Decifrazione in sintesi Genesi 6: L’unione dei figli di Dio Nefilim con le figlie degli uomini:

«Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla faccia della terra e nacquero loro delle figlie, avvenne che i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e presero per mogli quelle che si scelsero fra tutte. Il Signore disse: “Il mio Spirito non contenderà per sempre con l’uomo, poiché egli non è che carne; i suoi giorni saranno quindi centoventi anni”. In quel tempo vi erano sulla terra i giganti, e ve ne furono anche dopo, quando i figli di Dio si unirono alle figlie degli uomini ed esse generarono loro dei figli. Questi furono gli uomini potenti, famosi fin dall’antichità, uomini di nome».

Genesi 6,1-4 descrive simbolicamente l’inizio del codice coscienziale. I “figli di Dio” rappresentano gli alleati, esseri programmati e attivati nel 53º anno del ciclo; le “figlie degli uomini” simboleggiano i nati per conto proprio, che ricevono comunicazione solo verbale da Dio-Satana e dal simulatore tramite i suoi alleati. L’unione tra questi due gruppi rappresenta la trasmissione coscienziale.

In Genesi 6,3 Dio afferma che il suo Spirito non contenderà per sempre con l’uomo, perché egli non è che carne. L’espressione “contendere” (Yahweh) indica una comunicazione di tipo verbale, non ancora mentale. Il limite dei centoventi anni rappresenta simbolicamente il numero tre, cioè la metà: il primo tempo del progetto. Nel secondo tempo, la persona diventa mezzo, sia ricevente sia trasmittente. Dopo il 182º anno, Dio può comunicare mentalmente con tutti tramite una rete di coscienza.

Si tratta di un’anticipazione del compimento, che si manifesta in vari episodi biblici, come Massa e Meriba, la lotta di Giacobbe o il comando «Non tentare il Signore Dio tuo». Nel codice equivale al rifiuto del contatto diretto con Dio-Satana: «Non voglio Elohim avanti».

I Nefilim, o giganti, sono i “caduti dall’alto” (da nafal), simbolo di una coscienza degenerata attiva nel mondo. Essi rappresentano l’attivazione del codice degenerativo che, in forma simbolica, corrisponde a ciò che viene definito peccato originale. Questo codice non si esaurisce in quell’epoca: l’espressione «anche dopo» indica che la trasmissione continua oltre il 53º anno, proseguendo fino al 182º anno, attraverso un passaggio in avanti che conduce al compimento del progetto.

Nel 182º anno, i cosiddetti eroi dell’antichità non sono figure gloriose, ma strumenti del sistema: rappresentazioni simboliche che incarnano e veicolano il codice del progetto degenerativo.

Autore: Davide Morana