Decifrazione del primo libro delle Cronaca in sintesi
I libri delle Cronache fanno parte dei Ketuvrim (“Scritti”). In codice, questo termine non indica solo testi, ma “visione”, ovvero la messa in luce del progetto di Dio-Satana. Il numero dei libri è simbolico: 11 indica la separazione, mentre 13 riduce a 4 (la testa), diventando 1, a significare la primogenitura e la forza generatrice presa da Dio-Satana.
Nel libro delle Cronache, gli elenchi dei figli non costituiscono una genealogia di persone storicamente esistite. A differenza del termine toledot usato nell’Antico Testamento per indicare una narrazione, qui si impiega una parola che significa «partorire», ovvero «portare alla luce», a indicare il ritorno e la trasmissione del progetto.
Il primo libro delle Cronache si apre con nove capitoli di nomi (da Adamo a Noè), codici che rimandano a Genesi 5 e 11 anziché a persone storiche. I numeri 53 (apertura del portale) e 182 (passaggio avanti) sono ricavati dalla lista delle dati nelle Toledot (intese come “storia” e non genealogia) attraverso le tre traduzioni bibliche (Peshitta, Masoretico e Settanta). Il numero 9 corrisponde infine al compimento del 666 con la nascita dei 6 milioni.
L’elenco focalizza su Giuda, che rappresenta il progetto di ritorno collegato a Gesù Cristo («Re dei Giudei»), il quale assume la primogenitura simbolica di Ruben. Mentre Israele simboleggia l’andata, Giuda simboleggia il ritorno.
Anche le altre tribù indicano le fasi del progetto: Ruben, Gad e metà Manasseh sono collegati al numero 7 (cessazione e compimento) e sono posti simbolicamente a oriente (la preesistenza). Questo rappresenta il ciclo che parte dagli alleati (nefilim) con trasmissione verbale verso i nati per conto proprio e ritorna nel 182° anno, aprendo l’aldilà come creazione della rete mentale.
Infine, Beniamino («destra») simboleggia il progetto degenerato di Dio-Satana che ha preso il potere. Da lui nasce Saul: la sua morte nel capitolo 10 segna la fine del progetto di andata e il passaggio a Davide, iniziando il progetto di ritorno collegato a Gesù Cristo.
Il confronto tra 1 Samuele 31 e 1 Cronache 10
Il racconto dell’Amalecita, che asserisce di aver ucciso Saul per poi essere messo a morte da Davide, simboleggia in codice il passaggio del progetto dalla “primogenitura” (Saul) alla “secondogenitura” (Davide). Non trattandosi di persone fisiche, rappresenta il trasferimento del progetto al “mezzo”.
Il termine Amalecita rimanda ad Amalek, che corrisponde al numero 6: la struttura della materia e la falsificazione della percezione della realtà indotta da Dio-Satana. Questo passaggio segna il continuo trasferimento della manipolazione da Saul a Davide, fino a Gesù Cristo.
Tale dinamica di passaggio del progetto “nel mezzo” si riscontra in altri episodi biblici:
- Giacobbe con Esaù
- Ruben con Giuseppe
- Giuseppe con Giuda
Il percorso si conclude con Giuda e il collegamento a Gesù Cristo, il “re dei Giudei”, titolo che non indica un re storicamente esistito, ma il sigillo simbolico del progetto.
Capitoli 11-12: L’ascesa di Davide e i prodi, la conquista di Ebron e la riunione di Israele indicano il progetto di ritorno. Il valore numerico del nome Davide in Cronache corrisponde a 15 (che riduce a 6), indicando il compimento e la nascita dei 6 milioni per il 666, a differenza del valore 14 (5, il mezzo) del progetto di andata. I guerrieri valorosi (“i 30 e i 3”) rafforzano questo codice: il numero 3 indica sempre il mezzo e il progetto.
