Codice Geometrico collegato alla Bibbia 12 capitolo
La Bibbia come Codice Geometrico
La Bibbia funziona come un codice la cui chiave di lettura principale è un cerchio simbolico. Questo messaggio è celato su più livelli: numerologia, etimologia e geometria spaziale, descrivendo una realtà non lineare ma circolare.
La Metafora della Simulazione (Da 0° a 360°) Il percorso dall’angolo nullo (0°) all’angolo di giro completo (360°) descrive in codice l’illusione della realtà. L’immagine della sfera viene scalata dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande: dall’atomo (pallina) al globo (palla). Questa progressione geometrica simboleggia la simulazione dell’universo e la falsificazione della percezione umana.
Il Meccanismo Linguistico Per nascondere questa geometria circolare, il codice agisce sulla manipolazione delle preposizioni di direzione durante la traduzione dai testi originali in fenicio-aramaico-ebraico, a greco, latino e le altre lingue.
Il Caso di Abramo: La Prova del Cerchio
Questo meccanismo si manifesta nel passo: “Abramo quando esce con il padre da Ur dei Caldei”.
Il viaggio descritto (Ur → Caran → Canaan → Negheb → Egitto) non segue un percorso lineare, ma rappresenta simbolicamente un giro completo di 360 gradi.
Il percorso inizia dall’Oriente, procede verso nord indicato dal monte, continua verso l’Occidente, si dirige a sud nel Negheb fino all’Egitto, e infine ritorna all’Oriente.
Dall’Oriente (est), che non indica un luogo fisico ma il codice della provenienza dalla preesistenza, il ciclo ha inizio nel cinquantatreesimo anno con una comunicazione verbale proveniente da Dio Satana, trasmessa attraverso gli alleati, i giganti nefilim.
ai nati per conto proprio e si compie con il ritorno a Oriente, a est, nel 182° anno con la comunicazione mentale, cioè si intende il compimento della rete di coscienza e della falsificazione della percezione della realtà.
In questo modo avviene la creazione della rete di coscienza di Dio Satana, funzionale a un sistema di controllo mentale e alla falsificazione della percezione della realtà.
Abramo simbolicamente si ferma tra Ai e Betel, in attesa del compimento, che si realizzerà con la Pasqua.
La prova di questo percorso circolare risiede in tutta la Bibbia soprattutto nel termine “makadem”.
Nella lingua originale, la preposizione di makadem, indica l’origine spaziale e andrebbe tradotta con “da” (indica il punto di partenza per un ritorno). Nelle traduzioni ufficiali, Tuttavia, viene volutamente distorta in “a” o “ad” (indicando una destinazione finale).
Questo capovolgimento traduttivo indica l’idea del ritorno, trasformando il vero percorso circolare (Est-Ovest-sud-Est) in una falsa linea retta, celando così la reale geometria dei 360 gradi inscritta nel testo.
Esempio pratico: La Tenda di Abramo
La tenda rappresenta il talamo mobile. Questo codice geometrico si applica all’intero concetto biblico. Facciamo un esempio chiaro nel passo: “E si mosse da lì verso il monte, da est a Bethel (casa di Dio).”
La disposizione spaziale del testo decodifica l’intero arco della simulazione attraverso 4 punti cardinali simbolici:
- L’Est (Preesistenza e Rovina): Il movimento iniziale dall’Est verso il monte indica l’angolo da est-nord-est rappresenta la partenza dalla preesistenza. Tuttavia, l’Est è anche il punto in cui si trova Ai (rovina), simboleggiando il ritorno alla preesistenza, ovvero il collegamento con l’aldilà di Dio, Satana lo stato di rovina.
L’Ovest (Manifestazione dell’Informazione) Betel, posta verso il mare (Ovest), indica che la “Casa di Dio” si è connessa alla matrice della materia, la cui struttura corrisponde al cubo. L’acqua equivale all’informazione del tutto: spostarsi a Ovest significa che tale informazione viene modificata, attraverso la falsificazione della percezione della realtà operata da Dio Satana. Questo processo rimane sospeso per 129 anni, in attesa del compimento, cioè del passaggio avanti, che si realizza simbolicamente nella Pasqua di Gesù.
