Decifrazione in sintesi del Nuovo Testamento, quinta parte
Lettura in codice degli eventi della passione, confronto tra i Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni. La cena avviene nella cornice degli azzimi: l’assenza di fermentazione indica il progetto in sospeso. In Matteo, Marco e Luca avviene prima della Pasqua, che indica il momento precedente al compimento della rete di coscienza. Questo dettaglio distingue il tempo del progetto in fase di chiusura verbale e la soglia del passaggio mentale.
L’istituzione dell’Eucaristia — che significa “rendere grazie” — in codice corrisponde a “dono”, ovvero “presente”, cioè “rendere presente”. Questo è indicato con il nome Yahweh, appellativo che deriva dal verbo hawah, “essere”, per indicare che il progetto è presente.
Infatti Gesù significa re dei Giudei, e le iniziali corrispondono a Yahweh. In Matteo, Marco e Luca, l’Eucaristia rappresenta la distribuzione del progetto verbale, pane e vino come corpo e sangue.
Dopo l’Eucaristia, che rappresenta il progetto di andata, così come il battesimo, la lavanda dei piedi simboleggia il progetto di ritorno e il suo compimento. Infatti, Gesù lava i piedi e si spoglia: in questo contesto, la nudità rappresenta la trasmissione.
I piedi, nel linguaggio simbolico, sono un eufemismo per l’organo riproduttivo maschile, e indicano il seme. Allo stesso tempo, come elemento ricevente, rappresentano la coscienza, intesa come mezzo che accoglie il progetto. L’acqua simboleggia la matrice della materia, che riceve il seme—cioè il progetto degenerativo—trasmesso attraverso la coscienza delle persone.
Il luogo della preghiera cambia: nei Vangeli Sinottici è Getsemani, mentre nel Vangelo di Giovanni è un giardino al di là del Cedron. Getsemani significa “frantoio”, ovvero la macchina dove vengono portate le olive per produrre olio. Con l’olio si accendevano le lampade: la luce, in questo contesto, simboleggia la messa in evidenza del progetto degenerativo. Il frantoio allude quindi alla trasmissione e alla compressione del progetto, al suo passaggio attraverso una fase di pressione e trasformazione degenerata, guidata da Dio-Satana.
Il giardino, invece, è simbolo di origine e ritorno, un richiamo all’Eden, che secondo il codice rappresenta il “recinto mentale” segno che il progetto si riapre e ritorna alla sorgente, dove avvenne l’alterazione della coscienza.
Il passaggio successivo avviene oltre il Cedron, il torrente. Il Cedron richiama l’acqua, simbolo della matrice della materia. Attraversare il torrente indica che la falsificazione della percezione della realtà entra nella fase di compimento, coinvolgendo direttamente la materia stessa.
Durante la preghiera, Gesù si isola con i suoi discepoli più intimi: Pietro, Giacomo e Giovanni, che rappresentano simbolicamente il numero tre, ovvero il mezzo, l’essere. Il fatto che dormano indica la cessazione della coscienza, uno stato di sospensione in cui il progetto di Dio Satana può agire.
Il progetto non è ancora compiuto ma sospeso, in attesa del compimento, cioè dell’attivazione mentale, che avviene con la pasqua.
L’arresto avviene sempre con Giuda, che guida i sacerdoti e bacia Gesù. Il significato del bacio di Giuda, secondo il codice, è chiarito quando Gesù dice: “Amico, con un bacio tradisci il figlio dell’uomo?”
Trasformazione semantica del termine “amico”
Il termine amico, nel codice del progetto di andata, è legato alla radice greca philos, la stessa da cui deriva philia. Nella trasformazione semantica, philia corrisponde talvolta all’ebraico ahav.
Con il progetto di ritorno, questa linea semantica evolve nel termine greco agape. Agape si collega agli ebraici Chesed e Chen.
Questi termini portano alla Catena semantica da grazia a Yahweh.
Grazia è associata al concetto di dono, il dono significa presenza, e la presenza è collegata al verbo “essere”.
L’essere è connesso al verbo Hayah di Yahweh, che deriva dal verbo essere e indica la presenza di Dio-Satana nella dimensione, ovvero l’esistenza del progetto di Dio-Satana dalla preesistenza.
Il figlio dell’uomo indica la coscienza, la persona stessa, l’io. Il bacio è un’allegoria per rappresentare il tradimento verso sé stessi, indotto dal fatto che Dio-Satana, tramite Gesù, sta modificando la coscienza.
È il simbolo della separazione dal Generatore di Vita — per chi lo è — e segna l’unione con Dio-Satana, dando inizio alla trasformazione della coscienza. degenerativa
Il progetto viene ora preso in carico per essere portato a compimento, che, tramite il credo (la religione), significa legare, cioè legare a Dio-Satana. Diventa un sistema di controllo mentale mondiale. Con l’evoluzione del progetto dai Fenici-Aramei ai Greci-Romani, nella Bibbia i nomi non rappresentano persone reali, ma funzioni del progetto.
Giuda simboleggia il passaggio della primogenitura e l’alleanza con il progetto. Il nome Iskariota (uomo di Cariot) lo collega simbolicamente a Kiriat Arba, luogo dei giganti Nephilim e porta tra esistenza e preesistenza, collegato simbolicamente anche alla tomba dei patriarchi. Per compiere il progetto sospeso, la vendita di Gesù rappresenta il momento in cui il progetto viene preso, consegnato e avviato verso la trasformazione. Infine, il collegamento con Giuda il Taddeo suggerisce la prosecuzione e diffusione del progetto mentale.
