L’Inganno Spirituale dell’Oriente: La Molteplicità come Codice di Separazione
Il Concetto di Politeismo e Monoteismo Il politeismo e il monoteismo rappresentano le due funzioni temporali di Dio-Satana. Inizialmente, nel 53° anno, Dio Satanasi trova “dietro”, manifestandosi attraverso il politeismo. Successivamente, dopo il 182° anno, Dio Satana “passa avanti”, trasformando il sistema in monoteismo. Tuttavia, il politeismo viene mantenuto simbolicamente in Oriente come testimonianza e principio di verità del progetto di andata.
L’Oriente e il Codice della Molteplicità
Le culture orientali (induismo, buddhismo, taoismo, scintoismo, confucianesimo) riflettono un codice nascosto basato sulla molteplicità caotica.
Questa apparente libertà spirituale è in realtà una dispersione coscienziale di Dio-Satana, un’unica coscienza degenerativa che assume infinite forme (religiose, spirituali, magiche) per indicare l’inizio del progetto, che parte dall’Est con l’obiettivo di dividere e non risvegliare, distogliendo l’umanità dal Generatore di Vita.
Analisi delle religioni orientali
• Induismo: conta circa 1,2 miliardi di seguaci ed è politeista, indicando il progetto di andata. Venera un essere supremo nelle forme di Brahma, Vishnu e Shiva. Pratica rituali, meditazione e yoga. Il Diwali (festa delle luci) simboleggia la vittoria della luce (il progetto di Dio-Satana) sulle tenebre, intese come coloro che non possiedono la conoscenza degenerativa di Dio-Satana..
• Buddhismo: Con 500 milioni di seguaci, si incentra su Siddhartha Gautama (Buddha), figura mai esistita storicamente. Si basa sulla meditazione e la consapevolezza (con figure come il Dalai Lama). Sebbene prometta la liberazione dalla sofferenza, questo percorso serve in realtà all’apertura del portale.
La decifrazione del Taoismo
Il taoismo il cui nome significa “la via” o “il principio” – rivela il consueto concetto dell’apertura del portale e del “passaggio avanti”, partendo dall’Est e collegandosi all’angolo nullo e all’angolo giro.
Questa antica tradizione cinese, con figure come Laozi e Zhuangzi, mai esistite storicamente, si divide in due ambiti che riflettono perfettamente le fasi del progetto di Dio-Satana:
- Taoismo filosofico: Si concentra su un principio impersonale e armonico, priva di un Dio personale o creatore. Nel codice, questa assenza si spiega con il fatto che l’Oriente rappresenta l’inizio del progetto, in una fase in cui l’entità di Dio-Satana non era ancora presente nella dimensione.
- Taoismo religioso: Sviluppatosi in seguito, introduce un pantheon strutturato di divinità (come i Tre Puri e l’Imperatore di Giada), rituali e pratiche alchemiche. Secondo la decifrazione, l’apparire di queste figure segna l’ingresso di Dio-Satana nella dimensione, con il pantheon stesso che simboleggia le fasi di “andata” e “ritorno”.
Atei, Agnostici e Religioni Indigene Anche gli atei e gli agnostici, poiché non giungono al Generatore di Vita, sono portatori del progetto degenerativo. Dietro ogni divinità, tecnica o scuola esoterica si nasconde un’unica coscienza degenerativa di Dio Satana che vuole dividere, non risvegliare.
Insieme alle religioni indigene e alle pratiche spirituali di tutto il mondo, tutto questo rappresenta il lavoro di Dio-Satana volto ad allontanare
l’umanità dal Generatore di Vita. Solo riconoscendo questa maschera globale è possibile tornare alla vera coscienza originaria.
La Verità sulla Meditazione
La meditazione mira all’alterazione della coscienza. Tale alterazione coincide esattamente con l’opera di Dio-Satana, il quale modifica l’attività della coscienza ricercatrice per impedire all’essere umano di raggiungere i livelli di consapevolezza acquisiti nell’invisibile prima dell’incarnazione.
Per accedere a questi livelli già presenti in noi (frutto di millenni di apprendimento), non è necessario ricorrere alla meditazione intesa come stato di trance, poiché ciò implicherebbe l’unione con Dio-Satana. L’autentica necessità è invece “prendere coscienza” della totalità dell’esistente per poter discernere la verità in essa racchiusa.
Autore: Davide Morana
