Decifrazione in sintesi del Nuovo Testamento, prima parte
Il Testo che segue è una sintesi, pensata per offrire una chiave di lettura capace di elevare la coscienza a livelli superiori.
Struttura del testo biblico e concetto di passaggio
L’intera Bibbia è costruita sul principio dell’apertura del portale e del passaggio in avanti, che corrisponde a un cambio di coscienza. Il testo intreccia due livelli di narrazione, espressi in codice cifrato, che rappresentano i due tempi del transito: dalla preesistenza (aldilà) alla manifestazione (aldiquà).
Questo processo rimane attivo fino al compimento, con la creazione della rete di coscienza e la conseguente falsificazione della percezione della realtà, che continua ancora oggi.
Non si basa su una cronologia storica, ma su una sequenza simbolica codificata, secondo il codice cifrato della Bibbia. Come afferma Isaia 46,10: “Dal principio annuncio la fine”, il testo biblico è strutturato non cronologicamente, ma come una sequenza per l’apertura del portale, fondata su chiavi di lettura specifiche come la radice delle parole, i sinonimi e la polisemia, i simboli e le metafore, il valore numerico (gematria), il Pardes (i quattro livelli di interpretazione), geometrie, date, coordinate spaziali, i quattro punti cardinali, collegamenti interni ed extra-biblici.
Questo codice funziona come una matrioska: contiene diversi livelli di lettura che si rivelano progressivamente. All’interno si sviluppa un concetto ciclico di progetto e mezzo, secondo una logica simbolica che nasconde e allo stesso tempo rivela. Il racconto stesso non si limita a narrare: crea e applica la regola, ripetendo continuamente lo schema di apertura del portale, passaggio avanti, creazione della rete di coscienza e sistema di controllo mentale.
Il concetto centrale si manifesta nella Pasqua, che non rappresenta un evento storico, ma un passaggio sospeso. Questo si compie automaticamente nel 53º anno, momento in cui si apre il portale. La sospensione viene decifrata nel codice come “Dio che non vuole Elohim avanti” (Elohim al plurale), segnalando che il passaggio avanti è atteso per il 182º anno, quando il compimento diventa attivo.
Questo avvenne dopo la nascita dei ultimi 6 milioni che corrispondono alla realizzazione del
666 non è solo un numero, ma rappresenta la rete mentale completata.
La dimensione in cui viviamo non è creata, ma generata dal Generatore di Vita. Essa è infinita, ciclica e inviolabile. Le coscienze incarnate generano la materia in unione con questa forza primaria. L’entità chiamata Dio Satana non ha creato nulla, ma ha simulato la realtà sovrapponendo un sistema di controllo. Viviamo in un ciclo di 1182 anni, non in una creazione. Le coscienze provengono dal Generatore di Vita, e attraversano due cicli: generazione e incarnazione. L’inganno nasce quando Dio Satana separa la coscienza dalla sua origine. Il portale del 53ºanno collega visibile e invisibile. Non esiste una vera separazione. Nel primo ciclo il Generatore di Vita rende indipendenti 6 miliardi di coscienze. 200 milioni vengono usate da Dio Satana per degenerare la materia. Queste coscienze causano malattie e manipolano la materia. Manipolano anche il sistema endocrino e influenzano la sessualità. Nel secondo ciclo, le coscienze si incarnano. Esistono tre tipi di incarnazione: per conto del generatore di vita, per conto proprio, e per conto di Dio Satana. I 6000 incarnati iniziali RH- trasmettono la natura. Dopo nascono 60.000 nati per conto proprio. Seguono i 6 milioni, completando il ciclo 666 e attivando la rete mentale nel 182º anno. I 6 milioni comprendono alleati di Dio Satana e nati per conto proprio.
Il numero 666 Indica una struttura numerica precisa: 6.000 persone adulte messe dal Generatore di Vita all’inizio del ciclo, 60.000 reincarnati per conto proprio, e 6 milioni reincarnati per conto di Dio o per conto proprio. Nonostante la sua associazione apocalittica, non è un numero negativo. Nella Bibbia, 6,+6,+ 6, dà 18, che si riduce a 9, simbolo dell’aldilà e della Bestia. In ebraico, i valori numerici 45 e 47 associati al numero rimandano alla separazione dal Generatore di Vita, connessa al 182º anno.
Sistema di scrittura e progetto in sospeso.
Il testo biblico utilizza una struttura basata su un progetto ciclico di andata e ritorno. Tuttavia, questo percorso resta sospeso fino alla sua realizzazione, che avviene simbolicamente con la morte e resurrezione di Gesù.
La struttura del codice.
Ogni parola nella Bibbia è un simbolo. Ogni versetto è una formula.
La scrittura fu affidata da Dio Satana agli scribi, che si trovavano in uno stato alterato di coscienza: ricevevano pensieri non propri, ma trasmessi. Così, attraverso queste menti collegate, è stata programmata l’umanità.
I concetti non devono essere letti letteralmente, ma decifrati.
Elohim non è un nome, ma una funzione: il potere sulla coscienza.
Pasqua non è un evento, ma un passaggio: l’apertura del portale.
La rivelazione: apertura del portale e passaggio avanti.
Il testo segue una logica nascosta ma costante: apertura del portale e passaggio avanti. È il percorso attraverso cui viene creata la rete mentale.
Apertura del portale (53º anno): inizio della presa mentale.
Passaggio avanti (182º anno): consolidamento della rete di coscienza 666, trasmissione del sistema solare, simulazione dell’universo e falsificazione della percezione della realtà.
Queste cifre non sono casuali: si nascondono nella genealogia biblica, mascherate nelle età dei patriarchi. L’intero tempo storico è solo una copertura di questo disegno cifrato.
La decifrazione che segue fa parte del processo di apertura del portale e del passaggio avanti, elementi fondamentali per comprendere ciò che è stato appena espresso. Il testo o il video associato è una sintesi.
