 15 (6) indica la presa e i 6 milioni. I 300 caduti (3 uguale mezzo) e i 75.000 morti nell’impero (7più 5 uguale 12, uguale mezzo), confermano il codice numerico.

Si celebra la festa di Purim il 14 e il 15 Adar per ricordare le sorti, ovvero il passaggio del progetto degenerativo di Dio-Satana dalla preesistenza all’esistenza. Durante la festa, i doni simboleggiano la presenza del progetto, la carità la separazione e i banchetti l’unione, analogamente a quella di Gesù Cristo.

Il libro di Ester, nella traduzione greca, presenta sei sezioni aggiuntive (preghiere, sogni, lettere, visioni). Il numero sei simboleggia la nascita dei sei milioni, il completamento del 666 e i sei lati del cubo, struttura della materia, indicando così la manipolazione della percezione.

Queste aggiunte rivelano il ritorno del progetto, culminante con Purim. Come negli altri libri, ciò conferma il ciclo biblico ripetitivo, corrispondente al ciclo temporale dell’apertura del portale, avvenuta nel 53° anno, e del passaggio avanti nel 182° anno, che segna il compimento della rete di coscienza e la falsificazione della percezione della realtà.

Autore: Davide Morana