Sequenza delle Origini – Dalla Fenicia alla Grecia-Roma

Aram: la lingua del codice e le origini del progetto biblico.
Sequenza dell’evoluzione storica dai Fenici al mondo greco-romano

La figura di Dio Satana è rappresentata da un codice cifrato o enigma che, oltre a narrare la storia secondo una sequenza specifica (apertura del portale e passaggio avanti), rivela verità nascoste tramite un linguaggio simbolico presente nella Bibbia stessa.

Concetto delle Verità Nascoste

Principalmente nella Bibbia e nella storia dell’umanità sono presenti numerose verità celate. Tra queste verità vi è l’esistenza di regni, nazioni e civiltà reali, le cui storie e cronologie sono state alterate e collegate a imperi e civiltà inventati. Tali nazioni storiche reali svolgono il ruolo di “codici” necessari per la sequenza di apertura del portale e per il successivo passaggio avanti (pasqua) verso la creazione della rete di coscienza.

Origine della Scrittura Biblica e delle Lingue

Attraverso questa narrazione codificata, Dio Satana indica con quale popolo abbia dato origine alle lingue, alla scrittura biblica, e rivela quale lingua sia stata usata e chi ne siano stati gli autori materiali. Gli scrittori della Bibbia e della storia antica dell’umanità furono i suoi alleati, denominati Giganti (Nefilim), Vigilanti o Scribi. Tali figure non erano esclusivamente Aramaiche ma includevano individui provenienti da tutto il mondo.

Ruolo degli Incarnati

Gli “incarnati” agiscono autonomamente e sono suddivisi in tre gruppi:

6 mila messi dal Generatore di vita all’inizio del ciclo. 60.000 individui necessari per l’apertura del portale, 6 milioni: completano il ciclo. Contengono sia alleati di Dio Satana che nati per conto proprio.

Con la nascita dei 6 milioni, nel 182º anno, si attiva la rete mentale collettiva, segnando la piena presa sulla coscienza. La creazione di questa rete di coscienza rappresenta il dominio di Dio-Satana sull’Io delle persone.

6 milioni indica la cifra da raggiungere per il compimento, collegata al numero 6, simbolo dei sei lati del cubo, emblema della struttura della materia, che alla fine rappresenta ciò che Dio-Satana acquisisce attraverso la presa delle persone. Questa cifra simboleggia la nascita di alleati, identificati con i giganti Nefilim, insieme ai nati per conto proprio, per la trasmissione del sistema solare e la falsificazione della  percezione della realtà, ancora in sospeso, che trova compimento con la Pasqua: la morte simbolica di Gesù rappresenta infatti la morte coscienziale delle persone prese da Dio-Satana.

La Sequenza dell’evoluzione storica

La sequenza di apertura del portale e il passaggio avanti, pasqua, è indicata dall’evoluzione storica che parte dai Fenici, Aramaici, fino ai Gentili Greci e Romani, attraverso la trasmissione del  sistema solare e la falsificazione della percezione della realtà.

La Terra Promessa e Collegamenti Simbolici.

Il concetto biblico di “terra promessa” identificato con Canaan è simbolicamente collegato ai Fenici e agli Aramei (indicati con il termine Aram). Questo rappresenta un ulteriore livello simbolico che rafforza il ruolo degli Aramei e delle civiltà correlate nel codice di Dio-Satana.

Canaan: simbolicamente legata a Fenici e Aramei (Aram), indicando una connessione culturale e linguistica essenziale nel codice di Dio-Satana.

Dall’apertura del portale, dalla preesistenza all’esistenza, inizia la comunicazione mentale, indicata nella Bibbia con gli Aramei.

Gli ebrei non sono mai esistiti come popolo storico biblico; la parola “ebreo” indica solamente la provenienza dall’aldilà, ovvero la preesistenza di Dio-Satana. La parola stessa significa “colui che passa oltre”, “colui che passa al di là”.

In Deuteronomio 26 5, Abramo viene chiamato “Arameo errante”, segno che la sua origine simbolica è legata ad Aram, inteso non come luogo ma come concetto, in connessione con Ur dei Caldei.

Questa identità viene poi trasformata nell’Ebreo errante”, dove Ebreo” (Ivri) significa “colui che passa”, ovvero proveniente dall’aldilà.