• Il progetto che scende nel sud: Abramo erige un altare a Yahweh, ma non lo invoca ancora; questo gesto, posto nel punto intermedio tra i due poli (Est/Ovest), indica che il disegno informativo è ormai “presente”. Il ciclo si chiude, lasciando il progetto in uno stato di sospensione, per poi proseguire verso sud.
L’espansione del ciclo e il talamo
All’inizio, dopo l’espansione, il movimento non procede in linea retta, ma si configura come un ciclo ripetitivo che tende a ritornare al proprio punto di origine. Superato l’asse Est-Ovest, la geometria — cioè il ciclo — si espande verso il Negev (Sud) fino all’Egitto.
Secondo il codice, la discesa e l’incontro con il faraone simboleggiano il “talamo”, ossia il mezzo in cui il progetto entra e attraverso il quale il ciclo prosegue mediante Sara.
La chiusura del cerchio (Genesi 13,3-4)
Uscito dal talamo egiziano, Abramo ritorna al centro esatto del suo percorso iniziale, tra Betel e Ai, presso il medesimo altare. Questo movimento definisce il perimetro completo del ciclo (Est, Nord, Ovest, Sud-Est) e mostra come il sistema, dopo un primo progetto lasciato in sospeso, compia un secondo passaggio per poi tornare al punto di partenza. Qui invoca Yahweh rimanendo in attesa del compimento, che avverrà con la Pasqua finale.
La struttura ciclica (loop) di questo processo è confermata dal luogo di stazionamento: Ai, la stessa città che sarà poi simbolicamente conquistata da Giosuè. Questo dettaglio indica che il ciclo non è lineare né concluso, ma un programma destinato a ripetersi sulle stesse coordinate simboliche fino al compimento finale con la Pasqua di Gesù.
Da notare che, quando Abramo ritorna in Canaan, viene indicato un movimento verso il Negev, cioè verso il sud. Questo suggerisce uno stato di sospensione: il sud, infatti, rappresenta l’interiorità della persona coscienziale, non un luogo fisico.
Il testo non descrive quindi uno spostamento geografico, ma una condizione simbolica. Il riferimento alla geometria del percorso richiama la struttura della croce — nord, sud, est, ovest — come schema del ciclo. Il movimento ha origine dall’est che rappresenta anche il nord come angolo nord-est, analogamente al gesto del segno della croce nella tradizione cristiana.
Questo concetto è collegato anche ai termini stauros e xylon nel Nuovo Testamento, che in greco indicano rispettivamente il palo e la trave; elementi che, nelle traduzioni successive, vengono unificati fino a essere interpretati come croce.
Infine, il processo si collega al “cristogramma”, che rappresenta il cubo, indicando la falsificazione della percezione della realtà indotta da Dio Satana: la struttura della materia, che è il cubo, viene trasformata nell’atomo, e la dimensione in globo.
Questo concetto si ritrova anche nelle lettere Phe e Samekh, presenti nella Bibbia come segni di sospensione alla fine dei capitoli, dei versetti o di un concetto. simboleggiano l’apertura del portale e il progresso ciclico della coscienza. La Phe, comunicazione verbale manifestatasi al 53° anno, traccia il passaggio dall’angolo nullo della preesistenza al giro dell’esistenza (cerchio ouroborico); la Samekh, comunicazione mentale, resta sospesa per 129 anni. La loro unione, realizzatasi nella Pasqua del 182° anno, inaugura l’inizio del ciclo dei mille anni trasformando il verbale in mentale, in un’evoluzione grafica complementare. Questo concetto, come già detto, si ritrova in tutta la Bibbia, in particolare nella Genesi, nel Tohu e Bohu, e nel simbolismo dei fiumi presenti in tutta la Scrittura.
Autore: Davide Morana