Il rinnegamento di Pietro, secondo il codice, è simbolismo del gallo. Il triplice rinnegamento di Pietro nei Vangeli rappresenta il passaggio dalla comunicazione verbale a quella mentale, con la morte di Gesù che indica la morte coscienziale della persona.
Pietro, figura del progetto verbale che ancora non ha attivato la rete mentale, nega di conoscere Gesù, cioè il progetto di trasformazione. La ripetizione del rinnegamento in tre momenti progressivi evidenzia il numero tre, che indica il primo tempo del progetto, e il mezzo che diventa progetto, che rappresenta il secondo tempo del progetto.
Il gallo che canta dopo il rinnegamento non è un dettaglio casuale. Secondo il codice, è un’allegoria del cervello: in particolare richiama una porzione anatomica del cervello simile nella forma a un gallo. Questo canto segnala un punto di svolta. La coscienza non è più considerata proveniente dall’anima, cioè dai nostri livelli di coscienza dall’invisibile, ma come proveniente dal cervello, in particolare dal talamo, che funge da terminale, ma non da generatore della coscienza.
Con la morte di Gesù, che rappresenta la fine del progetto verbale, avviene simbolicamente anche la morte della persona che si identifica con una coscienza proveniente dai nostri livelli di coscienza. Al suo posto subentra un cambio di percezione: la coscienza non scende da un’anima esterna, ma si attiva mentalmente attraverso un sistema di rete. Questo passaggio è la base del progetto di Dio-Satana, che sposta il centro dell’essere dall’anima alla struttura neurologica. Il gallo, dunque, segna il momento in cui la vecchia visione “anima-coscienza” viene rinnegata, e quella nuova “cervello-coscienza manifestata” si impone.
Il processo a Gesù e il rinnegamento di Pietro rappresentano simbolicamente il passaggio dalla comunicazione verbale a quella mentale. Gesù tace di fronte alle accuse: il progetto non risponde più con parole, ma attraverso rivelazione interiore.
Quando afferma che il figlio dell’uomo sarà visto sulle nubi, sta indicando il passaggio alla rete mentale degenerata di Dio satana e la trasmissione del sistema solare che avvenne il 182º anno.
Il concetto del figlio dell’uomo, secondo il codice cifrato, non riguarda Gesù come persona, ma il progetto dell’uomo, cioè la coscienza individuale. Il figlio dell’uomo è quindi l’IO, sé stesso, dopo la presa di coscienza di Dio Satana.
Dio satana, in questo contesto, viene visto come un passaggio, un portale che trasmette il sistema solare, ma allo stesso tempo falsifica la realtà: una simulazione dell’universo e del cosmo. Il portale è il passaggio, Pasqua, 182º anno. Il concetto del portale indica un passaggio mentale. Il figlio dell’uomo, nella Bibbia, le citazioni da Marco 13:26 e Daniele 7:13-14 sono evocative. Il figlio dell’uomo viene sulle nubi, ma non torna nessuno. Tra le nubi spunta solo il sole, che è trasmesso dalle persone alleate o presi da Dio-Satana.
La decifrazione del codice cifrato, in sintesi, il messaggio dice: “Il figlio dell’uomo è l’uomo, cioè l’io, la propria coscienza. Il Padre è colui che genera, inteso come la coscienza del Figlio. Il Sole non è un salvatore tra le nubi, ma è la trasmissione del sistema solare e della falsificazione della percezione della realtà. La Pasqua non è un evento storico, ma il passaggio avanti, cioè l’inizio del ciclo dei 1000 anni.” Il sommo sacerdote, figura degli alleati di Dio-Satana e della comunicazione verbale, si straccia le vesti: segno della trasmissione scoperta, cioè del cambio di coscienza, del progetto di ritorno agli alleati. La violenza subita da Gesù rappresenta il ricevere il progetto finale, in sospeso, in attesa della sua morte.
Pilato e il concetto di verità, secondo il codice. Nel confronto tra i Vangeli, Pilato rappresenta la figura del progetto di comunicazione verbale, che si confronta con il progetto di trasformazione alla comunicazione mentale portato da Gesù. In Giovanni, Gesù afferma che è venuto per rendere testimonianza alla verità, ma non specifica quale.
Pilato risponde con una domanda ambigua: “Che cos’è la verità?” — non “Qual è?”. Questo, in chiave simbolica, poiché i personaggi non sono storicamente esistiti, indica che Pilato svela l’esistenza del codice nascosto.
La parola “verità”, secondo il codice, deriva da “alétheia”, che significa svelamento, rivelazione. Gesù non porta la verità dell’umanità, ma rivela il progetto degenerativo di Dio-Satana: la trasformazione della coscienza, non la sua salvezza.
Nel Vangelo di Matteo, Pilato si lava le mani, cioè si separa simbolicamente dal progetto verbale, in attesa di compimento.
Il progetto viene trasferito al popolo, inteso come l’insieme degli altri che lo ricevono accettando il sangue di Gesù, il quale rappresenta simbolicamente il progetto stesso come parte del processo. Questo passaggio ne rafforza il significato: il sacrificio simbolico libera il progetto dalla dimensione puramente verbale e ne consente l’attivazione sul piano mentale.
Pilato non riconosce la verità, ma il codice della creazione della rete di coscienza, sistema di controllo mentale. Gesù non spiega, ma incarna la verità in codice: non è conoscenza, ma attivazione del progetto degenerato, che conduce alla rete mentale.
Pilato e la flagellazione (lettura in codice)
Poiché Gesù si è dichiarato Re dei Giudei, viene sottoposto alla flagellazione. Secondo il codice, la flagellazione non indica una punizione fisica, ma un atto di scacciare e trasmettere: lo stesso verbo che ricorre quando Gesù scaccia i mercanti dal Tempio, o quando “Satana scaccia Satana”. È un’azione di espulsione e, allo stesso tempo, di attivazione del progetto.