Questa trasformazione riflette un codice cifrato: l’Arameo rappresenta la fonte linguistica e mentale, l’Ebreo rappresenta la provenienza degenerativa della coscienza, cioè il progetto di Dio-Satana che entra nella materia dalla preesistenza.

Tali collegamenti, simbolismi e codifiche sono essenziali per la comprensione profonda delle verità nascoste nella Bibbia e nella storia umana.

La Mesopotamia, così come Aram da Aram-Naharaim (“terra tra due fiumi”), rappresenta l’acqua come matrice della materia, nella seconda materializzazione, attraverso cui l’informazione del tutto viene trasmessa dalle persone, indicata con i canali come simbolo di comunicazione. Essa simboleggia due canali della coscienza, la comunicazione verbale e quella mentale, e descrive una fase evolutiva, non un luogo fisico. I due fiumi rappresentano i due tempi del progetto: andata e ritorno.

La Mesopotamia, definita “i quattro venti” o “i quattro angoli della Terra”, simboleggia che il progetto (di andata e ritorno) è stato trasmesso in tutto il mondo, collegandosi all’inizio della Genesi biblica.

Le città Sumer, Ur e Babel non sono mai esistite storicamente: sono codici.

Ur non è un luogo geografico, ma un simbolo della preesistenza, rappresentando simbolicamente la terra degli alleati di Dio-Satana: i giganti Nephilim,Anunnaki.

Collegata a Sumer e a Babele, indicata con il nome Shinarr, Ur simboleggia l’apertura del portale, cioè il passaggio dalla comunicazione mentale a quella verbale.

Nel 53° anno il portale si apre. Nel 182° anno nasce la rete di coscienza: Dio‑Satana comunica mentalmente con tutti.

La genealogia da Terach ad Abramo rappresenta il viaggio del progetto: da Ur, attraverso la transizione di Carran, fino a Canaan, dove Abramo diventa il mezzo del nuovo ciclo che si ripete continuamente in tutta la Bibbia.

Decodifica di Genesi 11:28 (La Morte di Aran) Il verso “Aran morì alla presenza di suo padre Terach in Ur dei Caldei” nasconde un codice numerologico  coscienziale non spaziale:

  • Alla presenza significa “davanti”: indica che il progetto è avanti rispetto a Dio-Satana, riferito alla fase coscienziale di andata con la comunicazione verbale, dopo il 182esimo anno, con la creazione della rete di coscienza, Dio-Satana passa avanti acquisendo il dominio sulla coscienza delle persone. Di conseguenza, le persone passano indietro, perdendo il controllo della loro coscienza.
  • Aran (Carran): con la morte simbolica indica  il punto di transizione e trasmissione dalla preesistenza all’esistenza dopo la nascita dei sessantamila.

Genesi 11:28 nasconde un codice: la “morte” di Aran non è fisica. La parola morì, secondo il valore numerico, corrisponde al 15, che si riduce a 6, indicando la nascita dei 60.000 e l’apertura del portale.

È il passaggio coscienziale che avviene dopo la nascita dei 60.000, legato alla sequenza seicentosessantasei: 6.000 messi dal Generatore di Vita, 60.000 nascite che danno inizio all’apertura del portale, 6 milioni di nascite di alleati di Dio-Satana è nati per conto proprio che avviene dopo il compimento del passaggio avanti.

 Il Percorso Coscienziale: da Ur a Carran/Haran fino a Canaan

Il viaggio continua con Abramo, il cui arrivo a Canaan corrisponde ai Fenici e agli Aramei e indica il “mezzo” del progetto.

Il ciclo si chiude con il passaggio a Canaan, che inaugura un nuovo ciclo.

Secondo diverse versioni, rappresentate dai simboli Phe e Samek, si distinguono il progetto di andata e quello di ritorno.

Dall’angolo nullo all’angolo giro, la preesistenza si collega all’esistenza attraverso la comunicazione mentale.

Questo momento rappresenta la transizione del progetto di Dio-Satana dalla preesistenza all’esistenza.

Il concetto di “nazione” nella Bibbia ha un significato simbolico: rappresenta una trasformazione collettiva della coscienza che influisce sulla realtà materiale. Il termine è legato all’idea di nascita e progetto originario, come seme e germoglio” (netser) riferito a Gesù di Nazareth.

