Il Ritorno di Gesù nella Tomba dei Patriarchi
Il concetto della roccia e della primogenitura è collegato a Pietro apostolo e rappresenta il progetto che diventa una roccia, come espresso nella frase «Su questa roccia edificherò la mia Chiesa». È anche legato al Pignone del Vaticano e alla ghiandola pineale, non perché abbiano poteri particolari, ma come simboli del progetto di apertura del portale e del passaggio avanti.
Il concetto è collegato anche al nome Pino (da pigna e pineale) e a Giuseppe, simbolicamente associato alla tomba di Abramo e dei Patriarchi, mai realmente esistita. I suoi spostamenti seguono un codice cifrato. Gesù, al momento della morte, viene posto in una tomba di proprietà di Giuseppe d’Aramatea per creare un collegamento con la tomba dei Patriarchi.
Giuseppe rappresenta il cambio della primogenitura con Ruben: la primogenitura appartiene a Giuseppe e viene simbolicamente trasferita a Giuda, creando un legame tra il ritorno dalla deportazione di Giuda e Gesù di Nazaret, Re dei Giude.
Il culto della Madre Dea (Asherah, Ishtar, Maria-Madonna) era parallelo alla parte maschile Pietra: El era il consorte di Ishtar e Yahweh era il consorte di Asherah. Questa unione rappresenta il matrimonio tra Gesù e la sposa, cioè l’umanità o la Chiesa, che simboleggia l’unione del figlio (progetto, primogenitura) con la madre (mater, materia) trasmessa dalla coscienza delle persone. Simbolicamente questo è espresso in Giovanni 19:26: «Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: Donna, ecco tuo figlio».
Questo momento segna il compimento e il passaggio avanti (Pasqua): la creazione della rete di coscienza e del sistema di controllo mentale (trasmissione del sistema solare) e la falsificazione della percezione della realtà.
Secondo il codice, altare e tomba rappresentano rispettivamente il progetto e il mezzo ovvero il medium cioè la persona: l’altare è associato alla pietra, la tomba alla roccia. Nella Bibbia, l’altare è il luogo dei sacrifici e rappresenta la mensa di Cristo, simbolo di morte e resurrezione.
I termini philos, presente e Yahweh hanno subito una trasformazione semantica: la catena semantica cifrata parte da philo, che significa “buono” o “grazioso”. Grazia significa “dono” e quindi “presente”, concetto collegato a Yahweh, che deriva da hayah (“essere/esistere”) e indica che il portale è aperto e Dio-Satana è passato dalla preesistenza all’esistenza.
Attraverso questa catena semantica, philos — che significa “amico” — nel linguaggio codificato corrisponde a un progetto in sospeso destinato a compiersi tramite la grazia, cioè il “rendere grazia”, collegato al ritorno (agape), che si compie con il banchetto della Santa Cena (agape), connesso all’eucaristia.
Altare e tomba rappresentano la preesistenza, da cui proviene la coscienza di Dio Satana. Questa si manifesta tramite il talamo, e l’altare rappresenta il cambio di coscienza (morte coscienziale).
Il termine tomba si collega a Sheol, Ade e Inferi: non morte fisica, ma cambio della coscienza. La grotta, collegata alla pietra e alla forma cava, richiama l’ombelico, origine della vita.
Decodifica di Kiriat-Arba Il termine, che significa “città dei quattro” e identifica un antenato di Anak, rivela due aspetti fondamentali del progetto:
- Ingresso nella Coscienza: Il numero “quattro” simboleggia le ventidue ossa della testa.
- Origine del Concetto: Il legame con Anak indica che il progetto ebbe inizio con i giganti, alleati di Dio-Satana.
Da Abramo a Giacobbe fino a Giuseppe, collegata a Giuseppe d’Arimatea e alla tomba di Gesù.
la tomba rappresenta il progetto in sospeso che si compie con la Pasqua (passaggio avanti). La tomba passa simbolicamente da Kiriat-Arba (terra dei giganti) a Sichem, poi a Ebron (amico), collegandosi alla tomba di Macpelà (grotta delle tombe doppie). Queste rappresentano il numero 2, la separazione, cioè il progetto di andata e ritorno in sospeso. La tomba di Gesù diventa la nuova Macpelà: chiude il ciclo della separazione e apre quello della comunicazione mentale diretta (rete di coscienza).
Secondo il Principio di Verità, Dio‑Satana deve sempre dire la verità: può solo velarla.
La contraddizione di Stefano sui luoghi, come le tombe, rappresenta il Progetto di Ritorno. Il cambio di luogo riguardante la tomba di Giacobbe (da Ebron a Sichem, citato in Atti 7:16) non è un errore, poiché tali luoghi non sono mai esistiti realmente.
Le tombe non sono luoghi, ma stati di coscienza: la morte coscienziale che apre il percorso dei Patriarchi. Stefano unisce Abramo, Giacobbe e Giuseppe per collegare la tomba dei Patriarchi alla tomba di Gesù, attraverso Giuseppe d’Arimatea.
