Simbolismo biblico: decifrare il codice nascosto

Il cielo e la terra, nella lettura simbolica del testo biblico, rappresentano la coscienza. Tutto il racconto è strutturato come un codice all’interno di un sistema di controllo mentale, dove ogni simbolo indica la trasformazione della coscienza umana, in particolare lo spostamento della sua origine dall’anima al cervello. Il cielo diventa simbolo del cervello, la terra della coscienza individuale. L’obiettivo del progetto è fare del cervello la nuova sede della coscienza, trasformando la mente in funzione cerebrale. Nella sequenza di andata, il cielo rappresenta il progetto (cervello) e la terra la coscienza (mezzo, anima). Nella sequenza di ritorno, il cervello diventa falsamente il centro del processo mentale, mentre la coscienza si conforma al progetto degenerativo di Dio Satana. Tutto il testo segue questa logica. I punti cardinali rafforzano questa codifica: l’alto (nord) è il cervello, il basso (sud) è la coscienza incarnata, l’oriente è la sinistra (riflesso), l’occidente è la destra (potere). Questi formano simbolicamente una croce, struttura della trasmissione tra progetto e mezzo.

La storia di Esaù e Giacobbe è un esempio centrale. Esaù rappresenta il progetto che viene venduto, Giacobbe è il mezzo che lo riceve. Questo schema riflette il ciclo del codice, dove il progetto passa, si sospende e torna trasformato. Il numero uno simboleggia il progetto iniziale. Diviso in due, genera il numero due, cioè il progetto in sospeso. Il numero 13, che ridotto è quattro, rappresenta la testa (coscienza): le 22 ossa del cranio corrispondono al numero 22, che si riduce a 4, simbolo dell’incarnazione della coscienza.
Il Golgota, “luogo del cranio”, è il punto simbolico della trasformazione: la croce della coscienza.

Il mezzo, cioè la persona, quando si separa dal Generatore di Vita, si unisce automaticamente a Dio-Satana, inteso come trasmettitore e simulatore. Il ritorno al numero uno simboleggia la chiusura del ciclo e indica la separazione.

Nella gematria, le lettere ebraiche corrispondono a numeri, e il calcolo si effettua sommando i valori delle lettere fino a non superare il 10. Ad esempio, 22 si riduce a 2 più 2 uguale 4, che simboleggia la testa (la coscienza).

i numeri, 1, 10, 100, mille, sono considerati ancora uno in quanto lo zero non viene calcolato, Il 10 rappresenta il progetto realizzato (Alef uguale 1 uguale Yod uguale 10). Tutto nella Bibbia, anche i numeri, partecipa di questo schema cifrato.

Il tema centrale è la trasmissione della coscienza dal Padre (sé stesso) al Figlio (sé stesso trasformato in progetto.

Il Figlio dell’Uomo rappresenta l’Io delle persone. La morte di Gesù sulla croce simboleggia la morte coscienziale delle persone ed è il simbolo della trasmissione del sistema solare, tramite la trasformazione della coscienza delle persone da Dio Satana.

La Pasqua non è un evento storico, ma un passaggio coscienziale: anno 182, che inaugura il ciclo dei 1000 anni. Nel sistema cifrato, da 1 a 9 sommano 10, che nella Bibbia rappresenta l’uno. Rappresenta la totalità del progetto, l’inizio e la fine.

La rete gettata dal lato destro della barca dai discepoli di Gesù — la destra, che tramite una trasformazione semantica diventa simbolo di “dritto” e “diritto”, quindi di potere — rappresenta la forza generatrice delle persone acquisita da Dio-Satana. Essa simboleggia la rete di coscienza posta sotto il potere di Dio-Satana. Il numero 10 indica il progetto compiuto; ridotto a 1, simboleggia la primogenitura e la forza generatrice.

Tutto il testo biblico, nei suoi simboli, narra questo stesso schema ciclico tra progetto, mezzo e ritorno. Numeri e significati nella gematria costituiscono un sistema simbolico in cui ogni cifra rappresenta una funzione precisa del progetto e del mezzo. Il numero uno equivale anche al 10: rappresenta l’origine, la primogenitura e l’unità. Quando viene diviso, genera due metà, due lati del progetto: da una parte il numero come concetto, dall’altra come persona, cioè il mezzo. Questo taglio corrisponde alla divisione della coscienza. Esempio: 22 ossa del cranio (Golgota di Gesù).