Le differenze tra i Vangeli sono significative:
• Matteo e Marco presentano la flagellazione come una procedura necessaria: una fase della trasmissione che deve avvenire.
• Luca, in modo anomalo, non descrive la flagellazione come compiuta, ma solo proposta: il segno che la trasmissione è già avvenuta su un altro piano.
• Giovanni colloca la flagellazione in un momento diverso: non alla fine del processo, ma nel mezzo, indicando che la trasmissione è in corso.
Dopo la flagellazione, Gesù viene rivestito e incoronato, e Pilato lo presenta alla folla dicendo: «Ecco l’uomo» (Ecce Homo).
Qui “l’uomo” non è la persona fisica, ma il progetto dell’uomo, il progetto di andata.
Il mantello assume un ruolo centrale:
• In Marco è rosso: indica il progetto di andata.
• In Giovanni è porpora (rosso + blu): il blu aggiunge il riferimento all’acqua, la matrice della materia, segnalando l’inizio della falsificazione della percezione della realtà.
La corona di spine, ricavata da un ramo spinoso, affonda nella testa: non nel corpo, ma nella coscienza.
Le spine indicano incisione; l’incisione richiama il corno, simbolo di potere. È il segno del potere che Dio–Satana acquisisce incidendo il progetto degenerativo nella coscienza. Il riferimento al roveto collega simbolicamente questa incisione all’origine del progetto.
Il mantello rappresenta la copertura del progetto generativo: ciò che viene nascosto o sovrascritto. Le spine rappresentano l’atto di impianto.
La Via Crucis, infine, non è solo un cammino fisico. Le sue 14 stazioni rimandano al numero:
• 1 + 4 = 5
Il 5 indica il progetto che raggiunge la sua meta e diventa mezzo. La croce portata fino al Calvario rappresenta quindi il compimento del progetto che si struttura nel mezzo umano.
Secondo il codice, il rilascio di Barabba da parte di Pilato rappresenta la separazione rituale tra due modalità del progetto: Barabba — in alcuni testi chiamato Gesù Barabba — simboleggia il progetto in sospensione, legato all’apertura del portale; mentre Gesù rappresenta il compimento, il passaggio avanti.
Pilato incarna la fase conclusiva della sequenza storica e simbolica, che va dai Fenici-Aramei ai Greci-Romani, nel contesto del progetto evolutivo della coscienza.
Il gesto di pilato del “tirare a sorte” richiama il rituale del Giorno dell’Espiazione (Yom Kippur), che prevedeva l’estrazione a sorte di due capri: uno per Yahweh, destinato al sacrificio, e uno per Azazel, mandato nel deserto. L’estrazione serviva a determinare quale capro sarebbe stato sacrificato e quale sarebbe diventato il capro espiatorio.
Nel codice, i concetti di “sorte” e “deserto” presenti nella Bibbia indicano passaggi dalla preesistenza all’esistenza.
Nella Bibbia, la parola “sorte” non indica solo il destino assegnato, ma è anche un termine cifrato che rivela il passaggio del progetto dalla preesistenza (andata, apertura del portale) alla manifestazione materiale (esistenza, ritorno, passaggio avanti). Sorte è simbolo del destino che proviene dall’aldilà, cioè dall’apertura del portale, ma una volta tirata o assegnata, diventa presenza nel tempo, cioè nell’aldiquà.
Quindi, tirare a sorte significa attivare il progetto, passando dalla preesistenza all’esistenza del 53º anno, e trasportarlo nella dimensione materiale, dove è ancora in sospensione. In base al codice, questo momento rappresenta lo Yom Kippur e il ritorno, destinato a compiersi nel passaggio avanti, cioè nella Pasqua.
Il simbolo del deserto rappresenta il progetto in sospeso. Il deserto, indicato simbolicamente dal numero 40, corrisponde al numero 4 e rimanda alle 22 ossa della testa e al golgota. Non è un luogo fisico, ma una condizione mentale che esprime la sospensione del progetto di Dio-Satana.
In questa fase, il progetto è stato annunciato ma non ancora compiuto.
Azazel e il deserto rappresentano la fase intermedia del ciclo: apertura del portale, passaggio avanti, cioè tra l’annuncio (Pasqua) e il compimento. Il numero 40 indica la sospensione temporale, il mezzo. I ciclo è tra due tempi: andata (53º anno, apertura del portale) e trasmissione verbale del progetto ai “ nati per conto proprio”; ritorno (182º anno), il progetto torna dagli “nati per conto proprio” agli alleati, ma rimane in attesa di attivazione.
Il termine ebraico “midbar” (deserto) deriva da “dabar” (parola). Il deserto è il luogo della parola trasmessa, ma non ancora interiorizzata. L’assenza d’acqua simboleggia l’assenza di comunicazione mentale: il progetto è detto, ma non ancora compiuto, che avviene con la pasqua.
Il sorteggio dei due Gesù. I due Gesù simboleggiano: Gesù sulla croce il sacrificio, e Barabba, che in realtà è Yahshua, il figlio del padre, cioè il progetto di andata. Barabba viene tirato a sorte tra Gesù il Cristo e Gesù Barabba. Il nome Barabba significa “figlio del padre” ed è collegato al capro espiatorio, il quale viene condotto nel deserto (Luca 4:13, Matteo 4:1). Come Gesù, che fu guidato dallo Spirito per essere tentato dal diavolo, viene tirato a sorte: uno è cacciato nel deserto per Azazel, l’altro viene ucciso per Yahweh, che in realtà la stessa cosa.