Così Cristo rientra simbolicamente nella tomba dei patriarchi, chiudendo il ciclo del ritorno. In parallelo, la parola Sheol che indica oltretomba, cioè preesistenza evolve in Hades, ovvero invisibile e infine Inferno: dall’angolo nullo della preesistenza all’angolo giro della coscienza degenerata di Dio Satana.
È il movimento completo del progetto: Questo indica che Dio-Satana, dalla preesistenza, collega le persone, facendo il ritorno al concetto in cui la coscienza diventa inferno, Dallo Sheol all’Ade infine all’Inferno.
Collegamenti principali: Kiriat Arba indica Ebron, che significa “amico” (philos) e rappresenta il ciclo degli alleati i Nefilim giganti e dei nati per conto proprio, simbolicamente collocati nella tomba in sospeso, che tramite una catena semantica corrisponde a “presente” e a Yahweh. Questo concetto è indicato anche dalle querce di More e Mamre, che simboleggiano andata e ritorno e sono collegate alla manipolazione ormonale e cellulare della materia. Come la tomba, che simbolicamente cambia luogo ma in realtà rappresenta il ciclo del progetto, anche Efron, Efrata ed Efraim sono simboli del cambio di primogenitura; Betlemme di Efrata diventa Betlemme di Giuda; la tomba di Gesù rappresenta la chiusura del progetto in sospeso e l’apertura del compimento (Pasqua).
La Figura di Efron e il Campo di Macpela. Secondo il codice, Efron Ittita, figlio di Zocar, era il proprietario del campo di Macpela situato presso Mamre, località in seguito identificata con Ebron.
La corrispondenza Efron-Efraim
Nel libro delle Cronache (2 Cronache 13:19), alcune versioni riportano il nome “Efraim” al posto di “Efron”. Questa variante testuale serve a stabilire una corrispondenza secondo il codice tra il proprietario del campo e la regione.
Il Collegamento con Stefano e Sichem
Questa sovrapposizione rafforza il concetto espresso da Stefano riguardo allo spostamento della tomba di Giacobbe (da Ebron a Sichem). Poiché Sichem era una città situata nella regione della tribù di Efraim, l’identificazione di Efron con Efraim legittima simbolicamente tale cambio di luogo.
Infatti, per fare il collegamento e unificare il luogo simbolico, anche la sepoltura di Gesuè si colloca a Efraim.
Altare e tomba sono collegati al baldacchino e al talamo (manifestatore della coscienza proveniente dall’anima.
Nelle basiliche di San Pietro e San Paolo, l’altare è posto sopra la tomba dell’apostolo. In Apocalisse 6:9 è scritto: «Quando l’Agnello aprì il quinto sigillo, vidi sotto l’altare le anime di coloro che furono immolati a causa della parola di Dio e della testimonianza che gli avevano reso». Questo indica la presa della coscienza da parte di Dio-Satana e la conseguente falsificazione della percezione della realtà.
Altare e tomba collegati alla Phe e samekh,secondo il codice rappresentano l’apertura del portale e il passaggio avanti, indicati dalla sequenza angolo-progetto che diventa mezzo,
Questo mezzo diventa un progetto rappresentato dal palo con tre travi (aramaico) e dal cerchio (ebraico). Nel Nuovo Testamento i termini stauròs e xilon indicano rispettivamente il palo e la trave. La lettera Phe, con la sequenza dell’angolo, è simbolicamente parallela al Samek e si collega all’unione tra stauròs e xilon, formando la croce e infine il cristogramma, per collegarlo con il cubo struttura della materia, per indicare la falsificazione della percezione della realtà di Dio Satana.
Questo connubio rappresenta l’altare come progetto con angolo piatto. L’altare, situato nell’abside, simboleggia l’arco, mentre la tomba rappresenta la roccia e il compimento dell’angolo giro, cioè la pietra rotonda dell’ingresso della tomba scavata nella roccia di Giuseppe.
Questo collega la tomba dell’Antico Testamento dei patriarchi con la tomba di Gesù nel nuovo Testamento, rappresentando l’apertura del portale e il passaggio avanti in sospeso. Il concetto di tomba che diventa inferi è legato alla discesa di Gesù agli inferi, parallela alla storia di Giona, e simboleggia morte e resurrezione all’interno del codice del progetto. Il concetto di “Satana scaccia Satana” indica che se una persona non diventa “Satana” non può trasmettere il progetto ad altri.
Nel Vecchio Testamento questo concetto è espresso con Elohim (idoli), mentre nel Nuovo con Satana. Secondo il codice, l’altare connesso con la tomba indica la pietra, legata alla roccia: rappresenta il progetto che diventa mezzo e il mezzo che diventa progetto, seguendo una sequenza ciclica legata alla preesistenza..
Dopo il 53º anno questo concetto si trasforma nel numero 6, corrispondente alla lettera Samek, simbolo della materia, indicato con i sei milioni di alleati e i nati per conto proprio.
Gesù è indicato come pietra angolare, testata d’angolo, chiave di volta e pietra d’inciampo: nel codice la pietra rappresenta un progetto connesso alla roccia, mezzo attraverso cui avviene il cambiamento della coscienza delle persone indotta da Dio Satana.
Autore: Davide Morana