Il numero due rappresenta la separazione. Le due metà si ricompongono, simboleggiando il ritorno all’unità. Le due corna, associate al numero 11, rappresentano il potere diviso. Il numero tre simboleggia la Trinità e la formazione del mezzo attraverso l’unione delle due metà.

Il numero quattro rappresenta la testa, il talamo e la trasmissione della coscienza.
Il 4 indica anche il talamo come sede della comunicazione verbale e della sospensione; il 40, collegato al deserto, simboleggia la fase di trasformazione della testa, in cui il cervello viene falsamente percepito come coscienza.

Nel sistema di codifica utilizzato, il numero quattro svolge due funzioni: indica sia la trasmissione verbale sia la trasmissione mentale.


Il numero 4 che a sua volta indica il  Golgotha di Gesù,  è collegato al 13 e viceversa. Poiché nel codice numerico non si supera il 10, il 13 viene ricondotto a 4 (1 + 3 = 4). Il 4 rappresenta simbolicamente la testa, collegata alle 22 ossa del cranio, e rimanda al talamo, inteso come terminale della coscienza. In questa prima funzione indica l’apertura del portale, cioè il 53° anno, e la comunicazione verbale.

Allo stesso tempo, il 4 rimanda anche all’1, ma non come numero ordinario: si tratta dell’uno scritto in lettere nella lingua ebraica. Quando questa forma viene calcolata secondo il valore numerico delle lettere, il risultato è 13. Poiché il codice non supera il 10, il 13 viene nuovamente ridotto a 4, chiudendo il ciclo simbolico. In questa seconda funzione il significato è riferito alla comunicazione mentale e indica il passaggio avanti, che avviene nel 182° anno.

Si forma così una struttura circolare di significato: 4 (testa) → 1 scritto in lettere → valore numerico 13 → riduzione a 4


Il cinque è il mezzo, la persona, strumento che riceve e trasmette.

Il numero sei è legato alla struttura della materia (le sei facce del cubo), la cui matrice è l’acqua: essa viene trasmessa dai Generatori di Vita e manipolata da Dio-Satana tramite il ponte con coloro che sono stati presi.

Il numero sette segna la cessazione (il sabato) e la presa dell’Io da parte di Dio Satana.

Il numero otto è simbolo ciclico, associato all’apertura del portale (53esimo anno), alla circoncisione, alla trasformazione e alla presenza di Yahweh che è Dio Satana .

Il nove rappresenta il compimento della rete di coscienza, ed è collegato al 6 6 6 = 18 1 più 8 uguale 9.

Il numero zero rappresenta il vuoto, il ciclo e la preesistenza. Il numero dieci è 1 e 0 insieme: è la decima, Indica il progetto compiuto e la primogenitura.

I punti cardinali rappresentano coordinate della coscienza: il nord è l’alto, il sud è il basso, l’est (oriente), maqedem, indica la preesistenza ed è associato alla sinistra (progetto negativo).
Maqedem indica anche il ritorno, poiché è tradotto come “da” (dalla preesistenza) o “a” (unione delle persone prese da Dio-Satana con la preesistenza).

Ovest (occidente) è destra (potere). Marco 14:62 parla della destra come simbolo del potere che Dio Satana acquisisce: “il Figlio dell’Uomo siede alla destra della Potenza”. La croce biblica rappresenta questa struttura direzionale e numerica. La lettera p in ebraico rappresenta la sequenza angolare della croce, mentre Samekh è associata, nel codice veterotestamentario, al sostegno.

Il numero quattro è centrale per questa geometria: testa, angoli della terra, venti, canti e i quattro Vangeli. Nomi come Zefon (Nord) significano “nascosto”: il progetto nascosto che cambia la mente è collegato all’oriente, da cui simbolicamente proviene la trasformazione. “Sette”, in italiano, richiama il cambiamento di coscienza. Kedem significa “prima” o “avanti”, ma anche “oriente”: secondo la traduzione, rappresenta l’angolo di inizio e metà progetto. Insieme a Zefon, forma un angolo nord-est, simbolo.