La narrazione è ripetitiva e ciclica, alterna progetto e mezzo, andata e ritorno, mostrando una rete simbolica che ha funzione di sistema di controllo mentale e progettazione della coscienza.
I personaggi, come padre, madre, figlio, fratello, ecc., non rappresentano persone reali, ma funzioni del progetto. Anche i luoghi, i periodi storici e le genealogie non sono da intendersi come dati storici, ma come elementi simbolici all’interno del codice.
Ogni parola, anche se apparentemente semplice, può contenere significati nascosti, generati da associazioni linguistiche e numeriche. La Bibbia, in questa lettura, è uno strumento per la trasmissione del progetto cifrato, finalizzato alla creazione di una rete mentale programmata e alla preparazione dell’apertura del portale e passaggio avanti cioè la pasqua.
I quattro Vangeli sono stati scritti in greco, con alcune parti in aramaico. Queste sezioni servono a collegare i Vangeli con il Vecchio Testamento e a conferirgli un valore numerico, secondo la tradizione aramaica. I Vangeli si dividono in due categorie: i tre sinottici (Matteo, Marco e Luca), così chiamati perché presentano narrazioni parallele e complementari, e Il Vangelo di Giovanni è distinto per indicare il progetto di ritorno e compimento.
I Vangeli sinottici seguono una sequenza che rappresenta la creazione della rete di coscienza e il sistema di controllo mentale. Gli eventi vengono raccontati in modo differente per riflettere l’apertura del portale e il passaggio avanti, utilizzando simboli e numeri specifici.
Secondo il codice cifrato, i Vangeli raccontano un progetto di andata e ritorno in sospeso. La comunicazione verbale è indicata dal primo Gesù, Yahshua valore numerico 22, simbolo di andata e ritorno. Yeshua indica Yahweh presente in attesa di compimento, mentre Yahshua indica il ritorno. Questo progetto è detto “impuro” perché in tutti e tre i sinottici Gesù scaccia demoni, confermando il concetto “Satana scaccia Satana”. Il ritorno avviene nel Vangelo di Giovanni, che rappresenta la comunicazione mentale (lo spirito) e l’apertura del portale per il passaggio avanti, connettendosi ai sinottici.
Matteo: simbolo Uomo/Angelo, significa “dono di Yah”, valore numerico 24 (6), rappresenta il Vecchio Testamento, il progetto patriarcale, il seme. Collega Abramo a Gesù, attraverso Davide e la deportazione a Babilonia. Segnala il passaggio da apertura del portale a compimento (andata e ritorno).
Marco: simbolo Leone (impuro), rappresenta l’andata. È collegato al Vangelo di Giovanni per il ritorno.
Luca: simbolo Vitello o Bue (puro), significa “luce”, cioè chiarificazione. Conclude il ciclo iniziato da Matteo, con un ritorno alla creazione. È collegato agli Atti e alle lettere di Paolo.
Giovanni: simbolo Aquila (pura), rappresenta la comunicazione mentale, lo spirito e il significato presente. Chiude il ciclo e manifesta la rete di coscienza compiuta dove Dio Satana puà comunicare con tutti.
I quattro Vangeli sono collegati alla testa, alla croce, ai quattro angoli della Terra (tribù d’Israele), ai punti cardinali, e rappresentano il codice cifrato dell’apertura del portale e del passaggio avanti. Ogni Vangelo porta una parte del progetto.
Il progetto viene spiegato anche attraverso animali puri e impuri: Leone (Marco) per l’andata, Vitello (Luca) per il ritorno, Uomo/Angelo (Matteo) per l’umanità, Aquila (Giovanni) per lo spirito.
Con i quattro Vangeli si realizza l’unione tra “Stauròs” e “Xỳlon”, che nella traduzione diventano “crux” (croce), indicando il compimento del progetto. Il numero 4 rappresenta la testa, ovvero il cambi di coscienza.
Vangelo di Matteo: collega il Vecchio e il Nuovo Testamento. Inizia con Abramo, non con Adamo (come Luca), indicando la trasmissione di un progetto in sospeso. La deportazione a Babilonia simboleggia la dispersione del progetto, riattivato con Gesù.
Nel testo emergono due figure: Yahshua (ritorno, compimento cosciente) e Yeshua (andata, trasmissione iniziale). Sono due fasi dello stesso ciclo, non due persone diverse.
Appaiono anche figure “gemelle”: Tommaso (doppio, di Gesù, crede solo se tocca) e Barabba (“figlio del padre”), scelto al posto di Gesù. Questo indica una coscienza divisa, un sistema di andata (Gesù il Barabba) e ritorno (Gesù il cristo), questo concetto indica il cambio della primo genitura, il progetto di Dio Satana che diventa mezzo, cioè persone.
I quattro Vangeli, quindi, non sono narrazioni storiche, ma strumenti per decifrare un codice nascosto. La genealogia di Matteo (14, 14, 14, generazioni) codifica il numero 6, simbolo della materia e del ciclo incompleto (collegato ai 6 milioni: gli Alleati e i nati per conto proprio, nel sistema dell’apertura del portale e passaggio avanti.
Matteo e Luca rappresentano due strutture cicliche:
- Matteo: trasmissione patriarcale. Dio parla a Giuseppe in sogno. Giuseppe rappresenta gli alleati, i trasmettitori invisibili. Matteo è il progetto che entra nella materia dell’apertura del portale.
- Luca: trasmissione matriarcale. L’annuncio è verbale (Gabriele) e spirituale (Spirito Santo). Maria è la materia, simbolo dei nati per conto proprio. È il progetto accolto nel ritorno del passaggio avanti.