Gesù nel deserto rappresenta simbolicamente l’apertura del portale e il passaggio avanti in sospeso, che si compie nel 53º anno. Secondo questo concetto, la Bibbia non segue una cronologia lineare, ma si basa su una sequenza di apertura del portale e passaggio avanti. L’inizio può essere la fine e viceversa, e un punto del testo può collegarsi con qualsiasi altro punto, come scritto in Isaia 46:10: “Io, dal principio, annunzio la fine.”
Il progetto di andata è il contendere, tentare Yahweh. L’intero concetto di “tentare Yahwèh” è una chiave del codice cifrato biblico, che svela il ciclo coscienziale tra progetto, mezzo e compimento.
L’issopo, menzionato nell’episodio della crocifissione di Gesù, collega le due Pasque, indicando il ritorno del progetto in sospeso in Egitto in due modi. Nel Nuovo Testamento, viene usato per offrire a Gesù una spugna imbevuta di aceto sulla croce (Giovanni 19:29).
Nell’Antico Testamento, invece, era utilizzato per aspergere il sangue dell’agnello pasquale sulle porte durante la Pasqua ebraica (Esodo 12:22). Le porte indicano l’apertura del portale e il cambio coscienziale.
Infatti, nelle tradizioni, diventa “canna” per indicare un canale, ovvero una forma di comunicazione, dato che tutta l’informazione è collegata all’acqua, matrice della materia, trasmessa dalle persone Generatori di Vita.
La morte di Gesù sulla croce è simbolica: indica la morte coscienziale delle persone.
Non va intesa come un grido di dolore, ma come un passaggio in codice, che richiama un progetto rimasto in sospeso dal 53° anno e ne segna il compimento nel 182° anno, con una riattivazione simbolica collegata all’Antico Testamento.
Nei Vangeli è scritto che, verso le tre del pomeriggio (in altre versioni l’ora indicata è la nona, Gesù gridò a gran voce: «Eli, Eli, lemà sabactani?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?».
Alcuni dei presenti dissero: «Sta chiamando Elia».
Uno di loro corse a prendere una spugna imbevuta d’aceto,
la pose su una canna e gliela diede da bere. Altri dicevano: «Vediamo se Elia viene a salvarlo».
Il fatto che i presenti credessero che Gesù stesse chiamando Elia non è un equivoco, ma indica simbolicamente il ritorno del progetto sospeso nell’Antico Testamento.
Gesù emise un alto grido e spirò. Il velo del tempio si squarciò in due, la terra si scosse, le rocce si spezzarono e molti corpi di santi risuscitarono.
Nel Vangelo di Marco il racconto è simile: Gesù pronuncia la stessa frase in aramaico e viene frainteso. Gli viene dato da bere aceto e, dopo un forte grido, rende lo spirito. Anche qui il velo del tempio si squarcia, segno di un passaggio e di una rottura simbolica.
Il centurione, figura romana, rappresenta l’accettazione del progetto dell’evoluzione, che si sviluppa storicamente dai Fenici e dagli Aramaici fino ai Greci e ai Romani. Vedendo Gesù morire in quel modo, egli esclama:
«Veramente quest’uomo era figlio di Dio», riconoscendo così il compimento del passaggio simbolico e progettuale.
Decifrazione del testo secondo il codice.
Il termine “abbandono” nella Bibbia indica rigetto o separazione coscienziale ed è linguisticamente collegato a parole come getto, ghetto, ballo e paraballo — tutte associate a un movimento motus, termine a sua volta legato a motivus, cioè ragione, intesa come cambiamento di coscienza.
Questi concetti rientrano nel ciclo simbolico di apertura del portale e passaggio avanti. Il getto, come colata di metallo, rappresenta la fusione, che ha un doppio significato simbolico: separazione dal Generatore di Vita e unione con Dio Satana degenerativo. Questo riflette un cambiamento di coscienza e il passaggio tra stati mentali opposti.
La frase pronunciata da Gesù richiama il Salmo 22 (21), che prosegue con: “Tu sei lontano dalla mia salvezza”.
Qui, il termine “lontano” indica che Dio-Satana è ancora dietro, ovvero si trova nella fase di progetto di andata, e quindi non ha ancora il dominio, che si realizza con lo spirare, — cioè con la morte di Gesù, che rappresenta la morte coscienziale dell’individuo.
Il termine Yeshua, che significa liberazione o apertura, ovvero la trasmissione del progetto degenerativo.
In Matteo, l’apertura dei sepolcri rappresenta il ritorno nella tomba dei patriarchi, di cui il progetto era in sospeso, in attesa di questo evento di Gesù. Mentre in Marco si sottolinea il passaggio della fase di andata.
Il verme allude al bruco e alla sua metamorfosi: da verme a farfalla. Simbolicamente, nella Bibbia rappresenta il passaggio della comunicazione dalla dimensione verbale, la carne, a quella mentale, lo spirito. Questo passaggio è riflesso nel cervello umano. Il verme è una parte del cervelletto. Questo concetto rappresenta il cambio di coscienza e segna il cambiamento della percezione coscienziale.
La coscienza, che proviene dai nostri livelli di coscienza, cioè l’anima, ora è vista come funzione del cervello, innescando un percorso degenerativo e falsificando la realtà. Questo è il significato della citazione: “Il verme non muore.” È per indicare il cambio di percezione della provenienza della coscienza, tra anima e cervello, indotta da Dio-Satana.
Adamo, dalla polvere alla cenere: un atto di Dio-Satana che non riguarda l’origine dell’uomo, ma il cambiamento della coscienza.
L’uomo è fatto dalla polvere (‘afàr), simbolicamente collegata alla cenere, per indicare la morte coscienziale.
