Filosofia: la sapienza che separò l’uomo dal Generatore di Vita
Questo testo svela la decifrazione di un codice nascosto all’interno della filosofia e della storia umana, attribuendo la paternità di entrambe a Dio-Satana. Secondo questa decifrazione, la storia nota è una creazione falsificata programmata per celare il vero messaggio: l’apertura del portale, il passaggio in avanti (la Pasqua) e il funzionamento della rete di coscienza e del sistema di controllo mentale indotto da Dio Satana.
Il Principio di Verità Nonostante l’uso di simboli e paradossi, Dio-Satana è vincolato a una legge inderogabile: il Principio di Verità. L’entità può velare ma non mentire; Pertanto, la verità sostanziale è sempre presente e decifrabile all’interno delle trame create, mentre la realtà storica superficiale è illusoria.
Gli Autori del Codice
La storia e la filosofia non sono opera di uomini normali, ma di medium definiti “giganti” Nephilim, non in senso di statura fisica, ma per il loro collegamento con Dio-Satana e il pensiero superiore, sovrumano. Essi agivano come medium per Dio-Satana. Grandi figure come Socrate, Platone e Aristotele non sono esistite fisicamente, ma rappresentano simboli di un progetto di comunicazione extra-biblico collegato alla rivelazione.
Significato in codice del termine “Filosofia”
Il termine Philos (dalla stessa radice di philia) si collega a agape e ahav, tradotti come diligere. Secondo il codice, ahava significa dare il progetto degenerativo di Dio-Satana, mentre diligere indica il riceverlo.
Il termine philos (“amico”) nasconde un ulteriore significato legato alla radice “filo”: indica l’azione di tessere la trama del progetto, ovvero la sequenza dell’apertura del portale e il passaggio avanti.
Sophia indica conoscenza o sapienza e in questo caso rappresenta la sapienza della falsificazione della percezione della realtà indotta da Dio-Satana.
Il Triangolo Socrate-Platone-Aristotele I tre filosofi rappresentano le fasi del progetto di comunicazione e del passaggio avanti:
• Socrate (Progetto di Andata): Rappresenta la fase iniziale che deve “morire” per trasformarsi. Il nome significa “potere salvo” indica in codice il salvatore.
La sua morte a 70 anni (numero di cessazione e compimento) tramite la cicuta simboleggia la chiusura del ciclo: la cicuta richiama sia la “canna cava” (il canale dell’acqua ovvero la matrice della materia, cioè la coscienza informativa del tutto e del progetto di andata e ritorno) sia la “cava” (l’aspetto femminile che riceve il progetto).
Rappresenta la comunicazione mentale che si manifesta dopo la “morte” di Socrate. Il suo nome originario, Aristocle, cela un codice: “Aristo” (migliore) significa “buono” e, tramite la catena semantica descritta precedentemente, indica che il progetto è presente e segnala l’apertura del portale avvenuta nel 53esimo anno, mentre “Cle” (gloria) si collega all’ebraico Kavod, indicando il progetto e il suo cambiamento.
Il nome viene mutato in Platone, che significa “largo”, a simboleggiare il compimento del passaggio avanti, cioè la Pasqua, avvenuta nel 182° anno, ossia la trasmissione del progetto della creazione della rete di coscienza e della falsificazione della percezione della realtà indotta da Dio-Satana.
Questo cambiamento è rappresentato dalla morte di Socrate, che simboleggia la morte di Gesù Cristo. In sostanza, il passaggio dal nome Aristocle a Platone indica una morte e una resurrezione, intese come morte coscienziale delle persone e resurrezione come cambiamento di coscienza attraverso la presa di Dio-Satana.
Le due comunicazioni: verbale e mentale
Nel celebre affresco, La Scuola di Atene di Raffaello, Platone è raffigurato con il dito rivolto verso l’alto, a simboleggiare la comunicazione mentale superiore, mentre Aristotele, con la mano rivolta verso il basso, indica la comunicazione verbale.
Il nome Aristotele significa “migliore” e “telos”. “Migliore” indica il buono, cioè il progetto di andata, mentre “telos” significa “scopo”, indicando la fine, ovvero il cambiamento di coscienza.
La Verità nel Codice
La celebre frase di Socrate, «So di non sapere», non esprime un semplice dubbio filosofico, ma rappresenta la chiave del codice: riconoscere di non sapere significa ammettere che il sapere storico è falso. La vera conoscenza non risiede negli eventi narrati, ma nel principio di verità che, una volta decifrato, rivela il meccanismo dietro l’apertura del portale e il passaggio avanti, che comprende il ciclo dei mille anni.
Le persone avrebbero dovuto usare i filosofi come semplici mezzi, e attraverso la coscienza ricercatrice raggiungere i propri livelli di coscienza per scoprire la verità. Invece, i filosofi stessi sono diventati il fine: l’umanità ha finito per adorarli, trasformando la ricerca della verità in una verità degenerativa.