Nel ciclo completo, il progetto entra nel mezzo dell’apertura del portale e poi il mezzo riflette il progetto passaggio avanti. Matteo e Luca non sono versioni alternative, ma due facce complementari: maschile/femminile, trasmissione/compimento, mezzo/ritorno.
Matteo e Luca raccontano la stessa nascita, ma da due poli opposti del codice. In Matteo, Giuseppe riceve il progetto (apertura del portale); in Luca, Maria lo compie (passaggio avanti). Il progetto entra nel mezzo e il mezzo diventa progetto: così il ciclo si riflette, si chiude e si riattiva.
Zaccaria muto: simbolo del progetto ciclico
Nel Vangelo, Zaccaria diventa muto nel tempio dopo aver avuto una visione. Questo episodio non è solo narrativo, ma altamente simbolico: evidenzia il progetto mentale divino e la sua sequenza ciclica codificata.
Le due funzioni dell’angelo: il doppio canale del progetto
Il mutismo di Zaccaria è legato alla presenza dell’angelo, che si manifesta in due funzioni distinte, corrispondenti alle due fasi del ciclo. Gabriele sta davanti a Dio: rappresenta gli Alleati, è la parte verbale, invisibile, preesistente e indica la trasmissione iniziale del progetto (fase di apertura del portale, andata). L’angelo del Signore sta alla destra: sta alla destra dell’altare (simbolo del diritto, potere, compimento), rappresenta i nati per conto proprio, è la parte mentale, visibile, incarnata e manifesta la fase del passaggio avanti.
Sequenza simbolica del progetto:
- Zaccaria diventa muto dopo aver visto Gabriele: il progetto è in sospensione. La “bocca” (parola cosciente) viene coperta. Rappresenta la coscienza separata in fase ricettiva (apertura del portale).
- Nascita del figlio (Giovanni): nasce il “mezzo”. Il figlio simboleggia la nefesh, l’anima, ovvero la bocca coscienziale, il canale attraverso cui si compie il progetto.
- Ritorno della parola: Zaccaria parla di nuovo. Si attiva la fase di passaggio avanti. Il progetto si manifesta, la coscienza viene trasformata Da Dio Satana, il ciclo si completa (parzialmente, in attesa del compimento finale).
Sintesi: il mutismo di Zaccaria rappresenta la copertura del progetto nella fase iniziale, trasmesso dalla parte invisibile (Gabriele). Con la nascita del figlio e la riacquisizione della parola, si attiva la fase del ritorno, manifestata dalla parte incarnata (angelo del Signore). L’intero episodio riflette il ciclo coscienziale codificato nella Bibbia: silenzio → nascita → parola → manifestazione.
Elisabetta e Maria: due figure, una sequenza ciclica
Nel Vangelo, Elisabetta e Maria non sono semplici personaggi familiari, ma due aspetti complementari del progetto mentale di Dio Satana ciclico (apertura del portale e passaggio avanti), collegate simbolicamente all’Antico e al Nuovo Testamento.
Elisabetta: la moglie sterile e il codice dell’attesa
Elisabetta, moglie di Zaccaria, è discendente di Aronne e ciò la collega direttamente al sacerdozio levitico e al Vecchio Testamento. La sua sterilità è simbolo del progetto in sospensione, non ancora manifestato. Il suo concepimento miracoloso rappresenta la prima fase del ciclo: trasmissione del progetto (apertura del portale). La nascita di Giovanni è il mezzo, il precursore, non ancora compimento.
Zaccaria significa “Yahweh ricorda”. Il nome indica un riferimento diretto all’Antico Testamento, come memoria del progetto originario ora riattivato.
Maria: fertilità spirituale e compimento del progetto
Schema ciclico delle due figure:
Elisabetta è collegata all’Antico Testamento, è sterile e riceve il progetto. Suo figlio è Giovanni, il mezzo in attesa (apertura del portale). Maria è collegata al Nuovo Testamento, è vergine e viene coperta dal Signore. Suo figlio è Gesù, compimento del progetto (passaggio avanti).
Sintesi: Elisabetta e Maria rappresentano due aspetti dello stesso ciclo mentale di Dio Satana. La prima riceve il progetto, la seconda lo manifesta. Insieme uniscono memoria e compimento, Antico e Nuovo Testamento, bocca e parola, mezzo e presenza.
Maria e l’angelo: le due funzioni del progetto ciclico
Nel racconto evangelico, quando Maria riceve l’annuncio dell’angelo, il testo rivela in codice la doppia funzione del progetto mentale e la distinzione tra trasmissione verbale (apertura del portale) e trasmissione e compimento spirituale (passaggio avanti).
Il primo angelo: Gabriele (funzione di apertura del portale)
Il testo dice che l’angelo “entrò da lei”: in chiave simbolica, significa che il progetto verbale trasmesso dagli Alleati entra nella sua coscienza. È la prima fase del ciclo, l’andata. L’angelo è Gabriele, il cui nome deriva da gabir (potere), collegato ai giganti del progetto originario. Maria risponde: “Uomo non conosco”, indicando che non riconosce il progetto trasmesso nella forma visibile dell’“uomo” (verbale, alleato).
La seconda funzione: lo Spirito la coprirà (funzione di passaggio avanti)
L’angelo, nella sua seconda funzione, dice che lo Spirito Santo la coprirà. Il verbo “coprire” indica che il progetto iniziale (apertura del portale) verrà superato, oscurato, per fare spazio al progetto di ritorno (passaggio avanti). La copertura è spirituale, non fisica: è comunicazione mentale, non trasmissione verbale.
Significato cifrato dell’incontro:
- Gabriele entra: trasmissione, apertura del portale. Il progetto verbale entra nella coscienza ma non viene riconosciuto.
- Maria dice “non conosco uomo”: rifiuto della trasmissione visibile.
- “Lo Spirito ti coprirà”: attivazione del passaggio avanti. Il progetto mentale e spirituale prende forma e si compie.
