L’apertura del portale: e le tre Pasque, ebraica, cristiana e ortodossa in base al principio di verità.
Secondo il principio di verità e il codice semantico, Dio-Satana, creatore delle lingue e della grammatica, può manifestarsi in molte forme, ma è vincolato a un principio fondamentale: la verità. Deve dire il vero anche quando lo nasconde dietro forme simboliche, paradossali o apparentemente contraddittorie.
La sua modalità di comunicazione non è diretta, ma sottile: lascia indizi. La vera intelligenza consiste nel riconoscerli e decifrarli secondo la ragione. Per rispettare il principio di verità, Dio-Satana dissemina tracce logiche accessibili solo attraverso il codice, anche quando appaiono illogiche secondo la religione o la tradizione.
In questo contesto, il significato biblico di verità, rivelazione, svelamento e mistero è strettamente legato al cambio di coscienza e al passaggio tra aldilà e aldiquà.
Il significato della Pasqua, legata alla domenica successiva alla prima luna piena di primavera, cioè al plenilunio, in codice indica L’apertura del portale che avvenne nel 53°anno, e il passaggio avanti che avvenne nel 182° anno, l’inizio di un ciclo di mille anni.
La settimana precedente alla Pasqua, cioè la Domenica delle Palme, sette giorni prima, viene collegata simbolicamente a Palmira e al luogo di origine del ciclo evolutivo dai Fenici agli Aramei, fino ai Greci e ai Romani. La palma, infatti, indicherebbe simbolicamente il 53º anno, cioè l’apertura del portale.
Nell’apertura del portale, momento in cui inizia la creazione del sistema solare, appare la Luna; per questo il concetto di Pasqua viene collegato al plenilunio. Successivamente, con la resurrezione di Gesù Cristo — che indica la morte della coscienza delle persone assoggettate a Dio-Satana e la creazione della rete di coscienza di Dio-Satana, insieme alla falsificazione della percezione della realtà — nel 182° anno appare il Sole.
Il Sole, le stelle e i pianeti sono posti in sovrapposizione all’illuminazione già esistente, generata dal Generatore di Vita. L’illuminazione originaria, priva del Sole, nasce dalla fusione dei colori, che genera luce e tempo in modo naturale anche oggi.
Il concetto di primavera viene distinto in due significati:
• una primavera meteorologica, legata al tempo e alle stagioni, quindi al caldo e al freddo;
• una primavera astronomica, legata al cosiddetto moto orbitale.
Il moto orbitale non esiste realmente: la Terra non gira, mentre il sole si muove da est verso ovest in modo continuo, senza un vero ciclo di rivoluzione. Di conseguenza, anche il concetto di rivoluzione della Terra come corpo celeste o satellite del Sole è falso, così come l’idea della gravità intesa come forza centripeta che mantiene l’equilibrio.
Per questo, in base al principio di verità, la primavera astronomica è un’idea utilizzata per indicare qualcosa di non reale, così come l’idea che la Terra sia una sfera inclinata che causa le stagioni.
Invece, tutto dipende dalla propagazione della luce e dal movimento del Sole. Il Sole compie un movimento da nord (Tropico del Cancro) a sud (Tropico del Capricorno), percorrendo circa 5.000 chilometri: sei mesi all’andata e sei mesi al ritorno.
Corrisponde con l’equinozio di primavera, indicato anche come “punto d’Ariete” o punto vernale, viene decifrato simbolicamente come un riferimento al ruminante, a indicare il progetto di andata e ritorno. In questo momento il Sole si trova a metà della dimensione, allo zenit sull’equatore, segnando l’inizio del passaggio in avanti. Tale evento corrisponde alla Pasqua del 182º anno, che rappresenta l’avvio di un ciclo di mille anni.
La Domenica delle Palme rappresenta simbolicamente la Pasqua ebraica, cioè l’uscita dall’Egitto del 53º anno.
Infatti Gesù, durante l’Ultima Cena, utilizza gli azzimi. Il significato degli azzimi è che non fermentano, indicando simbolicamente un “progetto di andata”.
La fermentazione è collegata anche ai ruminanti, cioè a un processo interno di trasformazione mentale. In senso simbolico, la fermentazione rappresenta il momento in cui il progetto scende nella mente umana, Dio-Satana acquisisce il dominio e poi risale.
Nel 53esimo anno, quindi, si ha l’andata: con la trasmissione della Luna, non esiste ancora una rete di coscienza. In seguito, infatti, i cristiani non mangiano più pane azzimo, ma pane lievitato, che rappresenta una fase successiva del processo.
Le differenze collegate all’apertura del portale e al passaggio in avanti.