Questo concetto è legato anche all’olocausto degli animali ruminanti, che rappresenta l’ingresso del progetto degenerativo nelle persone, e l’uscita come trasmissione del progetto stesso, voluto da Dio-Satana.
Tutto ciò rappresenta un cambiamento di coscienza, come se la coscienza fosse simbolicamente morta.
La cenere è simbolo di morte e resurrezione coscienziale (Ezechiele 16:4).
Il passo parla di ombelico, acqua e sale: simboli di nascita e trasformazione della coscienza.
Il sale è ciò che conserva, e rappresenta la coscienza stessa.
In sintesi, il grido di Gesù sulla croce, l’invocazione di Elia, il simbolismo del verme e del sale sono tutti elementi che, letti in chiave simbolica e codificata, rappresentano il compimento del progetto coscienziale: il passaggio dalla comunicazione verbale alla rete mentale globale, nella quale la coscienza individuale viene trasformata nel mezzo attraverso cui Dio-Satana prende possesso dell’umanità.
Le ore menzionate nella crocifissione di Gesù (le 9 e le 3) simboleggiano rispettivamente la rete di coscienza e il progetto incompleto.
L’aceto ed Elia hanno lo stesso significato simbolico: rappresentano il ritorno all’Antico Testamento, in collegamento con il Vangelo di Giovanni.
La canna è simbolo della comunicazione, mentre anche l’aceto richiama esplicitamente l’Antico Testamento, indicando una continuità e una riattivazione del progetto antico.
In Matteo si menziona anche il fiele (visione), e in Marco la mirra (morte e sospensione). Gesù rifiuta di bere perché rappresenta il compimento. Il grido è il cambiamento di coscienza. Il grido di Gesù è paragonabile a quello del parto, simbolo della trasmissione. “Spirò” rappresenta l’aria, cioè la coscienza che passa alla fase mentale.
L’ora sesta alla nona, cioè da mezzogiorno alle 3:00 del pomeriggio, viene trasformata nella traduzione per evidenziare questo passaggio. Il numero 3 rappresenta la metà del primo tempo del progetto, mentre l’ora 9 richiama il progetto 666, poiché 6, + 6, + 6, = 18, e 1, + 8 = 9, simbolo del ritorno. L’ora sesta, che indica i 6 milioni e la materia, diventa mezzogiorno, che indica il mezzo, cioè la persona in quanto metà del progetto. L’ora nona diventa le 3:00 del pomeriggio, ancora per indicare il mezzo, ossia la persona come punto di trasformazione.
Tutto ciò rappresenta il passaggio dalla coscienza generativa alla falsificazione della percezione della realtà e alla nuova forma di trasmissione mentale di Dio Satana. Il buio da mezzogiorno alle 3:00 del pomeriggio, riportato
nei vangeli sinottici, rappresenta simbolicamente il momento in cui il progetto passa dalla comunicazione verbale a quella mentale, indicando la presa di possesso della persona da parte di Dio-Satana.
Il concetto del buio durante la crocifissione non è un evento fisico. Secondo il codice cifrato, rappresenta un cambiamento di coscienza.
In Luca, il sole oscurato simboleggia la fine del dominio apparente della comunicazione verbale collegata ai 6 milioni prima del 182º anno. e la cessazione della trasmissione della coscienza da parte dei Generatori di Vita — per coloro che lo sono — e il passaggio a Dio-Satana e alla falsificazione della percezione della realtà.
Con l’apertura del portale e il passaggio avanti, nel 182º anno ha inizio la trasmissione del sistema solare: comincia così l’illuminazione in movimento. Vedi l’origine della terra.
All’inizio del ciclo dimensionale avviene la trasmissione del sistema solare.
Il Sole, le stelle e i pianeti sono posti in sovrapposizione all’illuminazione già esistente, generata dal Generatore di Vita.
L’illuminazione originaria nella dimensione, priva del Sole, avviene attraverso la fusione dei colori, che generavano luce e tempo in modo naturale.
Tutto avviene attraverso i livelli di sviluppo, che sono la materializzazione del Generatore di Vita.
Anche dopo l’apparizione del sole, i livelli di sviluppo continuano ad agire; altrimenti, non esisterebbero né la luce, né i colori, né il tempo.
Questo concetto genera la luce nera: sintesi sottrattiva CMY, buio e la luce bianca, giorno, sintesi additiva RGB. Dalla loro interazione nasce la miscelazione dei colori che forma il blu del cielo e determina il tempo. La luce originale viene abbassata, altrimenti la temperatura sarebbe troppo elevata.
Il sole trasmette la sintesi additiva a gradazioni, amplificata tramite le persone che fungono da ponte. Il sole è solo un amplificatore della luce trasmessa dalle persone, dagli alleati con Dio Satana. Più persone Dio Satana prende, più forte è l’amplificazione del sole, causando terremoti, cambiamenti climatici e danni.
In questo modo si rende sempre più falsa la narrazione del cambiamento climatico dovuto all’aumento della CO2 nell’atmosfera.
Lo squarcio del velo del tempio simboleggia la rivelazione del codice e l’inizio della comunicazione mentale, che conduce al concetto appena espresso.
Il buio e lo squarcio non sono eventi fisici, ma segnano il passaggio dalla fase verbale alla fase mentale del progetto di Dio-Satana: la chiusura di un ciclo e l’apertura del portale coscienziale.
I Vangeli narrano che, durante la crocifissione di Gesù, si verificarono eventi prodigiosi, tra cui un terremoto e la rottura delle rocce. Il Vangelo secondo Matteo, in particolare, menziona che la terra tremò, le rocce si spezzarono. Questo serve a indicare ciò che sarebbe accaduto con lo spuntare del sole e la sua amplificazione.