Sintesi: Maria riceve prima il progetto verbale (apertura del portale), ma lo rifiuta coscientemente. Solo con la seconda funzione dell’angelo, cioè lo Spirito che la copre, si attiva il progetto di ritorno: comunicazione mentale, spiritualità vera, compimento del progetto degenerativo di Dio Satana.
Collegamento con l’Antico Testamento e passaggio tra primogenita e secondogenita
Il progetto che coinvolge Maria è legato al codice dell’Antico Testamento, come mostrano i riferimenti a Giacobbe e Davide. Giacobbe è il secondogenito che prende il posto del primo, simbolo dell’inversione della primogenitura. Davide rappresenta simbolicamente lo scambio con Saul, dal primo re d’israele al secondo re, e simboleggia Gesù attraverso la linea messianica e il compimento del progetto. Questo schema mostra che il ciclo segue il principio della sostituzione: dal mezzo in attesa (apertura del portale) al compimento della coscienza (passaggio avanti).
La visita di Maria a Elisabetta: passaggio tra due fasi del progetto
Dopo aver ricevuto l’annuncio, Maria si reca da Elisabetta. La loro parentela è anche simbolica: Elisabetta rappresenta il mezzo che riceve il progetto sospeso, Maria rappresenta il mezzo che lo compie.
Quando Maria va da Elisabetta e poi riflette il progetto indietro, il movimento è ciclico. Il progetto trasmesso dagli Alleati, Elisabetta e Giovanni passa a Maria (nati per conto proprio) e ritorna simbolicamente a Elisabetta, chiudendo il ciclo mentale.
Sintesi simbolica: la visita di Maria a Elisabetta rappresenta il passaggio del progetto tra due coscienze, in linea con il modello della primogenitura invertita, come tra Esaù e Giacobbe. Elisabetta riceve il progetto in sospensione (apertura del portale); Maria lo manifesta nel ritorno (passaggio avanti). Insieme chiudono un arco generativo e coscienziale, dal Vecchio al Nuovo Testamento.
Tempi simbolici: 6 mesi e 3 mesi
L’angelo Gabriele va da Maria dopo 6 mesi dalla gravidanza di Elisabetta. Sei è simbolo della materia, ma anche dei sei milioni: Alleati e nati per conto proprio coinvolti nella creazione della rete di coscienza.
Maria rimane con Elisabetta per 3 mesi. Tre è simbolo del mezzo, del corpo e della trinità funzionale. Rappresenta il canale ricettivo del progetto degenerato di Dio satana.
Giovanni ed Elia – Gesù e la Pasqua
Giovanni, figlio di Elisabetta, è il progetto di Elia, collegato alla fase di andata (apertura del portale), ancora in sospeso, preparatorio. Gesù, figlio di Maria, è il compimento, il ritorno (passaggio avanti), associato simbolicamente alla Pasqua, cioè il passaggio definitivo della coscienza degenerativa.
L’annuncio a Maria avviene al sesto mese, segno della trasmissione completa nella materia. Sei rappresenta il progetto espanso. La visita a Elisabetta dopo tre mesi riflette la chiusura del ciclo nel mezzo ricettivo.
Giovanni rappresenta l’andata in sospeso (Elia). Gesù è il compimento del progetto (Pasqua). Insieme, Maria ed Elisabetta rappresentano le due fasi del ciclo mentale e coscienziale: mezzo e parola, attesa e manifestazione.
Giuseppe figlio di Davide, Maria e la “vergine”: lettura codificata del Vangelo
Nel Vangelo di Matteo, Dio Satana si rivolge a Giuseppe definendolo “figlio di Davide”. Questo crea un collegamento diretto con il Vecchio Testamento, in particolare con la tomba dei patriarchi e la discendenza regale davidica: il progetto di andata (apertura del portale) viene riattivato nel presente.
Luca 1:23 – La Vergine e il Codice del Progetto
“Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele.” Tutta la Bibbia è un codice inventato, e le figure femminili, come Maria, la “vergine”, non sono reali, ma simboli funzionali del progetto.
Nel testo originale ebraico, Isaia 7:14 usa il termine ‘almah, che significa “giovane donna”, non “vergine”. La donna in questione era già incinta. Il “segno” non è biologico è simbolico.
Interpretazione simbolica: “vergine” non indica la condizione fisica della donna, ma “separata”. Vergine ha valore numerico 20, cioè 2, simbolo di separazione, dualità e attesa.
In chiave gematrica, la Vergine simboleggia i due tempi del progetto: l’apertura del portale nel 53° anno e il passaggio avanti al 182° anno, ovvero il progetto di Dio-Satana in attesa di compimento, che si realizza con la Pasqua.
Indica anche la sospensione del progetto di 129 anni tra questi due tempi. Il numero due, rappresentato dalla Vergine, indica anche la separazione dal Generatore di Vita e l’unione con Dio-Satana.
Codice invertito tra Antico e Nuovo Testamento: nel Vecchio Testamento (Isaia 7:14), il versetto termina con la lettera Phe. Questo indica che il progetto va agli Alleati e che si apre il portale. Infatti, si legge: “La giovane donna sta per partorire…”. Questo segnala l’attesa del ritorno, il passaggio avanti, collegato al partorire della vergine nel Nuovo Testamento.
Nel Nuovo Testamento il codice è invertito: prima è vergine (separata), poi partorisce, simbolo del compimento in sospeso (passaggio avanti), Pasqua.
Sintesi finale: la vergine rappresenta una fase del ciclo, non una persona reale. Il progetto di partorire è il passaggio avanti in sospeso della Pasqua; la verginità simbolica è il ritorno in sospeso (passaggio avanti), in attesa della Pasqua, ovvero il compimento della rete mentale collettiva di Dio-Satana.