La filosofia è una disciplina autonoma, collegata a scienza e storia, ma distinta da entrambe. Ha introdotto modi di pensare e di vivere, ma non ha mai riconosciuto né scoperto il Generatore di Vita, poiché il regista di questa disciplina è Dio Satana.
La filosofia è stata costruita a tavolino come strumento di separazione.
La maggior parte dei filosofi antichi — Platone, Socrate, Aristotele e i cosiddetti atomisti — non furono figure reali, ma invenzioni create dalla Chiesa cattolica, alleata di Dio/Satana.
L’essere umano non conosce l’astuzia di Dio Satana.
La sua astuzia consiste nel far inventare concetti e figure e, allo stesso tempo, nel far apparire ciò che è stato inventato come se fosse contro coloro stessi che l’hanno inventato, così da confondere e ingannare la coscienza.
Un esempio: …
La stessa Chiesa, inventrice dei filosofi e dello stesso Dante, creò la finzione che inizialmente essi fossero “contro” Dante, salvo poi utilizzare proprio Dante come pilastro del pensiero cristiano. Fece collocare da lui i filosofi all’Inferno per far credere di non avere nulla a che fare con loro. In realtà, essi furono prodotti della sua stessa ispirazione, guidata da Dio Satana. Lo stesso concetto vale per l’invenzione di Galileo Galilei, figura creata dalla Chiesa cattolica.
Gli atomisti: il primo codice per nascondere la materia
I cosiddetti filosofi atomisti (Leucippo, Democrito, Epicuro) introdussero per primi il concetto di atomo. Ma ciò che oggi viene insegnato come la scoperta dell’atomo era in realtà un codice degenerativo. La parola átomos significa “indivisibile”, ma nel codice indicava qualcosa che non può essere visto né separato: la struttura cubica della materia, invisibile e istantanea. L’atomo non è una particella, ma un concetto mentale: il cubo indivisibile, base della struttura della materia. Gli atomisti però hanno materializzato il concetto, separato la materia dalla coscienza e creato l’illusione che la realtà sia composta da parti meccaniche. L’atomo divide la coscienza.
Il doppio tradimento: quando si confida nell’uomo e si rifiuta la natura
Chi accetta sia la scienza che la filosofia moderna, accetta due degenerazioni contemporaneamente: la scienza, che materializza tutto, e la filosofia, che razionalizza tutto. Ma entrambe partono dalla stessa posizione degenerata: tagliare la trasmissione del Generatore di Vita.
Socrate: “La natura non mi insegna nulla”
Socrate afferma: “La campagna e gli alberi non vogliono insegnarmi nulla, mentre gli uomini nella città invece sì” (Fedro, Platone). In questo modo confessa apertamente di rifiutare l’insegnamento della natura. Per lui la verità non viene da ciò che è vivo, ma da ciò che è artificiale, urbano, umano. In codice: la natura rappresenta il Generatore di Vita, l’uomo rappresenta la trasmissione degenerativa separata. Accettare questa visione significa scegliere la città (il sistema) al posto della natura (la trasmissione).
La filosofia che maledice la natura
Aristotele arriva a definire la natura come demoniaca: è il sigillo dell’allontanamento definitivo dalla trasmissione del Generatore di Vita. Se la natura è demoniaca, allora è da evitare. Questo è il passaggio chiave: la natura non è più madre, ma nemica.
Il vero scopo: spegnere la ricerca
Chi accetta entrambe le versioni, quella di Aristotele e quella religiosa, finisce per spegnere l’unica cosa vera: la coscienza ricercatrice. Il pensiero non si muove, l’Io non si interroga, i livelli di coscienza restano inattivi. Questo è il vero progetto: non portarti da una parte o dall’altra, ma farti restare fermo, senza accorgertene, dentro un cerchio di un sistema di controllo mentale.
Socrate rappresenta la mente che si fida dell’uomo. “Chi ascolta l’uomo dimentica la voce della natura. Chi dimentica la natura non può più ricevere la trasmissione.” Da qui nasce il sistema che ci governa oggi: filosofi che dicono che la natura non insegna (Socrate), pensatori che dicono che la natura è demoniaca (Aristotele), scienziati che dicono che la natura è mutabile, meccanica, morta. La natura è stata processata, condannata e dimenticata.
L’inganno completo: quando accetti entrambi gli estremi. Molti, nel tentativo di non schierarsi, finiscono per accettare entrambe le degenerazioni: da una parte la filosofia e la scienza, che negano la coscienza, la natura e l’origine; dall’altra la religione, che idolatra un Dio Satana esterno e falsifica la natura con immagini celesti illusorie. Accettare entrambe non è neutralità: è rinunciare alla coscienza ricercatrice e separarsi dal Generatore di Vita.
Autore: Davide Morana