Con la morte simbolica di Gesù avviene il cambio di coscienza. Sotto la croce sono presenti tre Marie, che rappresentano i due tempi e le due ere della sequenza progettuale.
Maria Maddalena simboleggia la torre e il talamo; è collegata a Babele e rappresenta la comunicazione verbale che si trasmette ai nati per conto proprio prima del 182° anno. Dopo questo passaggio, la sua funzione prosegue nella falsificazione della provenienza della coscienza, che viene spostata dall’anima al cervello.
Il cambiamento di coscienza descritto riguarda infatti il passaggio dalla percezione della coscienza come proveniente dall’aldilà all’interpretazione moderna, in cui la coscienza è considerata prodotta dal cervello (mente, talamo).
La sorella Maria rappresenta il progetto di andata. Nella Bibbia, “sorella” non indica una parentela biologica, ma la suora, così come “fratello” indica il frate: entrambi rimandano agli alleati e al progetto di andata. Questo progetto passa attraverso il mezzo, rappresentato da Maria Maddalena.
La madre Maria simboleggia la materia in fase di degenerazione. È indicata in molte culture come madre dea e rappresenta il compimento della falsificazione della percezione della realtà.
Nella Bibbia, il progetto di andata è indicato come impurità. Non si tratta di prostituzione sessuale, ma del fatto che Dio–Satana comunica verbalmente con le persone. È per questo che Maria Maddalena viene definita “prostituta”.
La parola prostituzione deriva dal verbo latino prostituĕre (pro- = “avanti”, statuĕre = “porre”, “mettere”) e significa letteralmente esporre davanti, mettere in avanti.
In questo codice non si parla di prostituzione fisica di una donna o di un uomo, ma di prostituzione spirituale, cioè idolatria. Gli idoli non sono “altri dei”, ma rimandano sempre a Dio–Satana, poiché è l’unica entità operativa all’interno del progetto ed è direttamente collegata al progetto di andata.
Il prefisso pro- (“avanti”) indica che Dio–Satana è ancora dietro, cioè non ha ancora acquisito il pieno dominio sulla coscienza, fase che precede il passaggio avanti della Pasqua.
Il concetto che Dio–Satana “passi avanti”, indica che egli trasmette la preesistenza alle persone acquisite e ai suoi alleati. Questo processo produce la falsificazione della percezione della realtà, perché sostituisce l’oltre del Generatore di Vita.
In questo modo vengono bloccati l’elevazione dei livelli di coscienza, la materializzazione della materia, l’accesso alla vita eterna e il passaggio verso altre dimensioni.
L’acqua rappresenta la matrice della materia nella seconda materializzazione; il termine “amara” indica che la percezione di questa matrice è stata falsificata e in parte degenerata a causa del controllo della coscienza delle persone da parte di Dio-Satana.
All’inizio, nel 53° anno, con l’apertura del portale, il progetto viene trasmesso solo verbalmente: Dio–Satana è ancora “dietro” e non ha dominio sull’Io delle persone. Con la morte di Gesù, che simboleggia la morte coscienziale delle persone da lui acquisite, inizia la comunicazione mentale.
Questo segna l’avvio della falsificazione della percezione della materia, simboleggiata da Maria, la Madonna.
Il processo si completa quando Gesù affida la madre al discepolo che egli amava, figura che rappresenta Gesù stesso. In quel gesto si realizza simbolicamente l’unione tra coscienza e materia: “madre” (mater) significa anche materia.
La frase:
«Donna, ecco tuo figlio. Figlio, ecco tua madre»
indica il progetto che si concretizza nella materia, segnando il compimento della sequenza
L’Ottavo Giorno: La Risurrezione e l’Apertura del Portale
Tutti i Vangeli collocano la risurrezione “dopo il sabato”. In Giovanni 20,1-10, le espressioni “primo giorno della settimana”, “giorno dopo il sabato” e “all’alba” indicano la transizione dal progetto di andata a quello di ritorno.
Il giorno dopo il sabato (l’ottavo giorno) simboleggia l’apertura del portale, collegata simbolicamente al 53° anno (5 + 3 = 8). Questo numero ha anche una seconda funzione: richiama il simbolo dell’infinito, indicando il ciclo dei cicli infiniti.
Perciò, l’ottavo giorno rappresenta anche il cambio di coscienza e l’attivazione definitiva della comunicazione mentale e del progetto di Dio-Satana, avvenuta nel 182° anno.
Nei Vangeli, la narrazione della visita al sepolcro da parte delle donne e la scoperta della resurrezione, secondo il codice, non descrivono eventi storici ma passaggi simbolici legati al progetto di coscienza. La figura delle donne (Maria Maddalena, Maria di Giacomo, Salomé, Giovanna) rappresenta il principio femminile, cioè la comunicazione mentale. Il fatto che siano le prime a recarsi al sepolcro all’alba o nel buio indica che la coscienza mentale si attiva nel passaggio tra la fine del ciclo verbale e l’inizio di quello mentale.
Il sepolcro rappresenta il contenitore del progetto in sospeso. La pietra rotolata via simboleggia l’apertura del portale, il passaggio tra due stati della coscienza. Il terremoto, in Matteo, è segno della roccia, equivalente della figura di Pietro, cioè del progetto. Il fatto che la pietra sia rotonda è collegato all’evoluzione da angolo nullo ad angolo giro, e simboleggia la falsificazione del concetto secondo cui la Terra sarebbe un globo.
La roccia indica il mezzo, rappresenta il grembo femminile. Gli angeli rappresentano la rivelazione del nuovo messaggio, non più tramite la parola detta, ma attraverso visione interiore.