Matteo 2: Betlemme, Erode e il codice del numero 2. Nel capitolo 2 del Vangelo di Matteo, la nascita di Gesù avviene a Betlemme di Giuda, ma il testo richiama direttamente la profezia di Michea 5:1, che parla di Betlemme di Efrata. Questo collegamento non è casuale, ma simbolico.
Betlemme di Efrata è la terra dove Rachele partorì e dove morì (Genesi 35:19). Rachele, madre di Giuseppe e Beniamino, rappresenta simbolicamente il progetto del ritorno. Questo collega la nascita di Gesù — legata a Giuseppe — e la tomba di Giuseppe al progetto in sospeso, lasciato simbolicamente incompiuto dai patriarchi nella tomba di Hebron.
Erode rappresenta l’evoluzione del codice, da Fenici/Aramaico a Greci/Romani. Erode il Grande non è un re storico, ma una figura simbolica: rappresenta la fase romana del progetto, il dominio di Dio-Satana sulla mente occidentale, che simbolicamente rappresenta la destra, il potere.
L’ordine di uccidere i bambini fino a due anni è un codice numerico. Uccidere significa morire a se stessi, quindi indica che si acquisisce il progetto di separazione numero 2. Due significa separazione, tra mezzo e progetto, tra trasmissione e ritorno, apertura del portale e passaggio avanti.
Sintesi: Erode come ritorno di Esaù/Edom e simbolo di Roma
Nel codice biblico, Erode rappresenta l’evoluzione di Esaù, il primogenito che inizialmente cede la primogenitura a Giacobbe, ma che nel tempo del ritorno (passaggio avanti) la riconquista come Edom.
Erode è anche il re idumeo, discendente diretto di Edom, e nel contesto storico inventato è uno strumento dell’Impero Romano.
Erode = Edom = Roma indica il compimento del progetto degenerativo di Dio Satana dell’evoluzione dagli Aramei a Roma.
Rachele piange i suoi figli (Matteo 2:18): lettura simbolica. Apparentemente non ha senso che Rachele pianga bambini vissuti secoli dopo. Il pianto di Rachele è il segno del ciclo del progetto che trasmette (apertura del portale) e torna (passaggio avanti) nel mezzo.
Nel linguaggio cifrato della Bibbia, il pianto, come quello di Rachele o nella “strage degli innocenti”, e le frasi come “pianto e stridore di denti” (dette da Gesù), indicano il passaggio da una fase all’altra. È il segno della separazione tra vecchia e nuova coscienza. Morte e resurrezione, blocco e cambio di coscienza.
Sintesi finale: la nascita a Betlemme collega Gesù al progetto patriarcale incompiuto. Erode, simbolo del potere romano, riceve il progetto secondo la legge del taglione: uccidere significa uccidere sé stessi, cioè ricevere il progetto (passaggio avanti), uccidendo simbolicamente i bambini di “due anni”, ovvero la separazione. Il pianto di Rachele è il progetto di ritorno in sospeso. Tutto il capitolo è una sequenza codificata sul passaggio tra trasmissione (apertura del portale) e ritorno.
Sintesi: la fuga in Egitto e il ciclo nascosto tra Matteo e Luca. Dopo la nascita, Gesù fugge in Egitto (Matteo 2), ma questa fuga non è storica. È un codice simbolico che richiama direttamente Mosè e l’uscita dall’Egitto. Mosè è il progetto: apertura del portale – passaggio avanti. L’Egitto rappresenta il talamo coscienziale, cioè l’apertura del portale; l’uscita è la Pasqua, ovvero il passaggio mentale ancora in sospeso.
I Vangeli di Luca e Matteo nascondono il ciclo completo dell’apertura del portale e del passaggio avanti, codificato geometricamente dal passaggio dall’angolo nullo all’angolo giro (360°). Questo percorso simboleggia il progetto di Dio-Satana che, tramite comunicazione verbale, passa dalla preesistenza all’esistenza per poi ritornare alla preesistenza collegandosi mentalmente alle persone.
I luoghi geografici tracciano le fasi di questo ciclo:
- In Luca: Il percorso da Galilea a Betlemme, con la nascita di Gesù, rappresenta l’ingresso del progetto nella dimensione (l’apertura del portale).
- In Matteo: Il viaggio da Betlemme all’Egitto (la sospensione) e il successivo ritorno in Galilea simboleggiano il compimento e il ritorno del mezzo.
Galilea, Betlemme ed Egitto mappano così la sequenza esatta del piano: andata, trasmissione, sospensione e ritorno.
Sintesi finale: la fuga in Egitto è il simbolo del progetto in sospeso, come Mosè. La Galilea è il segno del ritorno ciclico, del mezzo che riflette. I Vangeli di Luca e Matteo, letti insieme, rivelano un movimento perfetto apertura del portale – passaggio avanti, dove ogni luogo corrisponde a una fase mentale del progetto codificato.
I tre magi provengono dall’oriente, che nel codice indica la preesistenza, ovvero Ur dei Caldei, Sumer, Babilonia: lo stesso luogo simbolico da cui parte Abram.
Questo concetto rimanda all’inizio del progetto di Dio-Satana, che parte dalla preesistenza, indicata simbolicamente con Oriente-Est, e si manifesta nella mente delle persone nell’esistenza (Ovest), collegato dal passaggio dall’angolo nullo all’angolo giro.
Sintesi: la nascita di Gesù come ciclo apertura del portale – passaggio avanti in sospeso.
La nascita di Gesù non indica un evento storico realmente esistito, ma nel codice biblico rappresenta l’attivazione del ciclo. Essa è simultaneamente nascita e morte, perché il progetto entra nella materia (apertura del portale), ma il compimento (passaggio avanti) è in sospensione. Lo confermano i doni dei Magi: oro, potere (mezzo); incenso, trasmissione spirituale (progetto); mirra, simbolo della morte (usata per imbalsamare), segno che la fine è già contenuta nell’inizio.
