Il significato in codice di barà, yatzàr e asà
La sequenza barà – yatzàr – asà non è casuale, ma segue una logica precisa all’interno del codice.
In ebraico, il verbo barà (creare) non si riferisce alla generazione dei cieli, della terra, degli uomini, ecc., ma alla divisione, ovvero alla separazione dal Generatore di Vita, e quindi alla trasformazione. In questo caso, indica un cambio di coscienza.
Ciò implica che Dio Satana agisce sulla coscienza e, attraverso di essa, altera la percezione della materia.
Il verbo yatzàr è collocato nella Bibbia in relazione alla fase dell’apertura del portale e del passaggio in avanti. Nel codice indica la formazione della percezione falsificata della realtà, cioè il dare forma a ciò che è informe.
Questa formazione avviene attraverso un modello inventato, rappresentato simbolicamente dalla sfericità, dall’atomo o dal globo, per indicare la falsificazione della percezione della materia.
Infine, asà (fare) rappresenta il compimento delle due fasi precedenti. Indica il passaggio in avanti, in cui Dio Satana assume il dominio sulla coscienza e acquisisce una forza generativa dell’essere attraverso le sue prede e i suoi alleati.
Da questo momento ha origine la trasmissione del sistema solare: il Sole viene posto sopra l’illuminazione già esistente, generata dal Generatore di Vita, producendo così la falsificazione definitiva della percezione della realtà.
Autore: Davide Morana