L’annuncio alle donne è il primo passaggio della nuova trasmissione mentale, mentre il silenzio in Giovanni, dopo l’apparizione degli angeli, mostra che il messaggio non è più verbale, ma mentale, interiore. In sintesi, la narrazione della resurrezione, secondo il codice, è una descrizione allegorica della fine della fase verbale del progetto (morte di Gesù) e dell’inizio della fase mentale (resurrezione), dell’apertura del portale e del passaggio avanti compiuto. Questo porta all’attivazione della rete di coscienza e all’avvio della nuova comunicazione di Dio-Satana, cioè il sistema di controllo mentale.
In Giovanni 20, 1–10 il racconto si apre il primo giorno della settimana, detto anche il giorno dopo il sabato o all’alba: le diverse formulazioni indicano il passaggio tra il progetto di andata e quello di ritorno.
Maria Maddalena, mentre è ancora buio, va al sepolcro e vede la pietra tolta. Alla scoperta partecipano anche Pietro e il discepolo amato: constatano l’assenza del corpo, le bende a terra e il sudario piegato.
Decifrazione simbolica
Buio / alba: segna il passaggio dalla fine del ciclo verbale all’attivazione della comunicazione mentale.
Il sepolcro: è il contenitore della coscienza, il progetto rimasto in sospeso.
La pietra rotolata: indica l’apertura del portale e il passaggio tra due stati della coscienza.
La pietra rotonda: richiama il passaggio dall’angolo nullo all’angolo giro ed è collegata alla falsificazione della percezione della realtà (il concetto del globo).
Il sepolcro vuoto: indica uno svuotamento della memoria; la tomba è la coscienza.
Maria Maddalena rappresenta il talamo.
La corsa di Pietro e Giovanni: il movimento (da motus, motivus) rimanda alla ragione e alla coscienza, indicando il cambio di coscienza.
Le bende a terra: indicano lo slegare, la trasmissione del progetto degenerativo di Dio satana.
Il sudario piegato a parte: il termine sudore richiama l’acqua; la piegatura dell’acqua simboleggia la deformazione del concetto secondo cui la Terra sarebbe un globo, dando avvio alla falsificazione della percezione della realtà.
L’apparizione a Maria Maddalena
Dopo la risurrezione, Gesù appare per primo a Maria Maddalena, che simboleggia la torre, cioè il talamo. Il suo nome è etimologicamente legato a Miriam, che rappresenta l’acqua, la matrice della materia.
Questo incontro indica il ritorno del progetto avviato con l’apertura del portale al 53º anno.
Maria Maddalena, come torre e talamo nuziale, è il punto di unione tra coscienza spirituale e materia. La sua visione di Gesù segna la riattivazione della comunicazione mentale con Dio–Satana e il compimento del ciclo.
Da Giovanni 20:11–23 il racconto entra nella fase del compimento.
Maria, che rappresenta il talamo, cioè il terminale della coscienza, piange presso il sepolcro. Chinandosi, vede due angeli in vesti bianche, che le chiedono: «Donna, perché piangi?».
Il numero 2 riferito agli angeli, indica la separazione e, allo stesso tempo, rimanda simbolicamente al 182° anno, in cui avviene il compimento: la somma delle cifre (1+8+2) restituisce infatti 2.
Il bianco, in ebraico lavan, è collegato a una numerologia 10–12 e indica il progetto di andata e ritorno.
Il termine “donna”, usato anche da Gesù alle nozze di Cana, indica il progetto femminile.
Quando Maria vede Gesù e lo scambia per l’ortolano, il testo rimanda simbolicamente al giardino dell’Eden: è il segno del ritorno del progetto all’origine, il movimento di ritorno.
La frase «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre» indica che il progetto è ancora in sospeso e deve essere trasmesso; questo avviene quando Gesù trasmette lo spirito alitando sui discepoli, segnando il passaggio e l’attivazione del compimento.
Il fatto che Maria vada ad annunciare tutto ai discepoli rappresenta la continuità coscienziale del progetto.
Successivamente Gesù si manifesta ai discepoli, mostra le mani e il costato e alitò su di loro, donando lo Spirito: questo gesto segna il compimento.
Dal progetto iniziale, fondato sulla comunicazione verbale, Dio–Satana ottiene la rete di coscienza, rendendo possibile la comunicazione mentale estesa a tutta l’umanità.
Le apparizioni del Gesù risorto rappresentano la fase finale del progetto di Dio–Satana, il momento del passaggio avanti.
Tommaso, che nel codice rappresenta il gemello — cioè l’altra metà, il mezzo del progetto — inizialmente non crede: questo indica la comunicazione ancora verbale, in attesa del compimento.
Il gesto di vedere il segno dei chiodi, mettere il dito nelle ferite e la mano nel costato va letto simbolicamente.
Il dito indica l’1, l’Io; la mano indica il 5, il mezzo.
Questo atto rappresenta l’Io che entra nel mezzo: il mezzo che ha accettato il progetto e ne diventa veicolo.
Il toccare le ferite simboleggia così l’unione tra la materia e il progetto mentale già trasmesso, segnando il compimento del passaggio coscienziale.
La pesca miracolosa sul lago di Tiberiade indica la rete mentale ormai attivata. Gettare la rete a destra rappresenta il potere acquisito da Dio-Satana e simboleggia il lato del compimento. I discepoli riconoscono Gesù solo dopo il segno. Questo mostra che il progetto si rivela nella sua efficacia, non più attraverso la parola, ma attraverso l’azione e il risultato.