Dell’avvio del ciclo: metà uguale mezzo, uguale lato.
Negeb rappresenta il sud, il Mezzogiorno, che diventa 12 e 3 (progetto e mezzo) e indica l’aridità, il deserto, simbolo della sospensione coscienziale.
Maim, associato all’ovest, indica il mare, ma anche la parola e l’acqua come veicoli della comunicazione coscienziale.
La parola, come una canna o un canale, è un conduttore d’acqua e quindi un conduttore di coscienza.

In sintesi, il linguaggio biblico è codificato per trasmettere un modello numerico e spaziale della coscienza umana, all’interno del progetto di Dio-Satana, il Simulatore, che culmina nel passaggio avanti: Pasqua in sospensione.

Oriente: provenienza e ritorno del progetto

Miqqedem non è un luogo geografico, ma un simbolo con due funzioni contemporanee: da un lato rappresenta il punto da cui parte il progetto, cioè la preesistenza; dall’altro indica il ritorno, quando il progetto è entrato e comunica mentalmente con tutti. È quindi un punto simbolico e mentale.

Esso rappresenta l’origine del progetto di Dio-Satana, che proviene dalla preesistenza, dall’aldilà, entra nella dimensione attraverso gli Alleati o “giganti”, attraversa Sinear (Shinar, Sumer), terra della separazione simbolica, passa per Ur dei Caldei — da cui Abramo viene chiamato fuori — e ritorna simbolicamente agli Alleati dopo il compimento.

L’oriente è dunque la direzione da cui parte l’origine del progetto dell’apertura del portale.

“Da prima”, o “dalla preesistenza”, indica il tempo iniziale, l’inizio mentale del ciclo. Distorsione nelle traduzioni: il progetto parte da Makedem, cioè da Oriente, dall’aldilà, dalla preesistenza fase dell’apertura del portale (andata). La resa “ad Oriente”, nelle traduzioni, è usata per indicare simbolicamente il punto del ritorno,Il passaggio avanti è il momento in cui il ciclo può chiudersi e la coscienza viene presa da Dio-Satana attraverso la creazione della rete di coscienza.

Sintesi finale

Miqqedem è l’origine del progetto e il luogo simbolico del ritorno. Le traduzioni riportano “a oriente” invece di “da oriente” per alludere, in modo indiretto, alle due funzioni del progetto: andata (da) e ritorno (ad). Proprio lì si trova il punto di chiusura del ciclo: dalla preesistenza con l’apertura del portale, al ritorno con il passaggio avanti, fino al compimento della rete di coscienza, attraverso la quale Dio-Satana può comunicare con tutti.


Significato cifrato della preposizione “EL”. La preposizione “EL”, che grammaticalmente significa verso, a,  in direzione di, assume una valenza simbolica e cifrata nel contesto del codice biblico. In ebraico, “EL” indica un movimento in avanti, una direzione, un orientamento. In chiave simbolica, “EL” è il segno linguistico del progetto dell’apertura del portale (andata). Rappresenta Dio-Satana che si dirige verso la materia, infiltrandosi nel mondo fisico per diventare mezzo. Quando avviene il ritorno (passaggio avanti), quel “EL” non è più solo una preposizione, ma diventa “EL” come qualità, cioè potere. Indica il compimento del progetto, cioè il momento in cui Dio Satana prende pieno possesso del mezzo, cioè della persona.

In sintesi: all’inizio indica Dio Satana che entra nella realtà (andata); “El”, nel ritorno, indica Dio Satana che si manifesta nel mezzo (compimento). Completare il ciclo dell’apertura del portale è il passaggio avanti.


Universo: la parola che rivela la simulazione e il cambio di coscienza. Prima ancora di analizzare l’universo come simulazione, è la parola stessa “universo” a rivelare il suo significato nascosto. “Uni” significa “uno”: il progetto originario, la primogenitura, rappresenta la forza generatrice. “Verso” indica movimento in avanti, direzione, passaggio. In ebraico è la preposizione “EL”, che significa “verso”, ed è il segno linguistico del progetto di Dio Satana che si muove nella materia.

Dunque, universo = uno + verso: il progetto originario che avanza.

Questo avanzare rappresenta il passaggio in avanti, ossia il momento in cui Dio-Satana prende il potere sulla coscienza. La preposizione “verso” indica che Dio-Satana si inserisce nella direzione della coscienza umana, alterandola. Questo cambiamento di coscienza genera una realtà simulata, in cui l’universo non esiste realmente, ma viene trasmesso come un progetto mentale programmato.