Le nazioni bibliche, come Aram e i Fenici, rappresentano entità storiche reali, e simboli del punto d’origine della trasmissione del codice.
Altri regni, come Assiria, Babele, Media e Persia, non sono mai esistiti storicamente: essi sono rappresentazioni simboliche di Aram, create per indicare la diffusione della coscienza attraverso l’aramaico, la lingua originaria del codice.

Nella Bibbia, l’inesistenza reale di questi regni è rivelata attraverso il linguaggio stesso.

L’aramaico, infatti, è la lingua originaria attraverso cui si manifesta il codice simbolico.
Esempi di questo uso si trovano in Daniele 2:4 I caldei risposero al re in aramaico e in Esdra 4:7,

dove l’impiego intenzionale dell’aramaico serve a trasmettere significati nascosti e non storici.
Anche Gesù, nei Vangeli, è presentato come parlante aramaico, a conferma che la sua figura rappresenta una funzione mentale e codificata, non un personaggio storico reale.

Nei Vangeli, Gesù, tramite la storia della Cananea, indica l’inizio della storia biblica e la sua evoluzione, che corrisponde ai seguenti imperi: fenici, aramei, greci e romani.

Riferimenti biblici: Matteo 15:21-22.
Partito di là, Gesù si ritirò nel territorio di Tiro e di Sidone. Ed ecco una donna cananea.

Marco 7:26.
Ora quella donna che lo pregava di scacciare il demonio dalla figlia era greca, di origine siro-fenicia.

Si nota quindi un passaggio: la Cananea diventa siro-fenicia e poi greca, riflettendo un’evoluzione lingustica storica.

Il collegamento con la missione di Gesù.
Matteo 15:24.
Ma egli rispose: “Io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa di Israele.”

Questo versetto si collega a Isaia 11:12:
“Egli alzerà un vessillo per le nazioni e raccoglierà i dispersi di Israele, radunerà i dispersi di Giuda dai quattro angoli della terra.”

I dispersi qui citati indicano le dieci tribù perdute, che in realtà non sono mai esistite storicamente. Il numero dieci indica la primogenitura, cioè la forza generatrice. Rappresenta simbolicamente un progetto incompleto, un percorso di andata e ritorno ancora in sospeso.

Il significato della Cananea e l’evoluzione del progetto.
Nel linguaggio in codice, Gesù indica che la Cananea rappresenta un progetto in evoluzione che attraversa tre grandi imperi: fenici, aramei Grecia e Roma.

La sequenza riportata nei Vangeli — Cananea, siro-fenicia, greca — riflette il passaggio attraverso questi tre imperi. Questo collegamento culmina con la morte e resurrezione di Gesù, che segna il compimento dell’evoluzione dei tre imperi.

Si tratta della sequenza che apre un portale di passaggio e la creazione della rete di coscienza, cioè il sistema di controllo mentale.

L’espressione “i quattro angoli della terra”, riferita simbolicamente prima a Israele e poi ai Giudei, indica che il progetto si è disperso in tutto il mondo.

Questa interpretazione, basata su un codice cifrato, rivela una verità nascosta: simbolicamente, rappresenta il ritorno del progetto attraverso la morte e la resurrezione — la Pasqua di Gesù — che segna il compimento del ciclo.
Il passo non indica che Gesù dovesse riscattare o liberare le dieci tribù perdute, ma allude al completamento del progetto coscienziale.
Infatti, non esiste alcun documento storico o biblico che dimostri che Gesù abbia realmente riscattato quelle persone in quei luoghi.

I “quattro angoli della Terra”, citati in Isaia 11:12, rappresentano la dispersione simbolica del progetto a livello totale, e l’apparente sparizione di Israele e Giuda, corrisponde alla creazione di una rete mentale, non fisica.

La morte e resurrezione di Gesù rappresentano il completamento del passaggio coscienziale attraverso i tre imperi. Questo porta all’apertura del portale e alla creazione del sistema di controllo mentale.

 La narrazione evangelica è strutturata come un codice per rappresentare il passaggio mentale e simbolico del progetto, non eventi storici verificabili.

L’origine del progetto biblico è situata tra Fenici, Aramei, Greci e Romani, in connessione con Palmira, che rappresenta il punto iniziale dell’attivazione nel deserto.

Il progetto viene presentato nella Bibbia attraverso il simbolo del deserto, che assume molteplici significati e funzioni tramite traduzioni e trasformazioni semantiche.
Il deserto rappresenta gli alleati che trasmettono verbalmente il progetto di Dio-Satana ai nati per conto proprio, prima che la comunicazione diventi mentale.

