Decifrazione del libro di Neemia in sintesi

Libro di Neemia

Nei capitoli da 1 a7 si narra la prima missione di Neemia e la costruzione delle mura di Gerusalemme. Neemia rappresenta i “nati per conto proprio”; il suo libro, collegato a quello di Esdra che rappresentano gli alleati, forma un’unità per indicare che il progetto è andato nel “mezzo” ed è ritornato.

Nel capitolo 1, Neemia è il coppiere del re: questa figura, legata al vino e al contenitore, simboleggia l’alterazione e il progetto verbale nel secondo tempo. Ottenuto il permesso da Artaserse di recarsi a Gerusalemme, il testo non descrive un viaggio fisico, ma il ritorno del progetto nel “mezzo”, una sequenza ciclica che si compie con la morte e resurrezione di Gesù Cristo.

La ricostruzione delle mura rappresenta la separazione dalla coscienza: il muro abbattuto simboleggia il progetto di andata, mentre la sua ricostruzione indica quello di ritorno. Il capitolo 4, con le minacce e l’organizzazione delle difese, è un’allegoria per portare avanti il progetto degenerativo. Gli ultimi capitoli, infine, riguardano l’organizzazione delle città e si ricollegano a Esdra riproponendo gli stessi concetti.

I capitoli da 8  a 10, noti come “Rinnovamento spirituale”, descrivono Esdra che legge la Torah; il popolo piange, gioisce e celebra la festa delle Capanne (Sukkot), collegata in codice alla Domenica delle Palme per indicare l’inizio della sequenza ciclica. Il capitolo 9 presenta il digiuno e la preghiera, simboleggiando la separazione dall’Io: il digiuno rappresenta il progetto di andata in vista di quello di ritorno. Il capitolo 10 sancisce il patto scritto (divieto di matrimoni misti, rispetto del sabato, sostegno al tempio), indicando la prosecuzione del ciclo verso il compimento.

I capitoli da  11 a 13 segnano il ritorno finale: il sorteggio per Gerusalemme.

Sorte è simbolo del destino che proviene dall’Aldilà, cioè dall’apertura del portale. Ma una volta “tirata” o “assegnata”, diventa presenza nel tempo, cioè nell’aldiquà. Ciò equivale all’apertura del portale, alla preparazione della rete mentale futura indotto da Dio-Satana.

 La lista dei sacerdoti indica gli alleati nel progetto di ritorno, seguiti dalla seconda missione di Neemia.

In sintesi, Esdra ricostruisce il tempio (il talamo), introducendo il progetto di andata, mentre Neemia, rappresentante i “nati per conto proprio”, ricostruisce le mura, simboleggiando la separazione. L’intero percorso, come nei libri precedenti, allude all’apertura del portale (53° anno) e al passaggio avanti (182° anno), con la creazione della rete di coscienza e del sistema di controllo mentale per la falsificazione della percezione della realtà indotta da Dio-Satana.

Autore: Davide Morana