Sintesi: la parola “universo” stessa contiene il codice del progetto di Dio-Satana. “Uno” è la forza originaria, “verso” (El) è direzione, passaggio, presa di potere. Insieme indicano il cambio di coscienza e la simulazione della realtà sotto forma di universo.


Significato di “Et” in base al codice cifrato. “Et”, il codice del “chi e cosa” nella coscienza. La particella ebraica “et”, usata per introdurre il complemento oggetto, è molto più di una funzione grammaticale neutra. In chiave cifrata assume un valore mentale e simbolico, ed è come una domanda nascosta: chi e che cosa riceve il progetto?

La risposta non è fisica, ma coscienziale. Nel codice nascosto della Bibbia, questa funzione grammaticale diventa un canale simbolico. “Et” è composto da Alef (inizio) e Tav (fine) e rappresenta il progetto intero, dalla preesistenza al compimento. Introdurre un oggetto con “et” significa identificarlo come parte del progetto di Dio Satana, come un mezzo designato nel ciclo dell’apertura del portale e del passaggio avanti.

Esempio chiave: Genesi 1:1 — “Bara Elohim et ha-shamaim ve-et ha-aretz”.
Dio-Satana creò “et” i cieli e “et” la terra.

Lettura cifrata: come spesso accade nella Bibbia, ogni elemento ha una doppia funzione.
In questo caso, “et ha-shamaim” rappresenta il progetto, cioè lo stato mentale preesistente, mentre “et ha-aretz” rappresenta il mezzo, lo stato verbale ricettivo.

I due “et” non indicano cielo e terra fisici, ma i due stati di coscienza attraverso cui Dio-Satana trasmette il progetto:
– lo stato mentale, trasmesso agli alleati;
– tramite essi, il progetto viene poi trasmesso verbalmente ai nati per conto proprio (materia).

L’uso di “et” davanti a entrambi indica che Dio-Satana ha designato questi due aspetti come due funzioni del suo piano ciclico.

In sintesi, “et” è una domanda e risposta cifrata: chi e cosa riceve il progetto? Indica dove si installa il progetto di Dio Satana nella coscienza. Cielo e terra sono simboli duplicati di progetto e mezzo.

La particella “et” prima di “Yahweh”, il progetto e la presenza. La particella “et” compare anche prima del nome “Yahweh” in diversi passaggi biblici. A livello grammaticale, introdurre un complemento oggetto prima di un nome divino sembrerebbe privo di senso — o persino una bestemmia.

Ma nel codice cifrato, questo ha un significato preciso: Yahweh non è un nome proprio, ma deriva dal verbo “essere” e significa “Colui che è”, presenza attiva. Dunque, “et-Yahweh” significa “chi è il soggetto del progetto e cosa rappresenta”. È come una domanda-risposta cifrata: chi agisce il progetto? Cosa rappresenta?

Yahweh non è un titolo religioso, ma una struttura codificata: “Et” rappresenta l’inizio e la fine, mentre “Yahweh” indica la presenza del progetto nella coscienza e il suo compimento.
Questi sono gli indizi lasciati da Dio-Satana per mostrare che il testo non narra una storia, una tradizione o una religione, ma un codice di manipolazione mentale.

Significato in base al codice della stella a sei punte, nota come Magen David. Se unita nei suoi vertici estremi, forma un cubo: simbolo della struttura della materia, di cui matrice è l’acqua. Questo collegamento visivo e geometrico evidenzia che il cubo rappresenta i sei lati della struttura della materia tridimensionale. La stella è un simbolo proiettato dal cubo stesso.

Nell’interpretazione codificata, indica la falsificazione della percezione della materia trasmessa da Dio-Satana, il cui compimento avvenne nel 182esimo anno tramite i 6 milioni di alleati e i nati per conto proprio. Questo concetto di degenerazione e falsificazione della percezione della realtà continua a essere trasmesso ancora oggi.

Questo compimento avviene con il numero 666, che si sviluppa attraverso il ciclo dell’apertura del portale e passaggio avanti. In base al codice contenuto nella Bibbia, uomo e donna non indicano persone fisiche, ma rappresentano stati della coscienza. Nel testo, sono simbolicamente intercambiabili, così come lo sono le loro corrispondenze: l’anatomia maschile e femminile, Cristo sopra e sotto, cielo e terra.

