Gli “ebrei”: una creazione programmata per indicare il ciclo dell’apertura del portale e del passaggio avanti,
Gli ebrei non sono mai esistiti come popolo storico biblico; la parola “ebreo” indica solamente la provenienza dall’aldilà, ovvero la preesistenza di Dio-Satana. Il termine significa letteralmente “colui che passa oltre” indicando la provenienza dalla preesistenza.
Il moderno “popolo ebraico” non ha radici biologiche continue, ma fu inventato nel 1671, secondo la data convenzionale, da Papa Clemente X (Emilio Altieri), nell’anno 646 calcolato nel ciclo dei 1182 anni, come parte di un’operazione strategica programmata.
In base al codice, anche l’Islam, considerato discendente di Ismaele, figlio di Abramo, è stato inventato dalla Chiesa cattolica per volontà di Dio-Satana intorno all’anno 300, anch’esso calcolato nel ciclo dei 1182 anni.
Questa creazione, ispirata da Dio/Satana, fu strutturata attraverso alleanze geopolitiche e religiose e la costruzione di una narrazione identitaria funzionale al progetto biblico.
Gli attuali ebrei, in gran parte ashkenaziti, furono radicati nella regione ucraina, collegati all’invenzione dei cazari, un popolo-ponte per l’identità programmata. Lo stesso schema si riflette oggi nei conflitti ucraino e palestinese, parte della memoria ciclica dell’Apertura del Portale e del Passaggio Avanti.
Gli Askenaziti non rappresentano i semiti, in quanto mai esistiti, ma il ritorno indicato come nazione “da netzer” (crescita), simbolo della materia e della falsificazione della percezione della realtà. Indotta da Dio Satana. Essi sono collegati ai partigiani: in codice, “parte” indica le due fasi del progetto (due lati, due tempi), con il Giano, Il nome Giano deriva dal latino Iānus, a sua volta connesso a iānua (“porta”, “passaggio”), e rappresenta simbolicamente il passaggio avanti, cioè il ritorno.
Il concetto dell’uccisione dei nazisti da parte dei partigiani, secondo il codice collegato con il codice biblico, assume un significato simbolico: “uccidere” indica l’appropriazione di quel progetto. I nazisti sono così collegati a una linea interpretativa che li associa agli Askenaziti.
La lingua ebraica: un codice, non una lingua originaria
L’ebraico non è una lingua autonoma, ma un’evoluzione dell’aramaico dal fenicio, creata per codificare il progetto biblico. Le lettere, i segni e le vocali (aggiunte artificiali) hanno una funzione simbolica: trasmettere un codice mentale e spirituale. Aramaico e fenicio sono dunque strumenti programmati per costruire il linguaggio del codice della Bibbia.
Il concetto ciclico si ripete nei conflitti attuali. La guerra russo-ucraina per il controllo del Donbass, situato oltre il fiume, simboleggia il ritorno del progetto all’Est, con il riferimento ai battaglioni nazisti inteso come codice per “nazione”. Sul fronte opposto, gli ebrei in veste di sionisti indicando il progetto di ritorno, portano avanti il progetto israeliano contro Gaza (palestinesi), Iran, e Libano. Secondo il codice, queste aree corrispondono agli antichi Fenici e sono coinvolte nel processo di realizzazione del ritorno del progetto concludendo l’angolo giro.
Gli ebrei hanno due significati: il patriarcato, che rappresenta il progetto di andata, e i sionisti, che indicano il progetto di ritorno.
Per quanto riguarda gli ucraini, tramite l’invenzione dei Cazari che divennero ebrei e la loro religione ortodossa, essi corrispondono al progetto patriarcale che ritorna attraverso il Donbass, il cui indica al di là del fiume”.
I russi sono anch’essi patriarcali, ma rappresentano il progetto di ritorno, essendo situati nell’Est.
Il termine Sion ha due significati, riflessi nel valore numerico: 21 e 23. Il 21 indica la metà del progetto, mentre il 23 indica l’altra metà, rappresentando il mezzo, cioè la persona.
Sion significa collina, come parte alta o monte, simboleggia il progetto dall’entrata, dalla preesistenza indicata con Nord-Est, e ritorna a Sud-Est per indicare il progetto di ritorno.
Come detto, questo ciclo si riflette nel passaggio dall’angolo nullo all’angolo giro completo.
L’andata e ritorno, oltre a indicare le ere stabilite per l’inizio della rete di coscienza degenerativa, rappresenta anche il movimento della coscienza stessa: entrata (andata) e uscita (ritorno), dinamica presente in tutto il codice.
rappresenta il codice che forma un cerchio di 360 gradi: dal punto nullo all’angolo giro, segno della creazione del falso atomo e globo e della falsa percezione dimensionale.
Parte dalla preesistenza e presenta l’apertura del portale, avvenuta nel 53° anno, indicata con l’Oriente. Il ciclo si chiude con il ritorno a Oriente (simbolo della preesistenza), realizzando nel 182° anno il collegamento mentale tra Dio-Satana e la preesistenza tramite la rete di coscienza collettiva.
Ciò significa che Dio-Satana è ormai collegato mentalmente a tutta l’umanità, e coloro che vengono presi come suoi alleati possono trasmettere questo collegamento, portando a compimento la falsificazione della percezione della realtà.
Autore: Davide Morana