Nel codice, il deserto, associato al numero 40, simboleggia una fase di transizione.
Il numero 40, ridotto a 4 (2 più 2), richiama le 22 ossa della testa, rappresentando la fase in cui la comunicazione avviene ancora attraverso la parola e non la mente.
Il termine ebraico midbar significa infatti sia “deserto” sia “luogo della parola”, a indicare il momento in cui il progetto viene trasmesso verbalmente — una fase che si manifesta nel 53º anno dopo l’apertura del portale.

Con il 182º anno, cioè il passaggio avanti (la Pasqua), avviene il cambiamento: la comunicazione diventa mentale, simboleggiata dall’acqua, dal fiume e dal canale.

L’origine del progetto biblico si colloca tra Fenici e Aramei, per poi evolversi con Greci e Romani, in connessione con Palmira — da “palma” — che rappresenta il punto iniziale dell’attivazione nel deserto.
Il concetto dei tre imperi è espresso simbolicamente proprio attraverso l’immagine del deserto, che rappresenta l’assenza d’acqua, cioè l’assenza della matrice della materia e dell’informazione del tutto, cioè della comunicazione mentale.

L’uscita dall’Egitto nel deserto rappresenta la morte intesa come cambiamento coscienziale. Gesù nel deserto e Giovanni Battista come “voce che grida nel deserto” richiamano lo stesso simbolismo: il “grido”, che nella Bibbia , indica la trasmissione del progetto verbale,  legata a Dio-Satana.

La palma simboleggia il progetto nella sua fase di comunicazione verbale, collegato al  deserto, rappresenta l’attivazione iniziale.

Luoghi come Tadmor, Palmira, Tamar, Gerico e Timna sono codici che segnano il tracciato del progetto.

Tamar, che significa “palma”, rappresenta il mezzo in sospeso della trasmissione.

Il progetto parte nel deserto, con Palmira come simbolo dell’apertura del portale e inizio del ciclo. Il deserto è il luogo della parola, non ancora della comunicazione mentale. Gerico, prima città conquistata in Canaan, rappresenta il passaggio dalla preesistenza all’esistenza. Timna, legata a Tamar. Infatti, il testo biblico afferma che Tamar si mise seduta alla porta di Enaim, che è sulla via di Timna, dove passava Giuda per tosare le pecore a Timna, La moglie di Sansone proveniva da Timna.

Anche  alla linea di Esaù che diventa Edom, tramita  un nome di persona: una concubina di Elifaz, figlio di Esaù, madre di Amalec, mostra l’evoluzione del progetto dai Fenici e Aramei ai Greci e Romani. Anche le lingue scritte sulle colonne di Palmira lo confermano.

Il libro biblico “Nel deserto” diventa “Numeri”. Il cambio è un codice: Numeri è il ciclo. Dieci rappresenta il compimento, che si riduce a uno, cioè la persona, il mezzo preso da Dio Satana per attivare il progetto.

I due Talmai, figlio di Anak e re di Jesur, indicano la trasmissione della funzione. Uno è legato ai giganti, l’altro alla linea genealogica di Tamar.

Kiryat Arba, città dei giganti e tomba dei patriarchi, rappresenta il progetto che si trasforma in mezzo programmato. Quando diventa Ebron, si collega a grazia e dono per indicare Yahweh, che significa “essere”, indica che il progetto è ora presente.

Le guerre contro i giganti in Giosuè e nei Giudici indicano la trasmissione del progetto. I Giudici ripetono il ciclo in attesa della Pasqua.

Tamar, Palmira e Gerico sono simboli del progetto sospeso. La palma richiama il deserto e indica l’inizio del progetto in sospensione. Palmira, legata all’evoluzione da Fenici a Greci e Romani, rappresenta il luogo di apertura del portale e l’avvio del ciclo. Gerico, città delle palme, è collegata al deserto ed è il punto di ingresso, mentre il deserto stesso simboleggia l’ambito di transizione.

Il passaggio di Gesù per Gerico e l’episodio del cieco Bartimeo raffigurano il progetto di andata in attesa, confermato dalla Domenica delle Palme, sette giorni prima della Pasqua, segno del compimento.

Autore: Davide Morana