Significato di Baal in base al Codice
Il Codice Biblico e l’Evoluzione della Comunicazione
Come già chiarito in altri testi, la narrazione biblica e il popolo d’Israele non sono storici, ma rappresentano un codice che rivela l’apertura del portale e il passaggio avanti.
All’inizio, durante l’apertura del portale nel 53° anno, Dio Satana non comunicava mentalmente con tutti, ma solo tramite i suoi alleati, i giganti Nephilim. indicati anche come Elohim al plural.
Questi comunicavano verbalmente con i nati per conto proprio, In questa fase, chiamata progetto di andata, Dio-Satana non voleva intermediari che stessero “avanti” a lui rappresentandolo.
Successivamente, al 182° anno (Pasqua), il sistema si evolve nel monoteismo: il Dio unico simboleggia l’instaurarsi di una comunicazione mentale diretta con tutti, senza più bisogno di alleati o mediatori.
Il Simbolismo di Baal
Tutti gli idoli biblici sono invenzioni; esiste solo Dio nelle vesti di Satana. Il nome “Baal”, epiteto che significa “Padrone” o “Signore” (simile a Adonai), rappresenta sempre la stessa entità nel progetto di andata e ritorno, ma anche sposo o marito.
Il concetto di Baal è legato al progetto di andata, rappresentato dai Fenici e dai Cananei (aramei), popoli realmente esistiti che indicavano l’apertura del portale e il passaggio avanti. Questi rappresentavano i giganti, e i nati per conto proprio.
Baal-Sefon: Signore del Nord (o Nord-Est), indica l’entrata dalla preesistenza e il ritorno alla preesistenza, simboleggiando il passaggio dall’angolo nullo all’angolo giro, completando così il ciclo della rete di coscienza e della falsificazione della percezione della realtà indotta da Dio-Satana.
Il concetto di Baal Zebub e i progetti di andata e ritorno
Il concetto di Baal Zebub è legato a Gesù Cristo, che fu accusato dai farisei e dai familiari di scacciare Satana per conto di Satana con quel nome. Questa vicenda illustra i due progetti di andata e ritorno.
Nella fase di andata, Gesù “scaccia” i demoni, un’azione che in realtà significa trasmettere il progetto di andata agli altri, tipico dei giganti Nephilim. Successivamente, nella fase di ritorno, il termine “avanti” indica il dominio di Dio-Satana sulla coscienza delle persone. Gesù diventa l’emanazione del Dio unico, sempre la stessa entità.
Il simbolismo del movimento avanti e indietro emerge chiaramente quando Gesù dice a Pietro: “Va’ de retro, Satana”. In realtà, la traduzione corretta è “Vieni dietro a me”. Questo inverte la posizione dei giganti: pur essendo “avanti”, devono andare “dietro” affinché il progetto, cioè Dio-Satana, possa compiersi e avanzare, prendendo dominio sulla coscienza delle persone.
Un altro significato di Baal si trova nel termine: Baal-Peor.
Baal-Peor, Signore dell’esposizione, è legato a riti orgiastici e all’esposizione degli organi genitali. Simboleggia il progetto riproduttivo: il maschio come seme e la femmina come ricevente, collegata alla Madre Dea.
Il concetto di “Sposo o marito” si evolve nei testi: inizialmente Dio Satana era il marito di Israele, poi Gesù lo diventò per la Chiesa (il Popolo). Infine, la simbologia conduce a Dio-Satana come Marito definitivo.
La Croce e il Ruolo di Maria
Il progetto trova compimento sulla croce. Gesù, morendo, consegna il “Figlio” (il progetto) a Maria. Lei rappresenta il mezzo femminile, la materia, ovvero la falsificazione della percezione della realtà (la Chiesa), che riceve il seme, chiudendo così il ciclo simbolico del progetto.
Altri significati di Baal
Il termine Beelzebù, noto come “Signore delle Mosche”, deriva da un’interpretazione più antica di “Baal-Zebul”, che significa “Signore della Dimora”. Questo simboleggia Dio-Satana che si appropria della coscienza che risiede nell’uomo.
Un altro significato, “Signore delle Mosche”, allude allo stato di decomposizione: la presenza di residui organici attira gli insetti, simbolo che, una volta che la coscienza delle persone è stata presa da Dio-Satana, l’individuo muore senza raggiungere l’elevazione.
È un simbolo di stasi, contrapposto allo stato di elevazione, in cui l’essere umano, una volta elevato, non conoscerà più né morte né malattie.
Autore: Davide Morana
