Paolo e l’Errore su “Si Muore Una Volta Sola”
Nella Lettera agli Ebrei 9, 27, San Paolo afferma: «Come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio».
Decifrato secondo il codice, questo passo non esclude la reincarnazione, ma descrive il ciclo di degenerazione di Dio-Satana: in base al valore numerico e alla simbologia, “una volta” indica il progetto di andata, corrispondente all’apertura del portale avvenuta nel 53° anno,
mentre“il giudizio” rappresenta il progetto di ritorno, ovvero il compimento avvenuto nel 182° anno.
Questo concetto, non decifrato, viene spesso interpretato come un’esclusione della reincarnazione, ma ciò è falso.
Elevazione o degenerazione
Il processo di reincarnazione serve a determinare il destino della coscienza. Chi si reincarna per conto del Generatore di Vita può elevarsi; chi lo fa per conto proprio o per Dio-Satana degenera.
Il progetto di Dio Satana serve a nascondere la nostra vera identità e a bloccare la coscienza ricercatrice di ognuno di noi.
La vera identità è coscienziale, non etnica. Ciò che chiamiamo “identità” è il frutto di cicli di reincarnazione necessari all’esperienza.
Spesso l’interpretazione comune di “si vive una volta sola” degenera in un invito al divertimento sfrenato e agli eccessi materiali. In realtà, la vera finalità della vita è elevarsi verso dimensioni superiori, in cui morte e malattie sono state superate.
Autore: Davide Morana
