Decifrazione olocausto secondo il codice


L’olocausto, secondo il codice, si riferisce alla morte dell’Io della persona. Nei testi si parla di sacrificare i primogeniti degli animali e anche degli umani come simbolo di un cambio di coscienza e della perdita della forza generatrice.

Dio Satana utilizza gli animali ruminanti e altri, perché sa che una persona consapevole della sofferenza inflitta all’animale di conseguenza si separa dal Generatore di Vita.

Se analizziamo il testo secondo il codice, non parla di cibarsi di animali. In Genesi 9:3 è scritto: «Quanto si muove e ha vita vi servirà di cibo: vi do tutto questo, come già le verdi erbe». Nel codice, “movimento” indica motus (moto), che si riferisce al concetto di spostamento, ed è collegato a motivus (motivo), che significa ragione, senso e causa. Mangiare, quindi, non si riferisce al semplice atto fisico, ma al ricevere o trasmettere un progetto.

Il concetto di masticare, schiacciare o stritolare è una metafora per indicare l’apertura della coscienza e la perdita della forza generatrice. Questo si collega all’evento della morte di Gesù, quando avviene un terremoto e il velo del tempio si strappa. Mangiare coinvolge gola, lingua, denti e labbra e indica nefesh, cioè anima e psiche.

Il riferimento alle “verdi erbe” ha un significato simbolico e numerico: “verdi” ha valore 10 e “erbe”  indica la droga, cioè un’alterazione mentale. Il testo non parla quindi propriamente di animali, ma del concetto di chai, che significa anche “animale” o “vivente”: è una trasposizione semantica cifrata che mostra come “morte” significhi in realtà morte coscienziale di chi uccide o mangia animali consapevolmente. Nella Bibbia, “mangiare” significa ricevere un progetto, e “dare da mangiare” significa trasmettere un progetto.

Nel Cenacolo, il vino rappresenta il progetto di andata, mentre il pane è azzimo perché il ritorno è ancora sospeso. I tre Vangeli che raccontano il Cenacolo non parlano del ritorno. Nel Vangelo di Giovanni non c’è infatti il racconto del Cenacolo, ma la lavanda dei piedi, che simboleggia il ritorno.

Gli uccelli, con le ali che muovono l’aria, rappresentano lo spirito e la coscienza. I pesci cefali indicano l’encefalo, cioè la trasformazione del cervello in mente.

Il concetto dei sacrifici e del cibarsi di animali ruminanti è collegato all’apertura del  portale e a un passaggio avanti ancora sospeso. Come spiegato nei simboli biblici, il progetto segue una sequenza precisa: entrare, scendere (sotto), risalire dopo la presa, trasmettere ad altri, e infine trasmettere il sistema solare con la conseguente falsificazione della percezione della realtà.

Questo concetto è rappresentato nella Bibbia dalla fermentazione del vino o del pane, collegata agli animali ruminanti: essi masticano, subiscono fermentazione interna e poi rimasticano.

In linguaggio simbolico, rappresenta una trasformazione della coscienza collegata al concetto del ruminare. Gli animali ruminanti diventano metafora di un processo interiore: come il cibo viene assimilato, trasformato e reintegrato, così anche le idee vengono elaborate e rielaborate dopo il cambio di coscienza, in un processo guidato da Dio-Satana.

 Per questo la Bibbia li usa come simbolo. Gli animali devono avere lo zoccolo separato, che rappresenta la separazione (principio del 2). Tuttavia, il porco ha lo zoccolo separato ma non rumina: rappresenta quindi il progetto di andata verbale, ma non è un mezzo di comunicazione spirituale. Perciò, il progetto di andata non può completare il ritorno.

IN 1 Corinzi 5:7-8: «Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, ma con azzimi di sincerità e verità».

Il lievito vecchio rappresenta il progetto di andata, che deve essere tolto e sostituito con quello nuovo, cioè il progetto di ritorno.

Nel codice biblico, 8–10 indica la fermentazione (apertura del portale) e 1 la forza generatrice (passaggio avanti). Questo rappresenta l’acquisizione del potere di trasmettere il progetto della rete di coscienza.

Dopo la fermentazione, la materia entra nella fase di decomposizione, simbolo della completa disgregazione e morte della forma originaria.
In senso simbolico, la fermentazione rappresenta il progetto di andata, cioè la conoscenza della morte, che l’essere umano dovrebbe superare poiché, come Generatore di Vita, è destinato a vivere in eterno generando la natura.

Il sangue è simbolicamente rappresentato dal vino, per  indicare  l’alterazione coscienziale.

L’acqua rappresenta la matrice della materia trasmessa dalla coscienza. Il suo cambiamento in vino indica il cambio dell’Io: la coscienza generativa e la forza generatrice diventano strumento di trasmissione.

Il pane, come il vino e il sangue, rappresenta il progetto di andata con il ritorno ancora sospeso. Il pane azzimo (non fermentato) rappresenta la carne.

Le numerose uccisioni nella Bibbia (espiazione) rappresentano la degenerazione della materia e conducono all’espiazione finale del Figlio, ucciso per il perdono di un peccato inesistente.

Ebrei 9:22: «Quasi tutte le cose sono purificate con il sangue e senza spargimento di sangue non c’è perdono».

Genesi 9:4: «Non mangerete carne con la sua vita, cioè con il suo sangue». Mangiare indica ricevere un progetto. Sangue rappresenta il progetto di andata. Carne, uguale progetto di ritorno Non si può ricevere il ritorno senza aver completato l’andata.

Giovanni 6:53-54: Gesù disse: «In verità, in verità vi dico:  «Se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna».
Qui l’ordine — prima la carne, poi il mangiare e infine il bere — indica simbolicamente il progetto di ritorno.

Mangiare e masticare indicano ricevere un progetto. La morte di Gesù è una metafora della morte coscienziale e della perdita della forza generatrice, simboleggiata anche dal terremoto e dallo strappo del velo. Il battesimo rappresenta lo stesso processo.

“In verità, in verità” indica l’andata e il ritorno. La “carne” rappresenta la cessazione e il compimento, e corrisponde al pane. Il pane azzimo indica il ritorno ancora in sospeso, il sangue rappresenta il progetto di andata, mentre il pane fermentato indica il ritorno compiuto.

Il Figlio dell’uomo rappresenta la coscienza umana: il padre genera (forza generatrice) e il figlio è generato (progetto).

 La “vita” (chai), che indica sia la persona sia l’animale, è collegata al numero 9, che corrisponde al 666, simbolo del compimento della rete di coscienza.

“Eterno” in ebraico è ‘ôlām, che indica cicli infiniti, non infinito. Ogni ciclo ha un tempo. La radice significa anche “nascosto”, cioè progetto segreto dei 1000 anni.

“Re-suscitare” in codice significa morte della coscienza (separazione dal Generatore di Vita) e rinascita (unione con Dio-Satana): morte e resurrezione indicano apertura del portale e passaggio avanti.

La Pasqua rappresenta questo passaggio. Gesù entra nella tomba di Giuseppe (che simboleggia i patriarchi) per “re-suscitare”, cioè riattivare un progetto sospeso. Il compimento consiste nella trasmissione dello Spirito Santo: “spirito” deriva da ruach, cioè aria, e indica il primo respiro alla nascita dopo il taglio del cordone ombelicale, momento in cui la persona si incarna nel corpo. “Santo” significa separato, ossia separato dal Generatore di Vita. Questo simboleggia il cambio della coscienza operato da Dio-Satana e la perdita della forza generatrice.

Autore: Davide Morana