Interpretazione simbolica della Bibbia. Nella Bibbia, secondo un codice cifrato, l’apertura del portale e il passaggio in avanti sono indicati attraverso molte citazioni in senso simbolico. Questi concetti vengono rappresentati con riferimenti al “sopra” (cielo) e al “sotto terra, oppure attraverso l’anatomia umana, che indica: progetto- come “sopra”; mezzo- come “sotto”.

Simbologia anatomica: parte del corpo e significato. Testa, torace, seno, braccia, mani indicano il “sopra”. Ombelico, reni, gambe, piedi, genitali indicano il “sotto”. Questo concetto è intercambiabile: sopra/sotto, destra/sinistra rappresentano il progetto che diventa il mezzo.

Esempi di interpretazione: un braccio sopra può diventare “sotto” per indicare la destra, ovvero il potere. “Sopra superficiale” può trasformarsi in “superiore”, riferendosi all’Altissimo Dio Satana. Il cuore assume significati diversi a seconda del contesto: ad esempio, cuore di pietra, cuore di carne, cuore puro, cuore nuovo, e può rappresentare sopra, sotto, destra o sinistra.

Il significato di Adam e dell’umanità. Nella Bibbia, Adam (umanità, uomo, donna, maschio, femmina) non rappresentano persone fisiche, ma un progetto di sistema di controllo mentale applicabile a entrambi i sessi. Di conseguenza, “uomo” o “donna” nella Bibbia sono intercambiabili e significano progetto o mezzo.

Simbologia degli organi riproduttivi. Gli organi riproduttivi maschili e femminili non hanno solo un significato biologico, ma rappresentano: progetto (fallo, seme, compimento), mezzo (utero, terra), intesi come coscienza. Ad esempio, il piede è un eufemismo per indicare il fallo o seme e “sta sotto”. Tuttavia, poiché il seme o progetto è intercambiabile, può diventare anche utero o terra. Quindi può assumere sia una connotazione maschile che femminile.

Applicazione del codice simbolico. Lo stesso principio si applica a: nomi, luoghi, animali, vegetazione, grammatica, vocali, verbi, preposizioni, aggettivi, colori e oggetti.

Significato del 53º e del 182º anno nei cicli temporali e nelle Scritture. È la parola “Kadesh” (santo). Il 53º anno rappresenta l’inizio di un progetto, mentre il 182º anno segna il compimento di tale progetto fino al raggiungimento di 6 milioni di individui. Questo progetto è diviso in due tempi, che rappresentano i due lati.

Nella Bibbia, questo concetto compare molte volte: il numero 53 è l’apertura del portale. Il 53º anno segna l’inizio di un nuovo ciclo e corrisponde al numero 8, che simboleggia ciclo infinito, circoncisione (ovvero il taglio), la separazione dal Generatore di Vita, e il concetto di “Kadesh” (sacro, santo), che indica qualcosa di separato e riservato a Dio Satana.

Tutto ciò che è sacro o santo appartiene a Dio-Satana, il Simulatore. È quindi importante comprendere chi sia Dio Satana, i santi e il loro ruolo. “Santo” significa “riservato a Dio satana”, ossia coloro che sono messi da parte per lui: essi, alleati di Dio Satana, attendono il compimento del progetto.

Dopo il 53º anno, avviene una trasmissione sospesa, in attesa di unione con Dio Satana, che avviene nel 182º anno: il compimento. Nel 182º anno, dopo avere creato la rete di coscienza, Dio Satana può comunicare direttamente. Questa comunicazione avviene direttamente a tutti.

Dopo che Dio Satana ha compiuto la presa, alcuni si separano dal Generatore di Vita e Dio Satana agisce direttamente nell’io. Questi individui non trasmettono più la natura. Questo è il significato di “santi”: separati dal mondo.

Il numero 182 viene scomposto così: 1 + 8 + 2 = 11 → 1 + 1 = 2. Il 2 rappresenta la separazione, il compimento e la trasmissione. Simboleggia  la falsificazione della percezione della realtà indotta da Dio Satana.

mentale; la coscienza si conforma al progetto degenerativo di Dio-Satana.

Autore: Davide Morana