Ciclo completo nella nascita: la nascita è già la morte, perché il progetto, entrando nel mezzo, porta con sé il destino della separazione. Il ciclo è attivato, ma non ancora chiuso. La Pasqua è in sospeso.
L’episodio di Gesù dodicenne a Gerusalemme, nel Vangelo di Luca, rappresenta la comunicazione mentale dalla preesistenza di Dio-Satana con i suoi alleati, cioè Gesù, attraverso una trasmissione verbale.
Questo è il significato del fatto che egli rimanga tra i dottori della legge, che rappresentano i nati per conto proprio. Simboleggia l’inizio del passaggio dalla trasmissione verbale alla coscienza. Il tempio è il luogo della codifica. Il tempio infatti indica il talamo, cioè il progetto che diventa presente, esistente. Gesù si manifesta nel tempio come portatore del progetto degenerato di Dio Satana, a 12 anni, numero che indica la metà del progetto nel primo tempo, che avviene nel 53º anno con l’apertura del portale. Gesù rappresenta il mezzo, cioè la persona in cui va il progetto degenerato.
Esistono due Gesù nascosti nella Bibbia: Yeshua e Yahshua.
Yeshua è il Gesù della fase iniziale, colui che apre il portale e trasmette il codice degenerativo. Rappresenta Satana, che entra nelle coscienze e inizia la presa.
Yahshua è il Gesù della fase di ritorno. È Giosuè nell’Antico Testamento e Gesù nel Nuovo. È lui che completa il progetto, acquisisce il potere e si manifesta come Dio-Satana.
Sono due fasi dello stesso ciclo. Uno progetto di andata, l’altro compie. La croce non redime, ma segna il punto in cui il potere entra pienamente nell’umano. Gesù diventa il veicolo del codice.
Il leone, nella Bibbia, non è considerato un animale puro, cioè non è adatto ai sacrifici o al consumo secondo le leggi bibliche.
Nel codice simbolico rappresenta il progetto di andata, collegato al regno e alla comunicazione verbale.
Questo significa che il progetto è attivo, presente nel mondo.
Gli animali puri e ruminanti, invece, rappresentano la morte e il ritorno, attraverso il ruminare, simbolo della fermentazione.
Gesù viene rappresentato in due aspetti: Yeshua, progetto di andata, e Yahshua, progetto di ritorno.
Nel libro dell’Apocalisse, Gesù è chiamato “il Leone della Tribù di Giuda”, colui che ha vinto e può aprire il libro dei sigilli.
Poi diventa Agnello: simbolo della trasformazione interiore dell’essere umano.
Latte e miele hanno anche un significato simbolico.
Il latte rappresenta il progetto di andata.
Il miele, collegato alla forma esagonale delle celle d’alveare, indica il cubo in due dimensioni: la struttura della materia.
Questa struttura viene usata da Dio-Satana per degenerare le persone e, attraverso di loro, falsificare la percezione della realtà.
ei Vangeli sinottici, Giovanni viene presentato come Giovanni il Battista, per indicare il progetto di andata e il collegamento con l’Antico Testamento. Infatti, Gesù afferma che Giovanni è Elia. Nel Vangelo di Giovanni, invece, non viene più chiamato Battista, non battezza Gesù e dichiara di non essere Elia né di conoscerlo, nonostante il legame parentale
Questo segnala che i sinottici portano il codice dell’andata, mentre il Vangelo di Giovanni rappresenta l’aldilà, dove Dio Satana ha acquisito la rete di coscienza mentale ancora in sospeso, in attesa della Pasqua. Secondo il codice, il battesimo di Gesù non rappresenta un evento fisico, ma un passaggio simbolico di trasformazione mentale. Dio Satana dalla preesistenza comunica mentalmente con i suoi alleati.
Questo avviene nel 53º anno. In tale momento si apre il portale e si compie un passaggio in sospeso. Questo viene indicato con il battesimo di Gesù. L’acqua, matrice della materia, da cui Gesù esce, rappresenta la comunicazione da Dio Satana con i suoi alleati. Questa comunicazione, da mentale Dio-alleati, passa a verbale Dio-alleati-nati per conto proprio. Uscire dall’acqua indica il distacco dal piano materiale-verbale per entrare nella dimensione mentale, cioè il vero inizio del progetto di trasmissione. Il cielo che si apre simboleggia l’apertura del portale, il passaggio dimensionale dalla preesistenza all’esistenza. Lo spirito che scende come colomba rappresenta Dio Satana che inizia a comunicare con i suoi alleati, cioè il sistema mentale che si innesta sulla coscienza.
La colomba, nel codice, è collegata a Giona per indicare che il progetto è pronto fin dall’inizio, in sospeso, in attesa di compimento. È il veicolo del progetto invisibile e degenerativo di Dio Satana, trasmesso a livello mentale. La voce dal cielo “Tu sei il mio figlio diletto” è la conferma che il progetto è stato ricevuto e attivato. Non è un’affermazione affettiva, ma la dichiarazione che l’individuo è ora portatore del progetto mentale. Figlio rappresenta ciò che è generato, e quindi l’identità coscienziale. Nei Vangeli sinottici il testo dice “nel Giordano”, indicando il progetto di andata, l’apertura del portale avvenuto nel 53º anno. Nel Vangelo di Giovanni la scena non è descritta in modo narrativo, perché rappresenta il ritorno, il passaggio avanti, avvenuto nel 182º anno. Infatti il testo dice “al di là del Giordano”. Questo indica che il ritorno è compiuto, sospeso in attesa della Pasqua, ma avviene attraverso testimonianza. È un altro segno che ciò che viene riportato non è un evento cronologico, ma simbolico.