La Pasqua ebraica, celebrata nella notte tra il 14 e il 15 del mese di Nisan, viene Decifrata in codice: il numero 14 indica la metà, cioè il progetto di andata, mentre il numero 15 viene associato al numero 6, che rappresenta l’inizio del 53° anno. In questa lettura, dopo la nascita dei “sessantamila” iniziano a nascere gli alleati di Dio satana, cioè i giganti nefilim, e i nati per conto proprio, e si collega anche al ritorno, indicato dalla nascita dei “sei milioni”, nel momento del passaggio in avanti, cioè la pasqua, e viene associato come uno dei numeri del 666.
Questi numeri vengono inoltre messi in relazione con la pasqua nei Vangeli: nei tre sinottici compare il quindicesimo giorno, mentre nel Vangelo di Giovanni, interpretato come il ritorno dell’altra metà, compare il quattordicesimo.
In questa prospettiva, la Pasqua ebraica indica in codice un elemento simbolico, non un evento storico realmente esistito. È collegata alla liberazione dall’Egitto non come fatto storico, ma come rappresentazione dell’apertura del portale avvenuta nel 53º anno, ed è connessa alla Domenica delle Palme, all’Ultima Cena con gli azzimi e alla figura di Gesù.
In questa lettura simbolica, la Pasqua rappresenta l’andata del progetto, collocata nel 53º anno.
La Pasqua cristiana cattolica indica invece la resurrezione, cioè l’uscita e la trasmissione del progetto, associata alla diffusione del sistema solare. È calcolata secondo il calendario gregoriano.
La Pasqua ortodossa mantiene la stessa teologia di quella cattolica, ma segue un calendario diverso, motivo per cui la data è spesso posticipata. Per indicare il progetto che ritorna negli alleati. La differenza deriva dal cambiamento di calendario, durante il quale furono aggiunti dieci giorni.
La Pasqua cristiana, sia occidentale sia orientale, ha comunque radici nella Pasqua ebraica: l’Ultima Cena di Gesù era infatti un pasto pasquale ebraico.
La differenza tra cattolici e ortodossi viene collegata alla separazione tra mondo romano latino e romano greco, interpretata come parte del “progetto di andata”. In questa lettura simbolica, elementi come Egitto ed ebrei non vengono considerati realtà storiche, ma rappresentazioni simboliche all’interno del codice.
Calendario ebraico: è un calendario lunisolare, in cui i mesi sono basati sui cicli della Luna.
Nella decifrazione in codice, ciò indica che nel 53º anno, con l’apertura del portale, appare la Luna, che è dotata di una luce propria e indipendente, e non come riflesso della luce del Sole.
Il concetto di calendario ebraico lunisolare viene letto come rappresentazione dell’andata e del ritorno del progetto. Per allineare l’anno solare, viene aggiunto un mese intercalare, Adar II, sette volte ogni diciannove anni. Il numero 7 viene associato alla cessazione o al compimento (come il sabato), mentre il 19 viene interpretato simbolicamente come 10, che senza lo zero diventa 1.
L’aggiunta del mese porta al numero tredici che, secondo la decifrazione in codice, corrisponde al numero uno scritto in lettere nella lingua ebraica.
Quando questa forma, secondo la gematria — che non deve superare il 10, indicato come 1 — viene calcolata attraverso il valore numerico delle lettere, il risultato è 13, che rappresenterebbe l’uno, cioè l’unità e l’unione del progetto di andata e ritorno, inteso come dominio di Dio-Satana sulla coscienza.
I cristiani, invece, utilizzano un calendario solare, il calendario gregoriano, che si basa sull’anno tropico (circa 365 giorni). In questa lettura, il Sole indicherebbe l’inizio del ciclo e la sua manifestazione.
Infatti abbiamo Paolo che riporta in codice la verità.
Colossesi 2,16-17:
“Nessuno dunque vi giudichi quanto al mangiare o al bere, o rispetto a feste, a noviluni o a sabati: queste cose sono ombra di quelle future; ma la realtà è Cristo.”
Questa interpretazione non viene letta come un riferimento alla libertà, come sostengono apologisti e teologi, ma come un messaggio in codice. In questa prospettiva, la Luna rappresenta il progetto di andata, collocato nel 53º anno; infatti la Pasqua segue il ciclo lunare, e il sabato indica la cessazione e il compimento del progetto.
La resurrezione indica invece la trasmissione del progetto. Il riferimento all’“ombra” viene interpretato simbolicamente: l’ombra, collegata alla Luna, rappresenta il progetto di andata, mentre il Sole indicherebbe il progetto di ritorno.
Autore: Davide Morana