Capitoli 13-16: L’Arca dell’alleanza Il trasporto dell’arca simboleggia il progetto: il primo tentativo fallito e la morte di Uzza rappresentano l’errore del progetto di andata. Il successo del secondo tentativo, con Davide che danza nudo, indica il cambio di fase: l’arca è il talamo, e la nudità simboleggia la rimozione della “copertura” del progetto di andata, preparando il ricevente per il progetto di ritorno.
Capitoli 17-20: Promesse e guerre Dio promette a Davide una discendenza, collegando il patto davidico a Gesù Cristo per il compimento. Le vittorie sui nemici (Filistei, Moabiti, Ammoniti, Aramei) culminano con gli Edomiti, indicando l’evoluzione finale verso l’Impero Romano.
Capitoli 21–27: Il censimento e il tempio.
I preparativi per il tempio includono il censimento. La differenza testuale tra il secondo libro di Samuele 24 (dove è Yahweh a incitare Davide) e 1 Cronache 21 (dove è Satana) non è interpretata come un errore, ma come un’indicazione che Dio e Satana sono la stessa entità con le funzioni di andata e di ritorno del progetto.
In Samuele, YHWH indica la presenza del progetto; in Cronache, Satana indica che il progetto è entrato ed è pronto a trasmettere. La numerologia viene quindi utilizzata per decifrare i dati:
- 2 Samuele: 800.000 per Israele (8 = apertura del portale / 53° anno) e 500.000 per Giuda (5). Per indicare la metà, cioè il progetto Il totale (1.300.000) si riduce a 13, e quindi a 4, indicando la testa, intesa come talamo, cioè la comunicazione verbale.
- 1 Cronache: 1.100.000 per Israele e 470.000 per Giuda (entrambi ridotti a 11 = 2, separazione). Il totale (1.570.000) si riduce ancora a 13, che diventa 4 (testa), ma in questo caso indica la comunicazione mentale. Il numero 13 è la numerologia per indicare uno in lettere. che rappresenta l’Io e la presa dell’Io, cioè il cambio di coscienza da parte di Dio-Satana.
Questo concetto numerologico viene chiarito per comprendere meglio il significato di talamo, coscienza e mente.
Nel sistema di codifica utilizzato, il numero quattro svolge due funzioni: indica sia la trasmissione verbale sia la trasmissione mentale.
Il numero 4 che a sua volta indica il Golgotha di Gesù, è collegato al 13 e viceversa. Poiché nel codice numerico non si supera il 10, il 13 viene ricondotto a 4 (1 + 3 = 4). Il 4 rappresenta simbolicamente la testa, collegata alle 22 ossa del cranio, e rimanda al talamo, inteso come terminale della coscienza. In questa prima funzione indica l’apertura del portale, cioè il 53° anno, e la comunicazione verbale.
Allo stesso tempo, il 4 rimanda anche all’1, ma non come numero ordinario: si tratta dell’uno scritto in lettere nella lingua ebraica. Quando questa forma viene calcolata secondo il valore numerico delle lettere, il risultato è 13. Poiché il codice non supera il 10, il 13 viene nuovamente ridotto a 4, chiudendo il ciclo simbolico. In questa seconda funzione il significato è riferito alla comunicazione mentale e indica il passaggio avanti, che avviene nel 182° anno.
Si forma così una struttura circolare di significato:
4 (testa) → 1 scritto in lettere → valore numerico 13 → riduzione a 4
Questo sistema a doppia funzione, attribuito a Dio-Satana, viene utilizzato per indicare simbolicamente che il cervello, cioè la testa, è presentato come la sede della coscienza, mentre in realtà la coscienza ha origine nell’anima.
I capitoli 28 e 29 descrivono gli ultimi giorni di Davide e il passaggio del progetto a Salomone. Poiché Davide e Salomone condividono la stessa numerologia, cioè il numero 6 che porta al compimento del 666 tramite la nascita dei 6 milioni è il numero 6, che rappresenta la struttura della materia, padre e figlio rappresentano la stessa entità. Per indicare la falsificazione della percezione della realtà da parte di Dio Satana.
Autore: Davide Morana