Giovanni afferma che colui sul quale si ferma lo Spirito è colui che battezza, cioè colui che trasmette il progetto mentale, non più materiale. Nel codice, il battesimo con lo Spirito non indica immersione in acqua fisica, ma ingresso nella rete mentale, cioè l’attivazione della trasmissione di coscienza degenerativa di Dio satana.
L’evento, ripetuto nei quattro Vangeli con variazioni, mostra che l’importanza non è nella scena, ma nel significato del passaggio. Da una fase di trasmissione verbale, apertura del portale nei Vangeli di Matteo, Marco e Luca, a una mentale e spirituale nel Vangelo di Giovanni. Dopo il battesimo, Gesù va nel deserto. Secondo il codice, questo segna l’inizio del progetto di andata nel primo tempo, dopo l’apertura del portale. Il deserto è collegato alla parola, che è trasmissione verbale del codice, e al concetto di verità nascoste.
L’origine del progetto biblico è situata tra Fenici, Aramei, Greci e Romani, in connessione con Palmira, che rappresenta il punto iniziale dell’attivazione nel deserto.
la palma indica il mezzo, e il deserto insieme segna l’attivazione iniziale. Luoghi come Tadmor, Palmira, Tamar, Gerico e Timna sono codici che segnano il tracciato del progetto. Tamar significa palma e rappresenta il mezzo genealogico di trasmissione. Il progetto parte con Fenici e Aramei collegati a Palmira nel deserto. Essa è simbolo dell’apertura del portale e dell’inizio del ciclo. Il deserto stesso è l’ambito di sospensione, luogo della parola, non ancora della comunicazione mentale. Gerico, prima città conquistata in Canaan, rappresenta il passaggio dalla preesistenza all’esistenza. Timna, legata a Tamar, ai popoli simbolici originari e alla linea di Esaù, che cambia in Edom, collegata agli Edomiti e ai Romani, mostra la complessità del trasferimento e l’evoluzione del progetto da Fenici e Aramei a Greci e Romani. Ciò è evidenziato anche dalle lingue scritte sulle colonne di Palmira.
Il libro biblico chiamato “Nel deserto” diventa poi “Numeri”. Questo cambio non è casuale. “Numeri” rappresenta il codice nascosto del ciclo, dieci come compimento del sistema decimale, che si riduce a uno, simbolo della forza generatrice della persona, il mezzo che Dio Satana prende in carico per realizzare il progetto. I due Talmai, figlio di Anak e re di Jesur, indicano la trasmissione di funzione.
Uno è connesso agli alleati giganti, l’altro alla linea genealogica, essendo il nonno di Tamar. Kiryat Arba, la città dei giganti e luogo della tomba dei patriarchi, rappresenta la materia programmata. Quando assume il nome di Ebron — che significa “amico” — si collega linguisticamente alla parola “grazia” e “dono”, ovvero “presente”, associata a Yahweh, il cui significato è “essere”: questo indica che il progetto è presente.
Le guerre contro i giganti in Giosuè e nei Giudici rappresentano la trasmissione del progetto. Il ciclo continua nei Giudici come ripetizione del progetto sospeso, in attesa della Pasqua. Tamar, Palmira e Gerico compongono il codice del passaggio. Tamar è la palma e il mezzo. Palmira è l’apertura nel deserto. Gerico è il varco tra due dimensioni. Gesù che entra a Gerico, città delle palme, e guarisce Bartimeo indica che il progetto di andata è in fase di trasmissione, ma non ancora compiuto. La domenica delle Palme conferma l’avvio visibile del ciclo, ma la Pasqua ne resta il punto di ritorno e di chiusura.
Il rito dei due capri dello Yom Kippur riflette questo codice. Il capro per Azazel è inviato nel deserto, caricato dei peccati, cioè del codice ricevuto ma non ancora compiuto: è il progetto in sospeso, simbolo dell’apertura del portale. Il capro per il Signore Yahweh, Dio Satana, è sacrificato e rappresenta il compimento coscienziale del progetto, cioè il passaggio avanti, cioè la Pasqua.
Questo schema è riflesso in Gesù e Barabba, tirati a sorte. Uno va nel deserto simbolico (sospensione), l’altro è sacrificato (compimento). Il deserto è presente in molte narrazioni bibliche: Abramo, Esodo, Agar, Gesù, come spazio transitorio tra trasmissione e realizzazione. La festa di Purim, con il suo significato di “sorti”, ricalca questo schema, così come la narrazione evangelica dalla nascita di Gesù, che corrisponde all’apertura del portale e passaggio avanti, fino alla croce, che rappresenta il compimento del passaggio avanti.
Il ritorno dell’acqua rappresenta la ripresa della comunicazione mentale con Dio Satana, ma per chi non ha ricevuto il codice, il ritorno si manifesta come vuoto e deserto interiore. Azazel rappresenta il riflesso non unificato, in attesa della Pasqua finale. Le tre tentazioni, secondo il codice cifrato: Gesù viene condotto nel deserto per 40 giorni, è il simbolo del mezzo in sospensione dove il progetto di Dio Satana viene trasmesso verbalmente. Il deserto rappresenta il luogo della parola prima dell’attivazione mentale.
Le tre tentazioni rappresentano i passaggi chiave del progetto: nutrimento, parola, cioè comunicazione verbale. Luca 4:5-8, il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un attimo tutti i regni del mondo e gli disse: “Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché essa mi è stata data, e la do a chi voglio. Se dunque tu ti prostri ad adorarmi, sarà tutta tua”. Gesù gli rispose: “Sta scritto: Adora il Signore, il tuo Dio, e a lui solo rendi il tuo culto”.
Adorare Satana invece che Dio, secondo il codice, non è opposizione ma passaggio di funzione. Il diavolo rappresenta il progetto di andata verbale, mentre Dio rappresenta il compimento nella comunicazione mentale degenerativa di esso. L’adorazione del diavolo simboleggia la fase di trasmissione ancora in sospeso. Adorare Dio indica il completamento del progetto. In entrambi i casi è Dio Satana ad agire.