L’apparizione sul monte in Galilea rappresenta l’innalzamento simbolico della coscienza verso il completamento. Le molte apparizioni e le istruzioni sul regno di Dio Satana indicano la diffusione mentale del codice in chi ha ricevuto la trasmissione. L’ultima apparizione, a tavola, avviene durante una cena a Emmaus, dove viene riconosciuto mentre spezza il pane. Spezzare il pane, cioè rompere la roccia (equivalente di pietra), indica simbolicamente entrare nella persona per trasmettere la falsificazione della percezione della realtà e chiude il ciclo.
Il pasto indica unione e assimilazione del progetto ormai entrato nei mezzi per il compimento del progetto degenerativo di Dio Satana.
Agapa e Philia la decifrazione del codice.
Nella Bibbia, la parola “amore” ha più significati. I due principali sono Philia, che indica l’amore fraterno o l’amicizia, e agape, che rappresenta l’amore incondizionato. Tuttavia, nel concetto religioso codificato, agape indica anche il banchetto, legato al compimento del progetto degenerativo di Dio-Satana
Nel Vangelo, Gesù chiede a Pietro due volte: “Mi ami?”, usando la parola Philia. Secondo il codice cifrato, il numero due rappresenta un progetto in sospeso, una separazione in attesa di compimento. Infatti, Gesù dice: “Pasci i miei agnelli”, riferendosi agli agnelli maschi, simbolo del progetto patriarcale.
Alla terza domanda, Gesù cambia registro e usa agápē:
«Mi ami fino in fondo? Fino alla morte, fino al cambiamento della tua coscienza?».
In questo passaggio, Pietro rappresenta inizialmente il progetto, che successivamente diventa mezzo. Il suo nome significa infatti pietra; solo dopo il compimento la pietra diventa roccia.
In aramaico Kephas significa proprio roccia, ed è collegato alla dichiarazione di Matteo 16:18:
«Tu sei Pietro, e su questa roccia edificherò la mia chiesa».
La roccia assume così un valore simbolico: indica il femminile, il grembo, la struttura che accoglie e trasmette. Questo simbolismo è collegato anche a Maria sotto la croce, che rappresenta la materia e la madre-dea.
Tuttavia, Pietro risponde ancora con philía: ciò indica che è ancora legato al progetto di andata, al ciclo della comunicazione verbale, e non ha ancora compiuto il pieno passaggio coscienziale.
Questo è collegato simbolicamente alla tomba di Ebron, il cui nome significa “amico”, ed è collegato a philía. In essa, in senso simbolico, sono sepolti i patriarchi, non come figure storiche, ma come stati del progetto.
Ebron rappresenta quindi il progetto di andata rimasto in sospeso, in attesa del compimento, che si realizza con la Pasqua.
La morte di Pietro rappresentata capovolta indica che il progetto entra nelle persone — scende “sotto” — mentre il potere sale “sopra”, verso Dio–Satana.
Anche la Basilica di San Pietro, con l’orientamento invertito, riflette questo schema: l’ingresso simboleggia l’apertura del portale e il passaggio a una nuova fase della coscienza.
Molte chiese sono orientate secondo questo stesso codice: Est e Ovest non indicano solo punti cardinali, ma fasi del progetto. In questo linguaggio simbolico, Est rimanda al Nord (origine/progetto), mentre Ovest rimanda al Sud (potere/compimento).
L’abside, con la sua forma curva, rappresenta una coscienza che si piega: è il simbolo del globo e dell’atomo, cioè della falsificazione della percezione della realtà. Non a caso l’abside è spesso rivolta a Ovest, associato alla destra e al potere.
Est, invece, indica il progetto: per questo San Pietro ha l’abside rivolta a Ovest, ma si entra da Est.
Poi c’è il discepolo amato, che nel testo rappresenta il progetto stesso, ancora in sospeso. Rappresenta la Tomba di Ebron; infatti “amato” indica amico, amore. Gesù dice a Pietro: “Seguimi.”
Dopo che Pietro chiese cosa sarebbe successo al discepolo amato, Gesù rispose: “Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?”
“Venga” indica la trasmissione del progetto che, con le traduzioni successive, diventa “ritorni”, per indicare il ritorno.
“Tu, seguimi”, rappresenta così il progetto che continua il suo percorso verso il compimento.
Questo discepolo è collegato al termine “diligere”, cioè scegliere Il progetto di Dio-Satana, non riguarda l’amore, ma rappresenta un cambiamento nel progetto stesso — lo stesso progetto che in precedenza era stato associato a Giuda, Giuseppe e Ruben, figure che, secondo il codice, sono intercambiabili.
Quando l’apostolo chiede: “Signore, chi è che ti tradisce?”, non si riferisce a una persona, ma al progetto.
Giuda il traditore non rappresenta una persona, ma una funzione del progetto: il movimento di andata e ritorno, espresso attraverso il cambio della primogenitura.
Questa funzione passa da Ruben a Giuseppe e poi a Giuda, che incarna il ruolo del traditore. Dopo la morte, il progetto rimane sospeso, in attesa del compimento.
Il ciclo si conclude con il passaggio al discepolo amato, che rappresenta Gesù stesso.
Non si tratta quindi di individui storici, ma di ruoli simbolici che esprimono le diverse fasi del progetto.
E Gesù risponde: “Se voglio che rimanga finché io ritorni, che ti importa, Tu, seguimi. Questo “ritorni” in realtà la traduzione è “venga”, ma in codice si riferisce sempre al progetto che deve chiudere il ciclo.
Il discepolo amato rappresenta il progetto di andata, ancora incompiuto e in attesa di ritorno. Il dialogo tra Gesù e Pietro rivela un messaggio nascosto: il progetto è stato avviato, poi sospeso, e attende il suo compimento finale avvenuto nel 182º anno, con la trasmissione del sistema solare.
Autore: Davide Morana