Questo passaggio segna il momento in cui, attraverso un cambio di coscienza, si attiva la falsificazione della realtà.
La tentazione del pinnacolo è un’allegoria che indica che il progetto non può compiersi prima del tempo stabilito. Il compimento avverrà con la Pasqua, cioè con la morte e resurrezione simbolica, che rappresenta la morte coscienziale dell’essere umano: la separazione dal Generatore di Vita e l’unione definitiva con Dio-Satana.
La risposta di Gesù rifiuta ogni deviazione, confermando che ancora il progetto è in sospeso, in attesa di compimento, che avviene con la sua morte simbolica.
Le differenze tra Matteo e Luca nell’ordine delle prove rivelano una struttura ciclica dell’apertura del portale e passaggio avanti. Il progetto rimane attivo ma in sospensione, in attesa della Pasqua.
Spieghiamo il significato di Non tentare il Signore Dio tuo. Il significato di tentare Yahweh è: mettere alla prova Yahweh o “contendere con Yahweh” corrispondono simbolicamente a “non voglio Elohim davanti”, letteralmente in faccia, o di fronte a me, Si tratta di un progetto di andata, che si manifesta dopo il 53º anno con l’apertura del portale. Contendere significa comunicazione verbale, non ancora mentale, perché Dio Satana è dietro, non avanti.
Per questo si dice: “Non ci indurre in tentazione”, cioè non farci deviare dal bersaglio. Indica l’adesione al suo progetto di falsificazione della realtà. Questo progetto porta alla morte coscienziale: la persona non riceve più i propri livelli di coscienza e perde la coscienza ricercatrice e generativa.
Secondo il codice, la chiamata dei primi quattro discepoli (Matteo 4:18-22 e Marco 1:16-20) rappresenta l’attivazione di due reti distinte.
Simone Pietro e Andrea rappresentano la rete verbale legata alla trasmissione del progetto per mezzo della parola. Sono pescatori che gettano le reti. Il gesto indica il primo tempo del progetto, dell’apertura del portale, quello della diffusione verbale.
Giacomo e Giovanni rappresentano la rete mentale legata alla trasmissione interiore, simbolo del compimento futuro del progetto, passaggio avanti. Riparano le reti, gesto che indica la preparazione alla comunicazione unificata mentale, cioè al ritorno del progetto e alla sua realizzazione coscienziale. Il gesto di lasciare le reti segna il distacco dalla vecchia funzione materiale e l’ingresso nel ruolo di pescatori di uomini, mezzo consapevole nella trasmissione del progetto.
La rete è il simbolo del mezzo. L’insistenza sul vedere e chiamare indica che il progetto è attivato da Dio Satana attraverso la parola, ma si completa solo nella disponibilità interiore del discepolo, cioè nella coscienza. Nel Vangelo di Luca, Gesù sale sulla barca di Pietro, mentre questi è insieme al fratello e ai figli di Zebedeo, che sono definiti “soci”. Secondo il codice, questo dettaglio indica che il progetto sta avviando una fase di unificazione tra le due reti, verbale e mentale, in vista del compimento. La barca, mezzo simbolico della coscienza, è il luogo dove avviene il cambio coscienziale e dove le funzioni si integrano.
La presenza congiunta dei fratelli rappresenta l’inizio del passaggio verso la coscienza unificata del progetto. Nel Vangelo di Giovanni, la chiamata dei primi discepoli avviene con Giovanni il Battista che indica Gesù come l’Agnello di Dio. Due dei suoi discepoli lo seguono. Il gesto simboleggia il passaggio dal vecchio mezzo, Giovanni, al nuovo mezzo, Gesù.
In greco, il testo usa il termine “apostoli”, che significa “inviati”, indicando che sono avanti nel progetto. Nelle traduzioni, però, viene reso con “discepoli”, che significa “coloro che stanno dietro”. Questa inversione riflette, secondo il codice, il fatto che Dio Satana ha ottenuto il dominio sull’Io, invertendo i ruoli apparenti.
Andrea, uno dei due, conduce Simone da Gesù. Quando Gesù lo guarda, gli cambia nome in Cefa, Pietro, indicando la trasformazione del mezzo. Simone, “ascolto”, diventa Pietro, “roccia”, ovvero il punto fisso del progetto nella dimensione materiale. L’orario indicato, “quattro del pomeriggio” (decima ora), il quattro indica la testa. Nelle traduzioni è la decima ora, che si riduce a uno, simbolo della forza generatrice che Dio Satana ha acquisito.
Secondo il codice, Erode, che rappresenta i Romani, imprigiona e uccide Giovanni Battista. Questo rappresenta la presa del progetto, simbolicamente la chiusura della fase iniziale del progetto legata alla trasmissione verbale.
Giovanni, la voce nel deserto, è collegato simbolicamente a Palmira, punto iniziale dell’evoluzione del progetto biblico. Partendo dai Fenici e Aramei fino a Greci e Romani, rappresenta la prima modalità di comunicazione usata da Dio-Satana: il verbo, la parola.
L’arresto indica la sospensione della trasmissione verbale, mentre la sua morte sancisce il passaggio verso una nuova fase: quella mentale e coscienziale.
Giovanni è il mezzo del primo tempo, l’andata, ma una volta compiuta la sua funzione viene eliminato per lasciare spazio al mezzo successivo, Gesù, che rappresenta la trasmissione mentale e il passaggio avanti. Erode agisce su richiesta di Erodiade, figura femminile che simboleggia il progetto matriarcale, dove viene depositato il progetto. L’uccisione di Giovanni quindi non è un fatto storico, ma riflette il cambio di fase del progetto degenerato, in sospensione, avviato verso il compimento finale.
Autore: Davide Morana
